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Il pomeriggio sono stata tutto il tempo a piangere con la musica sparata a tutto volume nelle cuffiette.
Non ho pranzato, non ho cenato e non riesco a dormire, da tanto sono arrabbiata.
Alle due di mattina qualcuno bussa alla porta della mia camera.

- Ehi, piccola, sono io.- dice Luke da dietro la porta chiusa a chiave.

- Non voglio vedere nessuno.- dico fissando il pavimento di palchetti.

- Dai... ti prego, ho solo dimenticato il mio computer nella tua stanza.- mi supplica allora mi alzo e gli apro.

- Grazie.- dice sorridendo.

- Non sei venuto per il computer vero?- gli domando notando che c'è solo il mio Mac sulla scrivania.

- No... volevo vedere come stavi.- mi dice ridendo.

- Sto male. Per via dell'occhio nero e di mio padre. Insomma, posso capire che non dovevo tirarle un cazzotto, ma ha dato tutta la colpa a me!- esclamo tirando un calcio al cestino della spazzatura che si rovescia e escono tutti i fazzoletti che avevo buttato dentro.

Lui ride, mi volto e lo fulmino con lo sguardo.
- Che hai da ridere?- gli chiedo come un chihuahua arrabbiato.

- Niente, sei buffa. E mi piaci perché sei così.- dice sedendosi sul mio letto. Mi indica dove sedermi e mi accomodo sulle sue ginocchia.

- È ancora valida la proposta di scappare via da qui?- gli chiedo rompendo il silenzio che si era creato.

- Ovvio, ma questo non mi sembra il momento migliore... per scappare.- dice guardandomi in faccia.

- In effetti.... hai ragione, come sempre.- dico e gli do un bacino sulla guancia.

- Che ne dici se ora vai a dormire? È un po' tardi e domani devi andare a scuola.- mi dice accarezzandomi la schiena mentre io vengo percossa da un brivido.

- Sì va bene, buona notte allora.- gli dico e lo abbraccio, ma non voglio lasciarlo.

Luke
Siamo abbracciati da circa venti minuti e mi è venuto il dubbio che si sia addormentata. Infatti russa leggermente, allora mi distendo insieme a lei e le metto una coperta sopra.

Povera cucciola mia! Non immagino quante cose avrà passato in tutto questo tempo in cui io non ci sono stato per lei. Mi sono anche dimenticato di chiederle delle cicatrici... deve avergliele fatte qualcuno, perché una persona normale non avrebbe tutto il coraggio di farsi tanto del male. E poi questo Thomas? Chi è?
Adesso mi dispiace di non aver partecipato agli ultimi anni della sua vita. Se potessi tornare indietro le starei sempre accanto.

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Jordan
La sveglia suona e apro un occhio per vedere che ora segna: le 6.45. Meglio che mi alzo. Giro la faccia e mi trovo a pochi millimetri dalle labbra di mio cugino. Prendo un colpo, ma non mi scompongo. Mi trovo troppo bene tra le sue braccia muscolose, che non hanno nessuna intenzione di lasciarmi. Allora provo a svegliarlo con un colpetto, chiamandolo, dandogli un bacio sulla guancia, niente. Non si sveglia.

- Luuuuuukeeeeeeeee!?!?- gli urlo nell'orecchio e lui si alza di soprassalto mentre io scoppio a ridere.

- Ma sei matta! Bastava che mi dessi un colpo, mi svegliavo!- urla massaggiandosi l'orecchio.

- Ho visto infatti! Ho provato tutti i modi, non hai reagito nemmeno a uno! Ti ho addirittura baciato in bocca!- lo imbroglio ridendo.

- Cazzo! Non è possibile che l'unica volta che lo fai di tua spontanea volontà, me la perdo! Che stupido!- esclama con le mani nei capelli mentre io me la sto facendo sotto dal ridere.

- Scemo! Stavo scherzando! Credulone!- gli rido in faccia mentre lui mi fulmina e mi viene addosso facendomi il solletico che io non sopporto.

- Ehmm, ragazzi cosa state facendo?- esclama mio padre entrando nella stanza allibito.

Io torno seria appena lo vedo, ma arrossisco lo stesso. Luke mette le mani dietro alla schiena:
- Niente zio... non si voleva alzare allora stavo provando a svegliarla!- inventa lui.

- Jordan...- prova a dire mio papà, ma lo zittisco con la mano e gli passo avanti andando dritto in bagno.
Mi lavo il viso con acqua fredda per svegliarmi, spazzolo i capelli energicamente e li piastro, ma lascio il boccolo alla fine, mi metto tantissimo fondotinta per nascondere l'occhio nero e allaccio il reggiseno. Vado in camera e scelgo i vestiti e mi metto le scarpe.
Scendo le scale per fare colazione e mi accorgo che sono già le sette e mezza, così mangio di fretta una fetta di crostata alla marmellata e un bicchiere di latte poi chiamo Luke che si muova e andiamo in macchina.

Quando arriviamo a scuola siamo già in ritardo di cinque minuti e nonostante le milioni di scuse che faccio alla prof, quella bastarda ci fa rimanere lo stesso fuori dalla classe ad aspettare la prossima ora.

- Io non ammetto i ritardi! Ora attendete la prossima ora!- scimmiotto la voce della prof mentre sono seduta per terra in corridoio e Luke ride.

- Te l'ho mai detto che sei unica?- dice prendendomi la mano.
Ho i brividi in tutto il corpo al solo suo tocco. È incredibile che mi faccia questo effetto! Insomma gli ho detto chiaro e tondo che non possiamo stare insieme, ma io comunque sento di provare qualcosa per lui! Che confusione!

- Si, modestamente, me lo hai detto molte volte!- scherzo.

- No, dai parlo sul serio. Tu sei l'unica per me e...- si avvicina lentamente puntando alle mie labbra e appena si toccano, veniamo sorpresi da una bidella impicciona:

- Ragazzi cosa state facendo! Smettetela e tornate in classe ora!- urla con la voce stridula.

- Non possiamo entrare perché siamo arrivati in ritardo e la prof ha detto che dobbiamo aspettare la prossima ora!- controbatto.

- Speentaa!- dice Luke, allora lei ci guarda accigliata e se ne va con il suo stupido carrello delle pulizie con cui fa credere che pulisca le nostre aule.
Iniziamo a ridere e poi ci guardiamo senza dire niente.

Improvvisamente il mio corpo si muove in automatico e conclude l'azione che avevamo interrotto prima e lui non si tira indietro.
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Eccomi! Sono tornata scusate ma non ho avuto molto tempo, ma prometto che non vi farò aspettare molto da ora in poi tra una pubblicazione e l' altra, giurin giurello!✌✌✌
Notte a tutti!
Alice❤

Jordan on the road (COMPLETATA)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora