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Il bacio dura per un tempo lunghissimo. Poi lui si stacca e mi sorride. Ricambio e poi cerco di scendere dalle sue gambe, ma mi tiene stretta a se.

- Sei bellissima con i miei vestiti.- mi sussurra all'orecchio e io arrossisco violentemente. Mi ruba un altro bacio e poi mi lascia scendere dalla sue gambe. Vado a sedermi sull'altra sedia e finisco di mangiare la mia colazione.

- Che facciamo oggi?- chiede lui.

- Non lo so... a scuola non ci vado di sicuro. A proposito devo chiamare i miei genitori per avvisarli che sto bene... ieri non ho detto niente a mamma.- faccio per andare di sopra ma mi richiama.

- Jordan- dice dolce.

- Si?- chiedo.

- Vieni qui.- e vado da lui.
Mi avvicino e come un fulmine mi bacia ancora sulle labbra. Gli sorrido e dico:

- Non abituartici, voglio ancora conoscerti meglio... prima di prendere decisioni affrettate!- dico maliziosa e me ne vado sculettando mentre lui mi fissa.

- Smettila di guardarmi il culo!- dico senza neanche voltarmi e lui ride.

Arrivo nella mia stanza e prendo il cellulare e vado nella rubrica per cercare il numero di mia mamma e schiaccio il tasto verde.

" Bip.... bip.... bip... Pronto! Tesoro mi hai fatto preoccupare quando ieri non sei tornata a casa! Dove sei?" Strilla al telefono.

" Mamma sto bene non ti preoccupare, ero a dormire da una amica... ora vado a scuola.... forse torno per pranzo" Bugia!

" Va bene ma la prossima volta avvisami! Se ti va questo pomeriggio possiamo andare a fare shopping per comprare il vestito per il battesimo della figlia della mia amica..." chiede cauta, sapendo che io odio fare shopping.

" No.... dobbiamo studiare, mi dispiace... se vuoi domani o quando avrò tempo..." invento.

" Okay... bene allora a dopo, vai a scuola o farai tardi!" Esclama e mi manda un bacio attraverso il telefono.

" Si ciao a dopo!" E chiudo la chiamata.

Una domanda: quando penso di tornare a casa e spiegare tutto ai miei genitori? Non ne ho idea. Ma non posso rimanere a vivere qui segregata in casa di Thomas per sempre... ci penserò, ma intanto ho bisogno di prendere una boccata d'aria fresca per rimettere apposto i pensieri.

- Allora, sistemato tutto con i tuoi?- mi chiede lui entrando nella stanza.

- Si ma non ho detto loro nulla ancora... devo organizzare un discorso e dirlo di persona.... non gli posso certo dire per telefono che uno psicopatico mi ha picchiato e, tra parentesi, lo psicopatico è Jake, il mio ex ragazzo!- esclamo e lui si mette a ridere per questa battuta che non è affatto divertente.

- Si hai ragione. Ti va di fare un giro qui intorno, per parlare?- mi chiede e io annuisco.

Scendiamo insieme le scale, mettiamo la giacca e usciamo. Non mi sono neanche truccata, ma non mi interessa. Per un giorno voglio fregarmene di quello che può pensare la gente di me.

Il tempo è schifoso e sta per piovere. L'aria è talmente umida che quando respiro ne esce una piccola nuvoletta.
Camminiamo con le mani in tasca, nessuno dice niente. Secondo me il silenzio è la cosa più bella che abbiamo.

- Sei pensierosa...- osserva.

- Si...riflettevo su tutte le cose che mi sono successe nel giro di due mesi... e al perché mi hai baciato sta mattina...- dico guardando il suo profilo perfetto.

- Non credo che sia così difficile da capire...- risponde grattandosi la testa.

Che lui provi qualcosa per me? No, impossibile. Era un bacio così per consolazione.
Ma le persone di solito non si baciano per questo motivo: lo fanno perché si amano, perché provano sentimenti veri l'uno per l'altra, perché si fa così tra fidanzati. Noi non siamo fidanzati. Siamo amici... ma, come ha detto lui, non dureremo ancora per molto solo come "amici".

- Ti mi piaci. Dal primo giorno che ti ho visto, quando ti sei presentata quel giorno a chimica, è bastato uno sguardo veloce per capire che eri perfetta. E quando ho iniziato a conoscerti e tu mi hai rivelato cose brutte del tuo passato e io ho condiviso le mie con te, ne ho avuto la conferma.- dice d'un tratto rompendo il silenzio delle mie riflessioni.

Inizia a piovere e non abbiamo l'ombrello. Io mi tiro su il cappuccio del giubbotto, ma lui mi ferma. Lo guardo: i miei occhi verdi nei suoi azzurri. Mi alza il mento e appoggia dolcemente le sue labbra sulle mie mentre la pioggia ci bagna la faccia.

Ormai ho i capelli zuppi d'acqua e lui anche, il che lo rende ancora più sexy. Metto timidamente le mie braccia sul suo collo e lui approfondisce il bacio.
Le sue labbra sono come seta morbida che mi accarezzano dolcemente, finché non si staccano. Riprendiamo entrambi il respiro ridendo, poi mi da un bacio sulla guancia, mette un braccio sulle mie spalle e continuiamo a camminare.

È come se improvvisamente avesse smesso di piovere. I jeans mi si appiccicano alla pelle e inizio involontariamente a tremare, così lui mi stringe ancora di più.
Poi per fortuna troviamo un balconcino che ci ripara un po' dall'acquazzone che sta venendo giù.

- Potremmo andare nel bar qui accanto.- chiedo parlando sopra il rumore della pioggia.

- Si, corri!- esclama e senza preavviso mi prende in braccio e inizia a correre. Io urlo fino a quando non mi mette giù proprio davanti al bar.
Entriamo e mi sento subito più calda. Prendiamo un tavolino e ordiniamo una cioccolata calda con la panna.

Lui va un attimo in bagno e io resto da sola. Mi guardo intorno e lo vedo.
Sta ad un tavolo con un altro ragazzo un po' strano, di carnagione scura.
Gli passa velocemente un pacchettino e lui in cambio gli da dei soldi.

Ora ho capito tutto.
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Ecco a voi questo capitolo! Visto che vi ho dato abbastanza indizi, ora dovreste indovinare che cosa è successo a Jake!
Commentate e mettete mi piace mi raccomando!
Baci
Alice❤

Jordan on the road (COMPLETATA)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora