Una ragazza che ha affrontato di tutto nella vita conosce l'uomo che può aiutarla a superare tutto, ma lei sarà pronta per lasciarsi andare o il suo muro e troppo spesso per distruggerlo. È la mia prima storia quindi non siate troppo duri con me. Gr...
" mamma, mamma, papà sta di nuovo bussando alla porta" mi stringe più forte a se "Non preoccuparti non può farci niente" improvvisamente non si sente più niente, dopo poco un rumore assordante squarcia il silenzio, vedo mio padre e due suoi amici entrare armati, stringo forte mia mamma ma mio padre la prende per i capelli e la trascina giù dal letto mentre uno degli uomini prende me in braccio "Lasciami, lasciami. Non la devi toccare, papà ti odio, non devi toccare la mamma" sento quella strana sensazione nella pancia poi come sempre inizio a tremare. Ci portano giù e ci spingono in macchina, mia mamma è seduta d'avanti l'hanno legata ed ha una pistola puntata dietro la schiena, mentre io sono seduta dietro fra i due uomini che mi tengono ferma, non so se puntano la pistola anche su di me, sono concentrata su mia madre, voglio liberarla, ma i due uomini non mi lasciano muovere, sto in silenzio, non piango, forse se faccio la brava papà ci lascerà andare, ho solo cinque anni come posso aiutarla."
Apro gli occhi e mi ritrovo due splendidi zaffiri che mi guardano, "Hey, tutto bene" mi metto a sedere e mi sfrego la faccia con le mani "Si era solo un sogno, cosa ci fai qui" sorride e mi sventola davanti agli occhi la busta della mia pasticceria preferita, la prendo al volo e guardo cosa c'è dentro "Oh mio dio, mi hai preso le ciambelle" ne prendo subito una e la addento, lui mi guarda sorridente poi con il pollice mi pulisce l'angolo della bocca e mi bacia.
Finalmente un altra giornata lavorativa è finita, dopo la colazione Travis mi ha accompagnata a lavoro, non poteva regalarmi risveglio migliore, mi cambio e poi insieme a Jess e José mi dirigo verso l'uscita, sono quasi fuori quando il mio capo mi chiama "Aspettatemi qui arrivo subito" non ho idea di cosa voglia, mi avvicino, "Puoi rilassarti non devo dirti niente di brutto" dice beffardo e ritorno a respirare "Per cosa mi hai chiamata allora" ora sono curiosa di sapere cosa ha da darmi " questa mattina è passato un ragazzo, ora ti sta aspettando al bar dell'hotel" subito penso a lui, nessuno mi conosce, chi altro sarebbe potuto venire. Annuisco ma con la testa sono in un altro mondo, mi avvio al bar per vedere chi è, " non ti dimenticare di dire al tuo amico che io non faccio il messaggero" gli faccio un cenno con la mano e continuo a camminare, prima di entrare mi guardo in torno e cerco di individuarlo, mi appiattisco al muro e guardo dentro, ma non c'è nessuno. Mi faccio coraggio ed entro, ci troviamo in un luogo affollato e ci sono delle guardie, anche se si trova qui non potrà farmi niente. Mi avvicino al bancone e cerco con lo sguardo qualcuno di mia conoscenza, ma non vedo nessuno. " ciao" un ragazzo poco più grande di me in un elegante completo grigio mi porge la mano "Ciao, tu sei?" Forse è lui che mi cercava, ma non ho mai incontrato questo tizio, cosa può volere da me " io sono Luca, tu sei Sofia vero?" "Si, ma come fai a sapere il mio nome e cosa vuoi da me?" Sembrerò scorbutica ma questa situazione mi sta mettendo ansia " vedi ecco, non so bene come dirtelo" lo guardo confusa, secondo me ha sbagliato persona " io sono tuo fratello, l'anno scorso papà è morto e io sono venuto a conoscenza della tua esistenza e ..." "Eh? Guarda forse ti sei sbagliato" "No sei proprio tu, nostro padre sapeva tutto di te e il notaio mi ha dato tutti i tuoi fascicoli" ma di cosa sta parlando, io mio padre non lo vedo da quando mia madre decise di lasciarlo e io avevo undici anni. " guarda forse è meglio se ci sediamo così potrai spiegarti meglio" annuisce e ci sediamo ad un tavolino, nel frattempo mando un messaggio a Jess dove le dico di avviarsi, poso il telefono e mi concentro su di lui, sento il cuore martellarmi il petto. " per favore spiegami tutto con calma" prende un lungo respiro ed inizia a parlare " ho saputo della tua esistenza dopo la morte di nostro padre, il notaio mi ha chiamato e mi ha dato una lettera, in quella lettera parlava di te e di tutto il male che ti ha fatto, si scusava per il fatto di aver tradito mia madre e anche la tua, che è riuscito a farsi perdonare da me e che con te non ci ha mai provato perché sapeva di perdere in partenza. Poi con l'aiuto del notaio e di alcuni contatti che aveva nostro padre sono riuscito a rintracciarti per portarti queste" prende alcune buste dalla tasca interna della giacca e le poggia sul tavolino spingendole verso di me, le guardo e poi guardo lui per incitarlo a continuare " come ben sai lui era ricco ed ha affidato a me il compito di portarti i documenti per ricevere metà della sua eredità, l'altra metà l'ha data a me, e c'è anche una lettera" la indica, si nota subito perché la busta ingiallita e leggermente consumata- "non è facile, lo so, in ventisette anni credevo di essere solo e invece avevo una sorella, nella lettera mi ha detto tutto quello che vi ha fatto a te e tua madre, non posso dirti che ti capisco perché con noi non lo ha mai fatto, anche se tradiva spesso mia madre, e quando avevo tre anni decise di andarsene. Con me ha avuto sempre un buon rapporto, lo vedevo ogni due settimane, e non mi ha mai fatto mancare niente, ma credimi se ti dico che quando mi ha raccontato di te l'ho odiato, non avrei mai immaginato che fosse stato capace di far soffrire tanto una bambina indifesa. Comunque resterò per un altra settimana qui, non devi rispondere subito e non so neanche se mi accetterai come fratello ma se vorrai, sarò felice di conoscere meglio la mia sorellina" mi porge un biglietto da visita con il suo numero, lo prendo fra le mani e lo guardo, poi guardo lui. Non so cosa pensare, un fratello, ho un fratello e non l'ho mai saputo, perché a loro non ha mai fatto del male, cosa abbiamo fatto io e mia madre per farci odiare così tanto. Tante, troppe domande affollano la mia mente. Non so cosa fare, devo accettarlo oppure lasciare tutto così com' è " non so cosa dirti, sei venuto qui ed hai sganciato una bomba, non so veramente cosa fare" mi porto le mani ai capelli e li tiro leggermente in segno di frustrazione, " lo so, per questo non voglio che decidi oggi, quando e se accetterai la cosa sai dove trovarmi" annuisco e mi alzo, ci salutiamo e ognuno va per la sua strada.
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Luca: fernando lopez
Cosa deciderà di fare la nostra Sofi? Voi cosa fareste?