juliette's p.o.v | racconto situato due anni dopo l'accaduto
mi sto rigirando nel letto da qualche minuto per il caldo nato nella stanza.
mi alzo frastornata e barcollo un pochino prima di assumere un totale equilibrio.
Indosso il braccialetto dell'amicizia regalato da rina di due anni fa. è il mio portafortuna.
joe si è svegliato contemporaneamente a me.
i suoi capelli neri sono scompigliati e il suo pigiama quadrettato è spiegazzato.
'giorno joe'
le sue braccia mi intrappolano.
'joe! la neve!' esclamo stupefatta staccandomi da lui.
le mie mani si appiccicano al vetro lasciando le impronte.
il materiale si appanna leggermente per via del mio respiro.
mi volto e prendo il sacchetto di biscotti ma lo sento improvvisamente vuoto.
joe sgranocchia l'ultimo biscotto.
'come hai potuto?' filmino con gli occhi joe.
'scusa juliette'
'mi vendicherò maledetto'
mi infilo le scarpe e mi infilo il parka.
'dove hai intenzione di andare?'
'a comprare i miei biscotti'
joe sbatte la mano contro la sua fronte.
'ti aspetto per il pran-'
non fa in tempo che ho già chiuso la porta.
saltello per le scale fischettando e facendo qualche piroetta.
entro nel negozio sotto casa e mi stringo nel mio parka.
'qui si congela' sussurro per non farmi sentire da un commesso.
senza perdere tempo, mi dirigo a prendere i miei biscotti.
in meno di un secondo mi ritrovo la maglietta completamente bagnata da acqua.
Il commesso si scusa mille volte raccogliendo la cassa d'acqua rovesciata.
cerca di pulire le mie scarpe con un fazzoletto trovato nel parka.
ma il mio cuore ha già perso un battito.
yoongi.
cosa ci fa qua? soprattutto vestito da commesso.
spaventata da un possibile riconoscimento, lo sorpasso.
ma mi sento fermare il polso.
'ci conosciamo?'
mi ha parlato in coreano.
'no' rispondo altrettanto in coreano.
'sicura juliette?'
mi mordo il labbro.
mi ha riconosciuta. immaginavo.
'cosa vuoi coglione?'
'una risposta'
'non ce n'è bisogno'
'juliette sono cambiato. perfavore dammi una seconda chance'
mi prende la mano.
una scossa mi pervade la spina dorsale ricordandomi le emozioni di una me del passato.
Il mio cuore è tentato a dargli una seconda possibilità ma il mio cervello si rivolta.
'mi ami ancora come una volta?'
sbuffo.
'yoongi, io non ti ho dimenticato' continuo.
'yoongi torna a lavorare invece di amoreggiare con le clienti'
un signore dalla stazza alta e robusta lo riporta alla cassa.
approfitto del momento per andarmene senza aver preso i biscotti.
'juliette, aspettami nella panchina più vicina al negozio. perfavore, ho tanto da raccontarti'
esco con un magone in gola e la voglia di piangere.
averlo visto mi ha riacceso una scintilla in me spenta da due anni, ma non sono nuovamente disposta a soffrire.
lui ha detto di essere cambiato.
in meglio o in peggio?
è solo questo che sto aspettando di conoscere.
♡
è un'ora e mezza che aspetto e sta iniziando a piovigginare oltre che a nevicare.
mi alzo dalla panchina, triste di aver aspettato inutilmente; me ne sto per andare via ma una mano mi blocca il braccio con forza.
mi giro e yoongi mi abbraccia con più forza possibile, dandomi un piccolo bacio sulla guancia.
ha il fiatone, aveva paura me ne andassi come due anni fa.
arrosisco, non l'avevo previsto nei miei calcoli.
lo abbraccio anche io.
e per un attimo mi sento a casa.
mi sento tranquilla.
mi sento protetta.
il mio cuore batte e le farfalle nello stomaco volano libere.
cerco di staccarmi ma yoongi si è già appoggiato alla mia spalla.
sento il parka inumidirsi e un singhiozzo.
'ehi yoongi'
gli tiro su il viso con l'indice. sta piangendo.
'cosa succede?'
'sono stato uno stupido e ti chiedo mille volte scusa. ora averti qua vicino è così strano ma bello'
''sei sempre il romantico di una volta'
'cosa? io non sono per niente romantico'
ridacchio e lo seguo.
si ferma in mezzo alla strada.
'ascolta. facciamo una scommessa.
se tu in questa giornata non ti diverti, potrai abbandonarmi e io scomparirò dalla tua vita'
'per sempre?'
'per sempre. se invece ti diverti mi darai una seconda possibilità'
'mh non so'
'deciderai a fine giornata. alle 00:00'
'vieni. andiamo a far colazione'
mi tira il braccio sinistro e saettiamo in mezzo alla folla.
ci fermiamo al primo bar di nome
'chocolate'
qui ad amsterdam si parla moltissimo l'inglese, infatti raramente io chiedo le cose in olandese. ecco perché a mio cugino è stato dato un nome prettamente inglese.
per me invece è stato diverso.
mia madre era olandese ma amava shakespeare perciò decise con mio padre di chiamarmi juliette.
nome che non cambierei per nulla al mondo.
è uno dei pochi ricordi che conservo di mia madre.
mio padre è coreano quindi da lui ho ovviamente ereditato il mio cognome ovvero, jung.
scuoto la testa e mi siedo in un tavolo con yoongi.
io e lui prendiamo rispettivamente un cornetto alla crema e uno al cioccolato.
non parliamo molto.
si schiarisce la voce e inizia a parlare.
'hai avuto qualche realzione nel frattempo?'
la domanda mi depista leggermente.
'emh no'
continuo a mangiare il cornetto.
'tu invece?' chiedo curiosamente.
'no neanche io' abbassa gli occhi. 'mi stai mentendo?'
'no ti giuro piccola'
già che siamo in tempo prendiamo anche dei panini d'asporto.
per una delle prime volte, mi prende la mano in pubblico.
nasconde il suo viso dentro la scarpa probabilmente per non far notare l'imbarazzo.
accenno un piccolo sorriso anche io stringendo la sua mano a mia volta.
so quanto per lui sia difficile in questo momento.
so che ci vuole riprovare.
e forse gli darò una seconda possibilità.
'dove hai intenzione di andare?'
'non so jul'
'idea! potremmo andare in un posto perfetto in inverno'
'dove?'
'surprise'
lo porto al mare vicino a una palazzina cinese.
ci mettiamo seduti l'uno affianco all'altro.
ridiamo nello stesso momento quando il mare ci bagna le suole delle scarpe.
la pioggia non c'era più.
nevicava solamente.
il mare era leggermente in burrasca.
'ho portato la mia macchina fotografica'
sorrido appena e lui mi scatta una foto di profilo.
'daiii'
cerco di strappargli la macchina fotografica di mano ma non ci riesco.
'cancella quella foto immediatamente'
lo rincorro per tutta la spiaggia innevata.
ma ad un certo punto sento un tonfo e vedo yoongi che cade come una pera.
mi metto a ridere.
'mi sono fatto male'
smetto di ridere e vado verso di lui.
'dove? '
mi tira la mano e cado sopra di lui.
'stupido'
il suo naso e io mio si toccano e i nostri respiri si uniscono quasi all'unisono.
mi perdo nei suoi occhi incantevoli.
lui accarezza la mia guancia dandomi dei brividi.
'non ancora yoongi'
gli do un bacio sulla guancia e mi tira in mezzo alle sua gambe.
'quanto devo ancora aspettare?'
'la mezzanotte'
sbuffa.
mi tiro su e faccio così anche con lui.
'andiamo là' indico un tavolino e delle panchine coperti da un gazebo.
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𝖇𝖆𝖇𝖞𝖘𝖎𝖙𝖙𝖊𝖗 → 𝖒𝖎𝖓 𝖞𝖔𝖔𝖓𝖌𝖎
Fanfiction"dove yoongi viene affidato ad una babysitter particolare" 161022 170704
