Capitolo 3.

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"È il momento di mandare tutto a fanculo e dare vita a un nuovo inizio."


La mamma cammina a passo spedito lungo il largo marciapiede, deserto, e lievemente illuminato dalle luci dei lampioni. Le macchine sono parcheggiate ai lati delle strade, e fra un casa e l'altra passa veramente molto spazio. Mi guardo intorno, le case sono tutte uguali, eppure allo stesso tempo diverse.

La mamma sta facendo una maratona o cosa? perché mai si sbriga così tanto?

Si guarda intorno anche lei, poi ad un certo punto si ferma. Ci troviamo di fronte a un portone, grande e imponente, di un legno massiccio. La casa è di un colore chiaro, due piani, e da fuori si vede anche una finestrella, probabilmente della mansarda. Dalla staccionata bianca che circonda il grande giardino, si riesce a vedere una piscina, e un grande terrazzo.

 Dalla staccionata bianca che circonda il grande giardino, si riesce a vedere una piscina, e un grande terrazzo

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La mamma bussa alla porta. perché mai, non è nostra la casa? sto per aprire la bocca per chiederglielo, ma un signore si affaccia sulla porta. è un uomo alto, in giacca e cravatta.

<Giorgia, che piacere rivederti!> dice l'uomo dando due baci sulla guancia alla mamma.

io e dylan ci guardiamo, nessuno dei due capisce.

<John, wow! come stai bene!> dice la mamma rivolgendosi a lui.

<ragazzi, questo è John Blackthorn. era uno dei miei compagni di università quando sono andata a fare l'erasmus in Inghilterra. Inoltre è il mio capo, e la casa è la sua. in poche parole è solo grazie a lui se siamo qui.> ci annuncia la mamma

<molto piacere ragazzi> ci dice l'uomo porgendoci la mano.

io e dylan salutiamo, rivolgendogli un sorriso.

<bene, la casa è tutta sistemata. ho rifatto anche i letti, avevo immaginato sareste arrivati tardi. io vi lascio ambientarvi nella casa. domani mattina passerò per sapere come va, e per dirvi alcune cose sulla casa.> dice John lasciandoci entrare e prendendo la sua giacca

la mamma lo saluta, mentre io e dylan  ci guardiamo intorno. la casa da dentro è ancora più grande! nell'ingresso c'è uno specchio, e un mobiletto dove appoggiato c'è il telefono. davanti a noi ci sono le scale, larghe e formate da due rampe. ai lati ci sono due archi, a sinistra c'è la cucina, e a destra il soggiorno. nella cucina c'è un tavolino piccolo, da sei persone, e poi un grande bancone, dietro al quale ci sono i fornelli e un piano di lavoro. il frigo è grande, di ferro, uno di quelli che fanno anche i cubetti di ghiaccio.

Il soggiorno è altrettanto grande e spazioso, un grandissimo divano a isola, una mega tv a schermo piatto, qualche sedia qua e là, e delle grandi vetrate che si affacciano sul portico colonnato, dal quale si vede la grande piscina

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Il soggiorno è altrettanto grande e spazioso, un grandissimo divano a isola, una mega tv a schermo piatto, qualche sedia qua e là, e delle grandi vetrate che si affacciano sul portico colonnato, dal quale si vede la grande piscina. un mezzo muro, che lascia un altro archetto, separa la sala da pranzo dal soggiorno. questa stanza è occupata solo da un grande tavolo, e qualche mobile sparso qua e là.

Io e dylan saliamo le scale, e ci troviamo in uno spazio ampio e quadrato. sul perimetro si aprono 6 stanze. Io e dylan a caso ne apriamo una, deve essere uno studio. è una stanza normale, non esageratamente grande. su due pareti si innalzano due grandissime librerie, da terra fino al soffitto. su un'altra parete c'è un porta-finestra, a destra della quale è situata una mensola, mentre dall'altra parte è attaccato un quadro orrendo. sulla parete della porta c'è una poltroncina, con accanto un tavolinetto, e una cartina del planisfero, che ricopre quasi tutta la parete. al centro della stanza c'è una grande scrivania di legno.

usciamo dalla stanza, e apriamo un'altra porta.

questa dev'essere la stanza degli ospiti. è una stanza quasi vuota, c'è solo una grande finestra, un letto e una cassettiera.

un'altra stanza, la camera della mamma. è molto semplice, tutta in legno scuro. un letto, una cassettiera di fronte, e un armadio accanto a questa. ai piedi del letto una cassapanca, e infine due comodini.

apriamo un'altra porta. questa dev'essere la stanza di dylan. è una stanza veramente enorme, con una grandissima portafinestra che si affaccia sul balcone. un letto matrimoniale è situato su una parete, sopra a questo c'è un arco fatto di scaffali, sulla parete accanto un armadio, e di fronte al letto una scrivania gigante, con un computer portatile, e una stampante collegata, e un pc mac accanto. assolutamente tecnologica. dylan entra nella stanza, e chiude la porta dietro di se, lasciandomi sola.

apro la porta accanto, e trovo il bagno, molto grande, e decisamente neutro.

apro l'ultima porta rimasta, la mia camera.

la prima cosa che vedo, di fronte a me è una porta-finestra che da sul balcone (ma questa casa è tutta una porta-finestra?). sulla parete alla mia sinistra c'è una scrivania bianca, con sopra due mensole, e accanto a questa una grandissima libreria bianca, ovviamente vuota. sulla parete della porta c'è solo un grandissimo armadio, anch'esso bianco, in muratura, così occupa meno spazio. la parete accanto è quella del letto. non è un letto particolare, matrimoniale, soltanto una rete, il materasso e un sacco di cuscini, nessuna spalliera. anche questa parete è completamente bianca, che noia! sempre su questa parete, che sembra non finire mai, a circa due metri dal comodino, e a circa un metro dall'angolo che segna l'inizio di un'altra parete, noto una porta, anche questa bianca, di legno, oltre quella porta c'è il bagno.

 e infine, sulla parete dove c'è la porta-finestra c'è una poltroncina azzurra, e sopra questa una mensola, dove è appoggiato uno stereo, con delle casse grandissime! adoro questa camera

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 e infine, sulla parete dove c'è la porta-finestra c'è una poltroncina azzurra, e sopra questa una mensola, dove è appoggiato uno stereo, con delle casse grandissime! adoro questa camera.

appoggio per terra i miei due borsoni, e chiudo la porta. dopodiché mi lancio sul letto, e dopo poco tempo, sotto l'effetto del jet leg mi addormento.


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ecco la terza parte della storia di olivia. so che al momento questi capitoli risultano noiosi, ma ci tenevo a fare le prime parti molto dettagliate, a metterci foto, e a usare più parole possibili. piano piano i capitoli diventeranno sempre più interessanti, e riusciremo a passare da un mese all'altro molto velocemente. Sono ancora molto indecisa sullo sviluppo di questa storia, non so se fare anche delle parti con un punto di vista degli altri personaggi, non per forza solamente di jamie e Olivia, ma anche di personaggi secondari. mi piacerebbe raccontare anche quello che succede nelle loro vite, però questo potrebbe voler dire anticipare una parte della storia, e ho paura che poi questo potrebbe causare il vostro disinteresse nei confronti di essa. non so, voi vorreste queste parti con la visione di personaggi poco presenti nella storia? oppure volete solo il punto di vista di jamie e olivia? oppure volete solo quello di oli? scrivetemelo!

-Em.

A little change. || Jamie Campbell BowerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora