O L I V I A' S P O V
Nessun rumore, solo un leggerissimo cinguettio degli uccelli, sembra di essere in un universo parallelo. Apro gli occhi, Jamie dorme con la testa sul mio petto, probabilmente non si sveglierebbe neanche con una bomba atomica accanto. Prendo il cellulare sul comodino e controllo l'ora, sono le 10 passate. Provo a svegliare Jam, ma niente da fare, è immobile con la bocca socchiusa, coperto da tre strati di coperte. Ho la sua maglietta addosso, prendo un paio di pantaloni di una tuta che trovo sulla sedia della scrivania e me li metto, mi stanno giganti. Apro la porta cercando di fare meno rumore possibile e scendo in bagno. Mi do un'occhiata allo specchio, cerco di darmi una sistemata. Scendo al piano terra, è deserto. Mi muovo come una piuma in quella casa enorme, penso a come debbano sentirsi soli Jamie e Sam quando sono soli in casa. Arrivo in cucina, voglio prendere qualcosa da mangiare per portarglielo, ma non ho la più pallida idea di dove sia il cibo, ci sono così tanti sportelli, scaffali, credenze.
<buongiorno cara!>
Sobbalzo, il mio cuore ha perso un battito. Mi volto e vedo il volto sorridente di Mary, la governante di casa.
<oh salve Mary, mi ha spaventata>
<mi spiace, ti prego dammi del tu. Sei scesa per fare colazione?>
<in realtà si> le sorrido
<perfetto, ci dovrebbe essere ancora della torta>
Rovista un po' nel frigo e tira fuori la metà di una torta gigante, sembrerebbe pan di spagna al cioccolato ricoperto di panna.
<raccontami di te, Olivia. Hai un nome bellissimo, di dove sei?> mi chiede sedendosi
<Oh, io sono di Roma>
<L'italia! E cosa ci sei venuta a fare qua?>
<mia mamma ha trovato un lavoro migliore, perciò io, lei e mio fratello Dylan ci siamo trasferiti qui a santa barbara>
<e hai intenzione di continuare a vivere qui? Non ti manca casa?>
<oh, casa mi manca da morire... lì era tutto completamente differente, ma non ho la più pallida idea di cosa farò una volta finita la scuola. Non so se rimanere qui, tornare a Roma o andare da un'altra parte. Qui i college costano molto, ma l'idea di andare in università prestigiose come Harvard, Princeton o Yale mi affascina da quando ero bambina>
Mary continua a farmi un sacco di domande, sembra sinceramente interessata alla mia vita, ai miei punti di vista e alle mie origini. Le sto facendo ascoltare una canzone che trasmettevano sempre alla radio, quando veniamo interrotte dall'arrivo di Jam.
<Oh, che bello, le mie donne preferite chiacchierano>
Entra in cucina senza maglia, a piedi nudi e con addosso un paio di pantaloni della tuta.
<Buongiorno> mi prende il viso fra le mani e mi lascia un bacio.
La mattinata passa tranquilla, mi fa sentire qualcosa con la chitarra, poi verso le 12 arrivano Roland, Tristan, Jimmy e Sam.
<Sai Olive, non è carino organizzare una festa e poi andartene a metà serata> scherza Tristan
<Stanno arrivando le ragazze, Ludovica ha detto che sareste andate a fare shopping> mi dice Sam sorridendomi, con sguardo complice.
Annuisco e poi tutti insieme scendiamo nel seminterrato dove tengono gli strumenti e fanno le prove. Mi siedo in un angolino mentre i ragazzi iniziano a suonare qualcosa. Per il momento non hanno ancora composto niente, fanno per lo più cover. Faccio qualche foto, soprattutto a Jamie ma anche agli altri. I suoi muscoli sono contratti e così belli mentre è concentrato nel suonare e nel cantare allo stesso tempo. Il suo telefono suona e compare la classica lucina verde dei messaggi. Appare l'anteprima di una chat whatsapp ''Tara''. Chi è? So che non dovrei impicciarmi, è il suo telefono e io non sono nessuno per leggere i suoi messaggi, ma non posso proprio farne a meno, sono curiosa.
''Ciao Jamie, come va? L'altra sera mi sono divertita da morire con te, peccato non essere andati oltre, sono certa che a letto sei ancora meglio. A quando la prossima volta? xoxo''
Il mio cuore si sta spezzando. Poso il telefono e chiudo gli occhi per un secondo. Non è vero, sto solo facendo un brutto incubo, un orribile incubo. Lui non può avermi fatto questo. Non può aver visto qualcun'altra. Scatto in piedi e corro via dalla stanza. Salgo velocemente le scale e sento la voce di Jamie che mi chiama, mi affretto ancora di più. Raggiungo la fine delle scale e sbatto la porta dietro di me, Mary spunta fuori dalla cucina con un espressione preoccupata.
Le lacrime mi rigano il viso, sento i passi di jamie dietro di me e cerco di correre più in fretta. Esco dal cancello di quella schifosissima casa e inizio a camminare sul marciapiede. Mi fermo un attimo per cercare il telefono nella borsa che ho preso mentre scappavo via. Jamie mi prende un polso.
<Hey, mi spieghi che è successo?> si avvicina a me
<Non mi devi toccare. Vattene, non mi cercare, divertiti con tara> mi libero dalla sua presa e tiro fuori il cellulare.
Compongo il numero che so a memoria da ormai quasi due anni, sento la voce di Jamie che chiama il mio nome, ma non mi importa.
<Ti prego, puoi venirmi a prendere?>
STAI LEGGENDO
A little change. || Jamie Campbell Bower
FanfictionOlivia è una ragazza normalissima, vive a Roma, monta a cavallo e non vede l'ora di iniziare il suo secondo anno di superiori. purtroppo però la sua vita viene completamente stravolta quando sua madre riceve un lavoro in California, e così lei, sua...
