Capitolo 27.

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G I O E L E' S  P O V.

<ti prego, puoi venirmi a prendere?> la sua voce era strana, sento che c'è qualcosa che non va.

<Qualcosa non va?> mi chiede Mike

<no, tutto okay. Dyl potresti prestarmi il motorino?>

Mi passa le chiavi mentre continua a giocare alla play station, stiamo giocando da stamattina quando gli altri ragazzi sono andati via, mi sentivo un po' a disagio con loro. Esco velocemente dalla casa infilandomi la mia giacca di pelle, infilo il casco e salgo sul motorino, non so bene dove devo andare a prenderla, perciò decido di aggirarmi vicino casa di Jamie, ieri sera tornando ci siamo passati davanti e ricordo la strada, perciò non dovrei avere problemi. La casa non è lontana, ci impiego poco più di cinque minuti per arrivare. Giro lì intorno e, fortunatamente la trovo dopo poco. Cammina lentamente sul bordo del marciapiede, lo sguardo fisso sui suoi piedi. Accosto e scendo dal motorino, mi levo il casco e mi avvicino a lei. Solo ora che sono più vicino noto le guance rigate dalle lacrime e gli occhi rossi e gonfi.

<Olivia...>

Si volta verso di me, i suoi occhi di ghiaccio incontrano i miei, un brivido scorre lungo tutta la mia colonna vertebrale, è come se mi stesse trasmettendo tutto il dolore che prova, quando sta male lei sto male anch'io, è sempre stato così.

Istintivamente vado verso di lei e le metto le mani intorno ai fianchi, lei si appoggia completamente a me, la sua testa nell'incavo del mio collo, le lacrime bagnano la mia maglietta mentre le accarezzo dolcemente i capelli.

Continua a piangere per qualche minuto, poi si stacca lentamente da me e alza la testa per guardarmi, sembra così piccolina. Le asciugo le lacrime con i pollici, poi le do un bacio sulla guancia e le metto il casco in testa. Salgo sul motorino e lei dietro di me, poggia la testa sulla mia schiena e si stringe forte ai miei fianchi.

O L I V I A' S  P O V

Gio non mi ha fatto domande e gliene sono grata, l'ultima cosa che voglio fare è parlare di ciò che è successo, almeno per ora. Mi ha portata sulla spiaggia, ora siamo sdraiati sulla sabbia e lui mi riempie la bocca di patatine. Me ne va di traverso una e gioele inizia a ride come un idiota, infondo lo è. Gli tiro un pugnetto sulla spalla e lui inizia a farmi il solletico, giuro che stavolta lo ammazzo. Inizio a correre con lui dietro che cerca di prendermi, inutile dire che ci riesce dopo tipo tre secondi. Cadiamo entrambi per terra, attirando l'attenzione di alcune persone che passeggiavano lì vicino. Gioele è sopra di me, ancora ride.

Non so quali strani poteri ha, ma riesce sempre a farmi ridere, a distrarmi, è come se quando sono con lui tutti i problemi svanissero. Mi guarda negli occhi ancora con quel sorriso sulla bocca, poi si avvicina a me e mi lascia un bacio sulle labbra, un tenero bacio a stampo. Poi, come se niente fosse si rialza e mi porge una mano per aiutarmi. Il pomeriggio passa tranquillamente, tuttavia non riesco a non pensare a quel piccolo bacio. Intendiamoci, io e Gioele ci siamo già baciati altre volte, ma quel momento non riesce ad uscire dalla mia testa.

Alle 18 siamo a casa, completamente distrutti dalla giornata, e per quanto mi riguarda non solo fisicamente.

Appena apro il portone di casa vengo subito intercettata da Ludovica che mi guarda con sguardo severo.

<sbaglio o dovevamo andare a fare shopping?> quasi mi urla contro

<scusami Ludo, ho avuto un paio di problemi, mi spiace veramente tanto>

<Sono perfino andata da Jamie, ma Sam mi ha detto che non c'eri>

<cosa? Da Jamie? L'hai visto?>

<No, perché? È successo qualcosa?> mi chiede con uno sguardo preoccupato

Scuoto la testa e le chiedo novità riguardo alla sua giornata.

Mi racconta che la mattina si sono svegliati tutti quanti dopo aver dormito qui e che hanno risistemato un po' la casa, poi hanno mangiato e giocato a ping pong finchè non sono andati via tutti. Dopodichè lei e Lucy sono andate a fare shopping e hanno trovato un vestito bellissimo per la festa di domani sera, e che visto che non sono andata con loro hanno comprato dei vestiti anche per me, così posso scegliere quale indossare.

Gioele è andato insieme a Mike e Dylan a giocare a uno di quei giochi stupidi a cui giocano sempre, sembrano quasi dei bambini. Io e Ludo ci rifugiamo in camera mia, dove mi fa vedere i vestiti che hanno scelto per me.

Il primo è un vestito molto semplice, con delle bretelle spesse, tipo una canottiera, stretto in vita, che poi si allarga sulla gonna. È di un rosso molto scuro, un po' spento ed ha dei buchi triangolari sulla scollatura che lasciano intravedere un po' di pelle.

Il secondo è un vestito lungo, senza spalline, uno di quei classici vestiti da principessa con una gonna molto pomposa, azzurro e con uno spacco di lato.

Il terzo assomiglia molto a quello di prima, ha una scollatura a cuore senza spalline, arriva circa fino a metà coscia ed è completamente nero, e in pizzo. (Guardare immagine sopra)

Il quarto invece è più simile al primo, solo che di un giallo canarino.

Dopo averli provati scegliamo il terzo, quello nero e di pizzo, con ai piedi le mie adoratissime campbell nere.

Una volta scelto il vestito andiamo al piano di sotto e passiamo tutta la sera con i ragazzi, visto che a mezzanotte abbiamo deciso di festeggiare come si deve il compleanno di Ludo: mangiando, ovviamente. Abbiamo fatto scorta di tutte le schifezze che vendevano nel grocery shop sotto casa, dal dolce al salato, alle bevande strane. Facciamo una maratona di film fantasy, guardiamo i film di percy jackson (anche se a mio parere fanno schifo rispetto ai libri, ma gli altri li adorano), il film di shadowhunters, e anche the maze runner ovviamente.

A mezzanotte precisa interrompiamo tutto e ci mettiamo a cantare, svegliando ludovica che nel frattempo, come Gioele, si era addormentata.

<Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri a Ludovica, tanti auguri a te!> urliamo a squarciagola, consapevoli del fatto che probabilmente domani saremo senza voce.


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