"non so come farti cambiare idea, tu non sei qui e arriva la marea."
OLIVIA'S POV.
<e quindi volevo dirti..> sam parla, ma il mio cervello in questo momento non vuole collaborare.
alzo lo sguardo, e noto un biondo completamente vestito di nero davanti a me. è come se tutta l'aria uscisse dai miei polmoni, e io non riuscissi più a respirare. si gira molto velocemente, e quando mi vede si blocca. sorrido, e lui ricambia. si avvicina verso di noi, e si mette seduto accanto a sam, di fronte a me.
<auguri fratellone> dice sam
<già, auguri jamie, anche se qui io e Lucy siamo quasi due estranee> commenta em
<grazie, e non ti preoccupare, con noi ci vuole poco per mettersi a proprio agio> dice rivolto ad emily.
poi si volta verso di me, e sembra quasi studiarmi il volto.
dio, è così bello. un angelo sceso da cielo per torturarmi. non riesco a stare qui, devo andare via, o rischerò di dirgli "ti amo" alla Ted Mosby, di How I Met Your Mother.
<buon compleanno Jam> dico, mentre mi alzo e mi sporgo verso di lui per dargli un bacio innocente sulla guancia, e andare da Roland e Lucy.
mi blocca il polso.
<dove pensi di andare? rimani qui. dovete ancora spiegarmi dove andiamo, e sopratutto, qualcuno di voi ha preso dei vestiti per me?>
rinuncio all'idea di andare via, e faccio per rimettermi seduta al mio posto. un'altra stretta al polso. lo guardo con aria perplessa. si gira.
<hey voi, venite qui!> dice riferendosi a Tristan, Roland e Lucy.
i quattro si alzano dal divanetto, e vengono con noi al tavolo, vicino le scale, che portano al piano superiore del bus, dove ci sono i letti. i ragazzi prendono posto sulla panca ad U, e io rimango in piedi, mentre Jamie continua a stringermi il polso.
<Jimmy ci senti?> chiede, rivolto al povero ragazzo che per tutto il viaggio se ne starà isolato al posto di guida.. infondo, è l'unico che sa guidare un bus.
Jimmy ci urla di rimando che si, ci sente, e a quel punto jamie inizia a parlare.
<allora, voi miei carissimi e pazzi amici, dove avete deciso di portarmi?> chiede.
il suo sguardo incrocia il mio, e lo guardo con aria interrogativa. lascia il mio polso, e leva le gambe da sotto il tavolo, portandole di lato. dopodichè mi prende i fianchi, e mi fa sedere sulle sue gambe.
il mio battito aumenta, oddio, devo tornare a respirare normalmente, altrimenti se ne accorgerà. porca puttana, questo ragazzo mi fa morire, o meglio, mi fa vivere.
in mezzo a questa mia crisi interiore, Tristan sta parlando.
<allora, ora il nostro super Jimmy guiderà per ben 5h, fino ad arrivare a San Diego, dove andremo al Luna Park. dopodichè andremo in Hotel, i due giorni seguenti saranno più o meno così, Luna Park, uscite serali, e visite culturali> spiega.
in tutto ciò io continuo a pensare a Jamie. le braccia sono strette intorno alla mia pancia, come in un abbraccio, e la sua testa è appoggiata sulla mia spalla.
prendo coraggio e alzo lo sguardo, notando con grande sollievo che solo Emily e Lucy mi stanno guardando, con uno sguardo alquanto sorpreso, come per dire "e questo cos'è?"
restiamo una mezz'oretta a chiacchierare, e poi, guardando l'orologio ci accorgiamo che è l'una. cerco sul mio iphone il McDonald più vicino, e ci fermiamo a mangiare.
-
abbiamo mangiato tutti quanti come porci, e alla fine siamo ritornati sul bus. siamo tutti quanti così stanchi che sul veicolo regna il silenzio sovrano. sul divanetto all'entrata c'è Roland, sulle panche del tavolino ci sono Lucy e Tristan, e su un altro piccolo divano ci sono Em e Sam. esasperata, e senza un posto dove riposare salgo le scalette che portano al piano superiore del bus, e lì ci trovo Jamie.
<oh, scusa, torno giù> gli dico
<no, aspetta. vieni qui> mi dice, facendomi spazio accanto a lui.
<allora, contento di questa sorpresa? i tuoi amici ci tenevano tantissimo>
<si, loro sono.. meravigliosi.. non so come farei senza di loro, le mie giornate sarebbero vuote, noiose, inutili. loro ci sono sempre stati, tutti loro. ho fatto così tante cazzate in questi 17 anni che quasi mi sembra impossibile, come può essere che un semplice ragazzo di 17 anni possa aver fatto così tanti casini? eppure io ci sono riuscito. li tratto sempre una merda, sparisco per giorni, eppure loro rimangono. sempre, nonostante tutto.>
<è questo che fanno gli amici> dico, avvicinandomi a lui, e prendendogli una mano, visto che si stava torturando i polsi.
il suo sguardo si punta sul mio, è così bello.
<sai, in questi giorni avevo la mente bloccata, non avevo idea di cosa mi stesse succedendo. pensavo continuamente, eppure, allo stesso tempo la mia mente era costantemente vuota, o meglio, appannata. c'era qualcosa, che però non riuscivo a vedere, e mi tormentava. riesci a capirmi?> mi chiede
<perfettamente. hai capito cos'era quella cosa?>
mi accarezza dolcemente la guancia, e mi fissa i capelli dietro un orecchio. le sue mani si posizionano intorno ai miei fianchi.
<quella cosa, che appanna i miei pensieri, e che non mi fa capire più un cazzo.. quella cosa sei tu> mi dice
con il suo corpo mi stringe più vicino a lui, sempre più vicino, dio quanto voglio baciarlo.
<Hey Jamie.. Oh cazzo, scusate>
Tristan irrompe nella stanza, giuro che quel ragazzo prima o poi lo ammazzo. come è entrato esce, ma ormai la situazione è rovinata. lo ammazzo, lo faccio fuori, dio se lo ammazzo.
Jamie mi lascia i fianchi, e mi lascia un leggerissimo bacio a stampo. dopodichè si alza dal materasso dove eravamo seduti, e si avvicina alla cassettiera. apre il cassetto e prende il pacchetto di Marlboro e il suo Clipper. ma no, no posso accettarlo. mi alzo anche io dal materasso e mi avvicino a lui. in un secondo le mie labbra sono sulle sue, e la sua rigidità svanisce dopo un attimo. posa le sigarette e mi prende i fianchi. mi solleva da terra, e mi poggia seduta sulla cassettiera, in questo modo siamo quasi alti uguali. le sue mani sono sulle mie gambe, che a loro volta sono aggrappate a lui. forse il mio mini vestito non è l'abito più adatto per questo, ma non mi importa. mentre le nostre lingue giocano abilmente, e le mie mani sono intrecciate nei suoi capelli, la mia mente si svuota.
si stacca dalle mie labbra, e la sua bocca scende lungo la mascella, il collo, la spalla e la clavicola, lasciando dei baci umidi. mi lascio scappare un gemito. si sposta dal mio collo, per ritrornare sulle mie labbra, dove lascia un bacio veloce. dopodichè mi fa scendere dal mobile, prende le sue sigarette, e con la sue mano intrecciata nella mia scendiamo di sotto.
STAI LEGGENDO
A little change. || Jamie Campbell Bower
FanfictionOlivia è una ragazza normalissima, vive a Roma, monta a cavallo e non vede l'ora di iniziare il suo secondo anno di superiori. purtroppo però la sua vita viene completamente stravolta quando sua madre riceve un lavoro in California, e così lei, sua...
