Capitolo 31

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Sono passati tre giorni dalla festa di compleanno di ludovica, e oggi è ufficialmente il primo giorno di vacanze natalizie.
Ho passato tre giorni ad aspettare questo momento con impazienza, il momento della partenza. Perché si, Jam non scherzava quando parlava della gita in montagna.
<allora, hai preso tutto?> lucy ha una check list, ma continua a domandarsi se abbia dimenticato di scriverci qualcosa sopra.
Annuisco e carico l’ultima valigia sulla range rover di Roland.
Saremo nella casa in montagna per 15 giorni, in cinque ci saranno anche i nostri genitori. Siamo i soliti: Io, Ludovica, Gioele, Lucy, Emily e i 5 ragazzi. Dylan e Mike rimangono a casa per badare a zorandina e, ovviamente, per dare super feste senza me e la mamma fra i piedi. Ci siamo divisi in due macchine. Io, Ludovica e Emily andiamo con Sam e Roland, mentre gli altri sono nell’altra macchina guidata da Jimmy.
Saranno delle ore lunghissime senza jamie, ma fa niente, poi avremo 15 giorni tutti per noi. Il viaggio inizia con un’assurda litigata per la musica, ma alla fine riusciamo a vincere noi ragazze e dopo soli 15 minuti di viaggio stiamo cantando a squarciagola What Do I Know di Ed Sheeran, per la terza volta. Prendo il mio telefono e registro una storia su instagram delle mie amiche che cantano e dei ragazzi seduti davanti che mangiano patatine con la faccia annoiata.
Circa 10 minuti dopo aver postato la storia mi arriva una notifica: @bowerjamie ha risposto alla tua storia.
‘’se fossi in macchina con voi non ascolterei ed sheeran neanche pagato’’
‘’avremmo messo i one direction’’
Lui per tutta risposta mi manda un video di lui senza maglietta mentre canta born to die di lana del rey, con lucy seduta sul sedile dietro che ridacchia.
‘’copriti, scostumato’’
‘’altrimenti?’’
Non rispondo al suo messaggio, blocco il telefono e lo metto in tasca, poi appoggio la testa sulla spalla di Emily e canticchio con gli occhi chiusi.

-

<Olive, Olive!> sam mi scuote dolcemente... mi sono addormentata.
<siamo all’autogrill, vuoi scendere?> mi chiede Ludovica che è in piedi accanto a lui
<uhm no, mi potresti prendere una red bull, una monster e qualche dolce da mangiare?> le chiedo.
Lei annuisce per poi andarsene, Sam invece si siede sul posto dietro accanto a me.
<oh si è svegliata> Roland ridacchia dal posto di guida
Faccio un verso incomprensibile che dovrebbe significare ‘’non mi rompere i coglioni’’ e appoggio la testa sulla spalla di sam chiudendo nuovamente gli occhi. Lo abbraccio e inspiro il suo profumo buonissimo.
Io e Sam non abbiamo mai parlato tanto, ma è un bravo ragazzo.
Ad un certo punto, non so specificare esattamente quanti minuti sono passati, un paio di labbra fredde mi baciano la fronte. Apro gli occhi di scatto e incontro quel blu intenso.
<hey dormigliona> mi sorride
Gli lascio un bacio sulle labbra, poi lo guardo.
<bleah fate schifo> sam ci guarda ridacchiando
<ma cosa dici Sam!> Roland ride
<oh amore mio, vieni qui!> sam si china verso di lui che è sul sedile di fronte e cerca di stampargli un bacio
<eddai sam!>
<oh ti amo tanto, luce dei miei occhi, vieni qui>
<sisi, prendeteci pure in giro> Jamie alza gli occhi al cielo, mi lascia un bacio sulle labbra ed esce dalla macchina.

-

Sono esattamente le 18.23 quando arriviamo nella ‘’piccola’’ casa a Ashland, in Oregon. Ho passato 10 ore in macchina, non ricordavo di essere stata ferma così tanto tempo da quando ho fatto italia-olanda in camper.
Ad ogni modo, la casa è molto carina, all’interno si vedono i mattoni rossicci qua e là, mentre fuori è interamente ricoperta di legno. Ha due piani e le quattro camere si trovano tutte quante al piano di sopra. Già, solo quattro, e pensare che noi ne utilizzeremo tre, l’altra è la camera dei genitori di jamie e non ci è permesso usarla neanche se loro non ci sono. Ad ogni modo, oltre alle 4 stanze, il bagno, il piccolo salottino direttamente collegato alla cucina c’è anche una minuscola biblioteca che funge anche da studio.
Al di fuori c’è un piccolo giardino molto all’inglese, con una siepetta che lo recinta, e fuori dal cancello c’è la stradina bianca che porta alle altre case, che sono però distanti quasi un kilometro. Oltre la strada si estende la gigantesca foresta, in gran parte attraversata da un percorso attraversabile a piedi, all’interno della foresta c’è persino un piccolo laghetto dove la gente del luogo pratica la pesca, anche se è più che altro per svago, non ci sono molti pesci.
Ho sistemato la mia roba in una delle stanze di sopra, ci sono 4 letti singoli per noi ragazze, nelle altre stanze ci sono rispettivamente tre letti per gli altri ragazzi. Mando subito un messaggio a mamma per dirle che sto bene e che siamo arrivati ora, anche le altre fanno lo stesso e ludovica invece decide di chiamare a casa, è tanto che non li sente e penso cominci a sentire la loro mancanza. Vorrei restasse qui per sempre.
Mi cambio velocemente e mi infilo il mio pigiama: un paio di pantaloni della tuta neri con sopra una moltitudine di unicorni ciccioni e colorati sopra, e una felpa della brooklyn university comprata ad H&M per 5$, infine infilo ai piedi i miei calzettoni di lana e scendo al piano di sotto.
Trovo tutti i ragazzi lì, tranne Gio.
<Il mio Gioele l’avete assassinato e buttato in una fossa?> chiedo mettendomi seduta sulla poltroncina.
<nah, abbiamo bruciato il corpo> mi risponde jimmy ridendo
<non mi hanno ancora ucciso> gioele spunta fuori dalla cucina con un vassoio con sopra 10 tazze piene di thè.
Passiamo il resto della serata a bere thè mangiando biscottini, dopodichè alle 10 decidiamo di andare a dormire, stanchi morti dopo la giornata appena trascorsa.


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Spazio Autrice:
Heyyy, come va?
questo capitolo è un po' corto e fa un po' schifo, ma mi serviva per introdurre i giorni in montagna. aaaanyyywayyy, cosa ne pensate della storia in generale?
~Em.💕

A little change. || Jamie Campbell BowerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora