Capitolo 29.

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I capelli scuri di mike compaiono, mi sorride gentilmente e si siede accanto a me.

<hey>

Gli rispondo con un lieve sorriso

<senti, non so cosa ti succede, ma voglio che tu sappia che per me sei come una sorella... siamo cresciuti insieme, Dylan è il mio migliore amico e non vuole che tu stia male, quindi mi sento come in dovere di assicurarmi che tutto vada bene nella tua vita. So che non è possibile perché stiamo crescendo, non abbiamo più 8 anni, non basta andare dalla mamma per risolvere i problemi, ma voglio che tu sappia che qualsiasi cosa tu abbia io sono qui per te.>

Gli butto le braccia al collo e inizio a singhiozzare, non sapevo che una persona potesse avere così tante lacrime. Non sapevo di stare così male.

Mike non mi sfiora, non so perché, probabilmente pensa che sarebbe strano, non so.

<oh, scusate> una voce arriva all'improvviso.

Oh no, no, no.

Alzo di colpo la testa giusto in tempo per vedere quei ciuffi biondi uscire di corsa dalla porta. Di scatto mi alzo e lo seguo fuori. Non so perché non voglio che pensi qualcosa di sbagliato su me e mike, perché mi importa così tanto?

Esco e lo vedo nel buio incamminarsi per la salita che porta alla casa.

<jamie!> lo chiamo

Non si volta né rallenta il passo, sono a pochi metri da lui, perciò inizio a correre e lo raggiungo.

<cosa vuoi?> mi risponde scontroso continuando a camminare.

<quello che hai visto... non è come pensi>

<oh ma fammi il piacere>

Io non capisco, perché mi risponde così? Che poi, dovrei essere io quella incazzata.

<hai rotto il cazzo jamie. Mike mi stava consolando perché ho passato due giorni infernali piangendo disperata solo perché tu sei un coglione. Quindi non provare neanche a fare l'incazzato con me, perché quella che dovrebbe andare fuori di testa sono io. Basta, hai stufato. Sono venuta qui per spiegarti, ma sinceramente non so neanche come mi è venuto in mente, non mi devo giustificare di niente, non ho fatto niente di male. Sei tu quello che si è scopato un'altra mentre io, povera deficiente, pensavo che provassi qualcosa per me. Quindi sai che cosa faccio ora? Torno su alla festa e mi metto a scopare con il primo che incontro, perché a quanto pare qui non importa a nessuno di quello che faccio. Ah e un'altra cosa Jamie, fottiti!> gli urlo contro tornando indietro per la discesa.

Asciugo con la mano le lacrime che scorrono velocemente lungo le mie guance. Fanculo a jamie campbell bower.

Una mano calda e conosciuta mi prende il polso e mi fa girare. In un attimo che sue labbra sono sulle mie. Un bacio irruento e corto. Poi mi stringe forte al suo petto.

<scusa, scusa, scusa>

mi lascia dei baci sulla fronte e continua a scusarsi.

sono per caso lacrime quelle che sento scendere lungo il suo collo?

alzo il volto e vedo i suoi occhi azzurri risplendere in mezzo al giardino semibuio, le sue guance sono bagnate, quando incontra i miei occhi un'altra piccola goccia riga la sua guancia.

gli getto le braccia al collo e lui ricambia subito il mio abbraccio.

rimaniamo abbracciati per qualche minuto, poi mi stacco.

<non ti ho ancora perdonato> gli dico, ma con un lieve sorriso.

<mi farò perdonare, lo giuro. sono il tuo schiavo> mi dice sorridendo

A little change. || Jamie Campbell BowerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora