Gli ultimi giorni insieme ai ragazzi sono stati abbastanza frustranti. Gioele non ci ha praticamente rivolto la parola e se ne è stato tutto il tempo in camera di Dylan a fare chissà quale stupido gioco insieme a lui e a mike mentre io e Ludo cercavamo di passare insieme il poco tempo che ci rimaneva.
Oggi però è il giorno, il giorno della partenza. Sono le 18 e abbiamo passato tutto il giorno a fare le valigie e a recuperare tutte le cose che quei due hanno lasciato in giro. E ovviamente abbiamo pianto tantissimo. Siamo andate a sviluppare tutte le foto che abbiamo fatto nei giorni che hanno passato qui, ne abbiamo fatto tre copie, anche se gioele non sembra volerle. Ludovica ha detto che cercherà di convincerlo.
Ci stiamo dirigendo all'aeroporto, prima sono passati anche Jamie e gli altri a salutarli e si Ludovica e Sam si sono scambiati persino i numeri di telefono.
Ovviamente siamo arrivati giusto in tempo, perciò non abbiamo così tanto per salutarci. Io e Ludovica scoppiamo a piangere mentre ci abbracciamo, mi mancherà così tanto questa pazza. Quando arriva il mio turno di salutare Gio lui mi abbraccia velocemente e poi si sposta. Non capisco, è così strano il fatto che voglia rimanere qui?
Mi guarda e il suo sguardo è carico d'odio, come volesse dirmi ''è colpa tua, mi stai distruggendo, stronza''.
Non ce la faccio.
Fortunatamente il momento passa in fretta e i miei due amici e Mike salgono le scale mobili e scompaiono dalla nostra vista. Ho il volto rigato di lacrime e il mascara mi è completamente rigato. Mio fratello si avvicina a me e mi stringe forte mentre camminiamo verso l'uscita.
Gli racconto cosa è successo con Gioele e lui cerca di tirarmi su di morale, ma proprio non riesco a sentirmi meglio. Mi sento estremamente in colpa, sono una stronza.
Saliamo in macchina e mi metto le cuffiette, appoggio la testa al finestrino e chiudo gli occhi, ci vorrà almeno mezz'ora per tornare a casa. Il mio telefono vibra, è Jamie.
''Hey, stasera ti va di fare qualcosa?''
Digito velocemente ''no, scusami ma non sono in vena. Un'altra sera?''
Mi arriva una faccina col pollice in su.
-
Sento le braccia di qualcuno avvolgere il mio corpo e in un attimo mi sollevano. Apro gli occhi e scopro che Dylan mi sta tirando fuori dalla macchina e portando in casa.
<ah, ma quindi sei sveglia> mi dice mettendomi a terra.
Sbadiglio e mi stropiccio gli occhi. Controllo l'ora, sono le 20.
<io e mamma abbiamo pensato di andare a cena fuori e poi al cinema, viene anche John. Vieni con noi?>
<uhm... no, preferisco restare a casa e riposarmi, sono stanchissima e ho delle cose da studiare> mento
Lui annuisce e mi lascia un bacio sulla fronte prima di rientrare nella macchina con mamma, che mi saluta dall'interno.
Li guardo andare via con la macchina, dopodichè chiudo la porta e accendo le luci nell'ingresso.
Sono sola.
Esco fuori in giardino, è già buio perciò accendo tutte le luci. Mi addentro nel prato, in mezzo agli alberi e vado nel paddock di zora. Le do da mangiare e la spazzolo mentre mangia il suo mangime. Le racconto della giornata, dei miei pensieri, un po' di tutto. L'ho sempre fatto, quando ero nervosa o quando lo era lei mi mettevo a parlare, dicevo qualsiasi cosa, a volte raccontavo perfino le serie tv che avevo visto la sera prima. È rilassante, un po' stupido forse.
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A little change. || Jamie Campbell Bower
FanfictionOlivia è una ragazza normalissima, vive a Roma, monta a cavallo e non vede l'ora di iniziare il suo secondo anno di superiori. purtroppo però la sua vita viene completamente stravolta quando sua madre riceve un lavoro in California, e così lei, sua...
