Capitolo 32

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<guarda da qui le luci della cittàààà>
<e non capisco dove siaaa, casa miaaa>
<mi chiedevo seeee, salto nel vuoto vieni con meeee?>
<guarda da qui le luci della cittààààà>
<basta avete rotto il cazzo, sono le otto del mattino chiudete quella bocca> gioele irrompe nella stanza interrompendo il piccolo concerto allestito da me e Ludovica.
<gneeee>
Mi infilo addosso una maglietta un po’ lunga che mi copre completamente il sedere e scendo giù. Infilo le cuffiette e faccio partire night changes dei one direction mentre preparo il caffè, o almeno quello che qui spacciano per caffè.
JAMIE’S POV
Io, Sam e Roland siamo scesi di sotto a fare colazione, ancora senza magliette e con addosso i nostri stupidi pantaloni del pigiama a quadri.
La visione che mi ritrovo davanti quando svendo si sotto mi fa subito svegliare dallo stato di trance in cui ero. Olivia sta preparando il caffè, addosso ha solo una maglietta bianca che copre a malapena le mutandine nere che si intravedono. Nelle orecchie ha una paio di cuffiette bianche da cui trapassa una musica un po’ lagnosa che lei adora, infatti ondeggia i fianchi a ritmo e canticchia.
<but there’s nothing to be afraid of even when the night changes. It will never change me and youu>
Il suo culo si muove perfettamente a ritmo e, cazzo, quella maglietta è decisamente troppo corta. Lei è decisamente troppo sexy. Noto che non sono l’unico ad essersi accorto di lei, perché quando mi risveglio dai pensieri che mi avevano offuscato la mente vedo Sam e Roland entrambi con lo sguardo rivolto verso il suo culo, labbra semiaperte e un leggero sguardo divertito.
Tiro un pugno sulla spalla ad entrambi, che mi guardano come se avessi fatto loro il torto più grande del mondo.
Mi avvicino alla bionda e le cingo la vita da dietro. Sobbalza e abbassa lo sguardo sulle mie mani, poi si volta e mi abbraccia.
<buongiorno> mi dice toccando il mio petto nudo.
<sei troppo scoperta> cerco di guardarla male, ma lei si morde un labbro e ridacchia.

-

<allora, oggi che si fa?> chiede Sam
<si dorme?> risponde tristan ridendo
Tutti quanti annuiscono tranne Olivia e Sam, che ci guardano un po’ male.
<daaai, dobbiamo fare qualcosa. Non c’è un museo da visitare qui vicino?> mi chiede Oli facendo gli occhi dolci per cercare di convincermi.
<ma quale museo.. siamo in un posto sperduto nel nulla> le rispondo prendendo un biscotto
<sam, esci con me?>
<mmh, affare fatto. Quando vuoi uscire?> le risponde lui controllando l’ora dal suo telefono.
<30 minuti?>
<okay, inizio a cercare qualcosa qui intorno su maps>
<okss, io vado a fare la doccia> dice uscendo dalla cucina.
Prendo il mio telefono e mi volto verso gli altri.
<io vado con lei> ridacchiano tutti
OLIVIA’S POV
Entro in bagno e mi chiudo a chiave, mi devo assolutamente sbrigare. Faccio partire coez e mi infilo sotto l’acqua calda.
Ci metto circa 10 minuti a fare la doccia, poi esco e torno nella camera.
<e tu cosa ci fai qui?> jamie è sdraiato sul mio letto a giocare a zombie tsunami
<volevo fare la doccia con te… ma eri molto impegnata a cantare perciò ho deciso di aspettarti qui>
<mmh, ora esci, mi devo vestire>
<non ci penso neanche per sogno> mi sorride e si avvicina a me lasciandomi un bacio dolce sulle labbra.
Inizio a cercare dei vestiti nella valigia, fuori fa parecchio freddo, pochi gradi sopra lo 0. Tiro fuori un paio di jeans neri con un maglione bianco, la mia giacca di pelle con dentro la pelliccia e un cappello grigio, ai piedi i miei stivaletti scamosciati.
Raggiungo Sam al piano di sotto, mi sta aspettando. Salutiamo gli altri e usciamo di casa. Mi accorgo solo ora di non essere mai uscita da sola con Sam.
Ha fatto un itinerario con tutte le librerie, biblioteche e luoghi culturalmente importanti, ma ovviamente dopo circa 20 minuti ci siamo persi.
<aaah, non ce la faccio più, mi si stanno congelando i piedi> sam mi guarda imbronciato
<dai su, smettila di lamentarti>
<scusi! Mi scusi! Mi potrebbe dire la strada per andare alla biblioteca comunale?> fermo un ragazzo alto, dai capelli scuri che cammina davanti a noi.
<certo, devi girare… oh hey, guarda chi si rivede. Olivia?> il ragazzo si blocca quando mi vede. Ha un’aria familiare, ma proprio… oddio, si!
<alexander?> chiedo incerta. Il ragazzo del bar, il primo giorno che ho passato da sola a Santa Barbara e mi sono messa a fotografare i ragazzi che giocavano a biliardino.
<certo che il mondo è proprio piccolo, cosa ci fai qui?> mi chiede sorridendomi
<sono in vacanza con degli amici, e tu?>
<ci abita mia nonna, vengo sempre qui quando posso>
<oh, lui è Sam> dico ad alexander indicando Sammy
<piacere sam io sono Alexander Smith, chiamami pure Alec>
<Sam Bower, piacere mio. Allora, come vi conoscete?>
Raccontiamo la storia a Sam che è sorpreso quanto noi di questa strana coincidenza, poi alec ci porta nel centro del paesino e giriamo un po’ per i negozietti e le bancarelle natalizie. Questo posto è come una versione più piccola di Siena
Passiamo una giornata incantevole e verso le 4 i nostri piedi iniziano a congelarsi, perciò prendiamo un autobus e torniamo a casa. Ho dato il mio numero ad alec e ci siamo promessi di chiamarci per vederci un’altra volta, non so come mai la prima volta che l’ho visto ho avuto l’impressione che fosse un tipo strano, è veramente molto simpatico.





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Spazio Autrice:
Taaan Taaan Taaaan. Alexander! (alec amore mio)
non ve l'aspettavate eh? beh, ci saraaanno tante sorprese.

A little change. || Jamie Campbell BowerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora