"Esci dalla mia testa, non ti sopporto più."
<Oli! svegliati! sei in ritardo!>
mia madre mi scuote, e di scatto apro gli occhi. merda!
sono le 7.30, sono in ritardissimo.
mi precipito nella doccia, senza neanche lavare i capelli, che sono un totale casino.
metto un paio di jeans e un maglioncino nero, in testa un cappellino di paglia, per coprire i capelli che sembrano vittima di una scossa elettrica.
infilo ai piedi i miei stivaletti di pelle nera, e metto il mascara, l'eyeliner, il fard, fondotinta, correttore, cipria, beauty blender e illuminante nel mio astuccio porta trucchi: mi truccherò a scuola. scendo di sotto, guardando furiosamente l'orologio. sono le 7.50!
<ci sono, ci sono, ci sono!> urlo irrompendo nella cucina.
vuota.
<ma che cazzo, dove sono?>
il mio passo pesante, e decisamente incazzato vaga per il piano di sotto, e poi per il giardino. non ci posso credere, se ne sono andati.
sono incazzata nera, e la tentazione di rimanere a casa è forte, ma no, alla terza ora ho il compito di francese, e non posso mancarlo. sbatto furiosa la porta, e mi incammino con il mio zaino in spalla, il più veloce possibile verso la scuola, che però è a 30 minuti da qui, a piedi. davanti al vialetto di casa vedo la strada infinita che porta alla via centrale, e mi prende lo sconforto. tiro fuori il cellulare, e inizio a controllare gli autobus che passano qui vicino.
il più vicino è a 6km da qui, e c'è fra 10 minuti o fra due ore.
<CAZZO!> urlo, fuori di me.
abbasso lo sguardo, e inizio a camminare velocemente.
mi farò 15 km a piedi, e arriverò a scuola.
sono quasi alla via principale, quando sento un clacson che suona dietro di me.
<QUALI STRACAZZO DI PROBLEMI HAI? DIMMELO, STO CAMMINANDO SUL MARCIAPIEDE, QUAL'E' IL TUO PROBLEMA?> sbotto, girandomi per guardare la decappotabile rosso fuoco dietro di me.
<sai, non ci si rivolge così alle persone che ti vogliono aiutare, te l'ha mai detto nessuno Olivia Grey?>
non ci posso credere, che grandissima figura di merda.
abbasso lo sguardo, l'asfalto è decisamente molto interessante, no?
<dai, salta su>
non me lo faccio ripetere due volte. mi avvicino alla portiera del passeggero, che lui apre con una mano, dall'interno della macchina.
salgo a bordo, e chiudo la portiera.
<ciao jamie> dico, girando la testa verso di lui
<ciao Olivia Grey> mi dice, mostrandomi il suo profilo, da cui si intravede un'espressione concentrata verso la grande distesa d'asfalto che c'è davanti a noi.
nella macchina regna il silenzio, smorzato solamente dalla leggera musica di sottofondo.
riconosco bene quelle note, sono i Guns 'n Roses.
<pensavo che i grandi cantanti ascoltassero solo i loro cd> dico, spezzando il silenzio
<oh no, altrimenti come faremmo a copiare le canzoni dagli altri?> mi dice lui, ridendo
<giusto, giusto.. ma ora la domanda sorge spontanea: come fai a conquistare le giovani donzelle che scarrozzi in giro, se non ti vanti neanche un pochino della tua musica?>
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A little change. || Jamie Campbell Bower
FanfictionOlivia è una ragazza normalissima, vive a Roma, monta a cavallo e non vede l'ora di iniziare il suo secondo anno di superiori. purtroppo però la sua vita viene completamente stravolta quando sua madre riceve un lavoro in California, e così lei, sua...
