Capitolo 11.

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"Esci dalla mia testa, non ti sopporto più."







<Oli! svegliati! sei in ritardo!>

mia madre mi scuote, e di scatto apro gli occhi. merda!

sono le 7.30, sono in ritardissimo.

mi precipito nella doccia, senza neanche lavare i capelli, che sono un totale casino.

metto un paio di jeans e un maglioncino nero, in testa un cappellino di paglia, per coprire i capelli che sembrano vittima di una scossa elettrica.

infilo ai piedi i miei stivaletti di pelle nera, e metto il mascara, l'eyeliner, il fard, fondotinta, correttore, cipria, beauty blender e illuminante nel mio astuccio porta trucchi: mi truccherò a scuola. scendo di sotto, guardando furiosamente l'orologio. sono le 7.50!

<ci sono, ci sono, ci sono!> urlo irrompendo nella cucina.

vuota.

<ma che cazzo, dove sono?>

il mio passo pesante, e decisamente incazzato vaga per il piano di sotto, e poi per il giardino. non ci posso credere, se ne sono andati.

sono incazzata nera, e la tentazione di rimanere a casa è forte, ma no, alla terza ora ho il compito di francese, e non posso mancarlo. sbatto furiosa la porta, e mi incammino con il mio zaino in spalla, il più veloce possibile verso la scuola, che però è a 30 minuti da qui, a piedi. davanti al vialetto di casa vedo la strada infinita che porta alla via centrale, e mi prende lo sconforto. tiro fuori il cellulare, e inizio a controllare gli autobus che passano qui vicino.

il più vicino è a 6km da qui, e c'è fra 10 minuti o fra due ore.

<CAZZO!> urlo, fuori di me.

abbasso lo sguardo, e inizio a camminare velocemente.

mi farò 15 km a piedi, e arriverò a scuola.

sono quasi alla via principale, quando sento un clacson che suona dietro di me.

<QUALI STRACAZZO DI PROBLEMI HAI? DIMMELO, STO CAMMINANDO SUL MARCIAPIEDE, QUAL'E' IL TUO PROBLEMA?> sbotto, girandomi per guardare la decappotabile rosso fuoco dietro di me.

<sai, non ci si rivolge così alle persone che ti vogliono aiutare, te l'ha mai detto nessuno Olivia Grey?>

non ci posso credere, che grandissima figura di merda.

abbasso lo sguardo, l'asfalto è decisamente molto interessante, no?

<dai, salta su>

non me lo faccio ripetere due volte. mi avvicino alla portiera del passeggero, che lui apre con una mano, dall'interno della macchina.

salgo a bordo, e chiudo la portiera.

<ciao jamie> dico, girando la testa verso di lui

<ciao Olivia Grey> mi dice, mostrandomi il suo profilo, da cui si intravede un'espressione concentrata verso la grande distesa d'asfalto che c'è davanti a noi.

nella macchina regna il silenzio, smorzato solamente dalla leggera musica di sottofondo.

riconosco bene quelle note, sono i Guns 'n Roses.

<pensavo che i grandi cantanti ascoltassero solo i loro cd> dico, spezzando il silenzio

<oh no, altrimenti come faremmo a copiare le canzoni dagli altri?> mi dice lui, ridendo

<giusto, giusto.. ma ora la domanda sorge spontanea: come fai a conquistare le giovani donzelle che scarrozzi in giro, se non ti vanti neanche un pochino della tua musica?>

A little change. || Jamie Campbell BowerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora