Mi piace vederla felice, il suo viso si illumina mentre la bocca si curva in quel sorriso che conosco a memoria, lo vedo da quando avevamo 8 anni. Stamattina mi sono svegliata e mi sono ricordata della festa di stasera, che palle. Ludovica è super emozionata, non vede l'ora di ballare nel mio giardino a ritmo della musica italiana che probabilmente nessun'altro invitato apparte noi capirà, ma fa niente, saranno tutti troppo ubriachi per farci caso.
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Sono le 8.30 di sera, gli invitati dovrebbero arrivare fra circa una mezz'oretta. Mia madre se ne è andata oggi pomeriggio, ha detto che sarebbe tornata domani sera e che pretende di ritrovare la casa pulita, come no.
Ho appena finito di fare il trucco, che consiste in un semplice smokey eye nero, con la classica linea di eyeliner con la codina finale. Mi piace truccarmi di nero, fa risaltare il blu dei miei occhi. Ho lasciato i capelli mossi, non mi andava di piastrarli. Infilo il vestito nero, Gioele mi aiuta a chiudere la zip.
Fingo un sorriso a Ludovica, non le ho ancora detto niente di jamie, non voglio rovinarle il compleanno. Lo sa solo Gio, e gli ho pregato di non farne parola con nessuno, tantomeno con Dylan o Mike.
Una volta finito di prepararmi trucco Ludovica, a lei gli ombretti scuri non stanno bene, perciò mi limito a mettere un marroncino molto chiaro nella palpebra mobile e a farle una sottile linea di eyeliner.
Lei ha indossato un vestito bianco, leggermente più lungo del mio, con le maniche al gomito e molto attillato, non mi fa impazzire quel modello di vestito, ma devo dire che a lei sta molto bene.
La mezz'ora passa in fretta, perciò decidiamo di scendere di sotto e iniziare a mettere la musica mentre sistemiamo le cose all'esterno. Abbiamo messo un tavolo sul patio, con sopra qualcosa da mangiare e circa una decina di casse di birre, abbiamo detto a tutti di portare qualcosa da bere, non potevamo comprare tutto noi. Sta cominciando a fare buio, perciò i ragazzi iniziano a tirare fuori quelle specie di stufe che però emanano anche luce, avendo la fiamma.
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Sono circa le nove e mezza, e casa mia è LETTERALMENTE piena di gente, la maggior parte non la conosco. Quando è cominciata ad arrivare gente ho cercato di stare il più possibile attaccata a Gioele, me l'ho perso di vista dopo poco, perciò ora mi ritrovo seduta al bancone della cucina, circondata da gente cretina che probabilmente non sa neanche che è casa mia, con un bicchiere di birra in mano, anche quasi vuoto.
Decido di giocare a zombie tsunami, almeno finchè una ragazza, decisamente ubriaca, non mi viene completamente addosso, è troppo occupata a ficcare la lingua in gola a un ragazzo per accorgersi anche solo della mia presenza. Che palle.
Esco fuori alla ricerca di uno di quei secchioni pieni di ghiaccio dove ci sono le birre, e quando finalmente lo trovo cerco una birra che non mi faccia schifo.
La musica è forte, ballano quasi tutti e quelli che non lo fanno bevono. Qualcuno mi viene addosso, facendomi cadere la lattina di mano, fortunatamente era ancora chiusa.
<brutto stronzo, sono per caso trasparente!> urlo contro al ragazzo mentre mi giro
<scu... hey Oli, tutto okay?> è Mike, che mi sorride gentilmente.
Annuisco e gli rivolgo un sorriso di scuse, non volevo essere così scontrosa con lui, è il migliore amico di mio fratello.
Mi raccoglie la lattina da terra e mi guarda un po' male.
<potrei anche decidere di non ridartela>
Alzo le spalle, mi giro e ne prendo un'altra dal secchio. La apro e la finisco tutta, guardandolo con aria di sfida.
Apre la bocca per replicare quando parte Barcelona di Ed Sheeran. Mi guarda e sorride, poi mi prende una mano e mi trascina in mezzo al mucchio di gente che balla. Lo fulmino con lo sguardo mentre cerco di liberarmi dalla sua presa, non mi va di ballare. Lui però mi attira verso di sé e mi fa fare una giravolta. Poi mette le mani intorno ai miei fianchi e cerca di farmi muovere a tempo.
<dai Olivee!> lo sento urlare in mezzo alla musica.
Mi sciolgo un po' e ballo con lui per il resto della canzone, e anche quella dopo. Infondo lo conoscevo da quando ero piccolissima, era come un fratello. Finita anche ''Drag me down'' lo lascio ballare da solo e vado alla ricerca di qualcosa da bere. Entro in casa e prendo uno di quei mega bicchieroni giganti da frullato, con tanto di tappo e cannuccia colorata, lo riempio di ghiaccio e ci verso dentro tre quarti di cola e il restante di Rum.
Mentre esco incontro Lucy che ridacchia con... Tristan. Cazzo.
Mi blocca subito.
<hey Oli> mi sorride.
<Ciao Lu, ciao Tristan> prendo un altro sorso dalla cannuccia.
<è tutto okay?> mi chiede Tristan toccandomi leggermente una spalla.
annuisco e alzo gli occhi al cielo. mi stavo comportando da stronza, lo so, ma non volevo essere trattata in modo diverso, e non volevo assolutamente parlare di quel diavolo biondo.
lui si avvicina al mio orecchio in modo che Lucy non possa sentire.
<senti, non so cosa è successo, spero comunque che indipendentemente da come vadano le cose con Jamie noi possiamo continuare ad essere amici, io e i ragazzi ti vogliamo bene, ricordalo. Ah e so che te lo stai chiedendo, e si, è qui, e ti sta cercando> mi dice prima di andarsene.
cazzo, cazzo, cazzo. fanculo!
non lo voglio vedere, non voglio che mi rovini la serata. io ci credevo veramente, pensavo che saremmo stati insieme, mi divertivo quando ero con lui. e ora?
mi blocco un istante, poi mi giro precipitosamente ed entro in casa, salgo in camera mia e prendo le mie cuffie Marshall, poi esco di nuovo di casa e mi addentro nel grande giardino, più mi allontano dalla casa più la gente diminuisce. mi infilo le cuffie nelle orecchie e faccio partire la mia playlist, ma non la classica, la playlist che mi ha fatto mamma, composta principalmente da canzoni dei Guns n' roses. Mamma li adora e quando ero più piccola li ascoltavamo sempre insieme, so tutte le canzoni a memoria.
Arrivo fino al paddock di zora e entro nel box, non voglio lasciarla libera con tutti questi coglioni in giro. La voce di Axl Rose mi entra nelle orecchie e soprattutto nel cuore, lo adoro.
accosto la porta del box dietro di me, zora si gira subito avvertendo la presenza di qualcuno. le sue orecchie sono piantate all'indietro, ma poi vede che sono io e si tranquillizza un po', venendomi a dare dei colpetti sulla spalla con il naso. stacco le cuffie dal telefono e lascio che la musica rimbombi un po' nel box. mi siedo per terra e guardo la mia principessa mangiare.
inizio a parlare, racconto a Zorandina tutto quello che mi è capitato da quando l'ho lasciata, è stupido, lo so, ma parlo con lei da sempre, rende più tranquille entrambe.
la musica cambia, la canzone la conosco a memoria, infondo è la mia preferita: Wonderwall, degli Oasis. Mi metto a canticchiare la canzone, l'ho ascoltata forse quattro volte di fila quando la porta del box si apre.
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A little change. || Jamie Campbell Bower
FanfictionOlivia è una ragazza normalissima, vive a Roma, monta a cavallo e non vede l'ora di iniziare il suo secondo anno di superiori. purtroppo però la sua vita viene completamente stravolta quando sua madre riceve un lavoro in California, e così lei, sua...
