Capitolo 7.

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"siamo fatti per pochi. e per pochi intendo due, tre, massimo quattro persone.
non è drastico, ma vero. "



Le settimane passano in fretta, e non so bene come mi ritrovo ad aver già affrontato il primo mese e passa di scuola. strano, vero? siamo già a fine ottobre. questo periodo di tempo è andato molto bene. ho legato in fretta con molte persone, soprattutto con Caleb, Shay e Lucy. ovviamente, anche Gioele e Ludovica mi mancano da morire, sono i miei migliori amici e lo saranno per sempre, ma non aveva senso continuare a crogiolarsi nel ricordo di quello che abbiamo passato insieme. è giusto continuare a vivere ognuno la propria vita. ci sentiamo tutte le settimane, e loro mi raccontano come vanno le cose lì a roma, ma soprattutto mi danno notizie sulla mia amata zorandina. non passa giorno senza il quale io non pensi a lei, e soprattutto, mi è capitato molte volte di piangere, proprio perché sentivo la sua mancanza.

ad ogni modo, anche dylan sembra essersi ambientato bene. Tyler è ormai un ottimo sostituto a Mike, il suo migliore amico, e ormai sembra vivere sempre a casa nostra. anche Jennifer è molto simpatica, soprattutto spiritosa, e ha una cotta per Dylan, anche se io sembro l'unica a essermene accorta.

mamma si trova bene con il lavoro, e guadagna anche abbastanza, anche se, ovviamente, lei si aspettava di più. anche il bizzarro John, nonostante all'inizio sembrasse un pazzo, si è rivelato molto gentile e disponibile, e ci viene spesso a trovare per sapere se abbiamo bisogno di una mano con la casa.

È un giovedì mattina nuvoloso, e sto sistemando le mie cose per la lezione della terza ora, quella di spagnolo. Lucy entra nell'aula con due cappuccini, io la amo quella ragazza. Chiacchieriamo un po', lei mi racconta tutto sulla sua nuova crush, ma ovviamente non mi dice chi è. stalkeriamo tutti i nostri vip preferiti su tutti i social, e ci divertiamo da matte a commentare le foto delle persone che odiamo. purtroppo inizia la lezione e la professoressa spiega, fortunatamente oggi facciamo la parte di conversazione, e non quella di grammatica. parliamo quindi della politica spagnola, e dello stile di vita che fanno lì. la professoressa ci da un compito bellissimo: fare un lavoro di gruppo sulla spagna, e metterci anche cose del tipo le feste, il cibo, e le tradizioni culturali.

Anche questa giornata passa velocemente, e all'una e dieci io e dylan stiamo per strada, in attesa di arrivare a casa. Entriamo in cucina, con l'intenzione di mangiare un panino e poi studiare, o uscire, ma non è possibile. Davanti a noi c'è la mamma e una tavola apparecchiata.

<cosa ci fai qui? Non sei andata al lavoro?> chiedo mettendomi seduta

<si, ma ho una pausa pranzo più lunga oggi> risponde lei.

la mamma non me la racconta giusta. l'avranno già licenziata?

Mangiamo tutto ciò che ha cucinato, persino la torta al cioccolato, poi finalmente si decide a parlare.

<sapete ragazzi, volevo dirvi una cosa.. sabato sera tenetevi liberi perché ho organizzato una cena con i miei colleghi dell'ufficio. Fra l'altro ci saranno anche dei vostri amici, caroline king e i fratelli gilbert> ci dice lei

Beh dai, pensavo peggio. Ci spiega che sarà una cena semi-formale, e quindi di non farle fare una brutta figura. le promettiamo che ci comporteremo bene, a volte ci tratta come se avessimo cinque anni. certo che questa cena è proprio una scocciatura.

La mamma torna al lavoro, e io e dylan andiamo nelle nostre camere. Inizio a studiare. Faccio tutto, tranne matematica, non sono proprio capace. Poi mi viene un'idea. Prendo il telefono ed entro su whatsapp.

"hey caleb, siccome sei un ottimo amico sicuramente aiuterai un'amica che ha dei problemi con la matematica, no?"

Invio il messaggio, e mentre aspetto la risposta disegno un po'. Non so disegnare, quella brava è ludovica. L'unica cosa che so fare sono dei mandala o cose del genere. Dopo quasi mezz'ora scendo di sotto, ho voglia di gelato. Vado in cucina, e mi siedo sul bancone di marmo a mangiare il gelato. Il rumore delle scale mi fa capire che dylan sta scendendo, e infatti dopo poco eccolo qui.

<senti sorellina, io esco un po'.. ci vediamo stasera, okay?> dice mangiando un po' del mio gelato.

Annuisco, e continuo a mangiare. Sento dylan che apre la porta, ma la sento chiudere solo dopo qualche minuto. Bah..

Sto ancora mangiando, e allo stesso tempo giocando a zombie tsunami, quando sento una mano sulla mia gamba, mi giro pronta a tirare uno schiaffo, ma è caleb.

<mi hai fatto prendere un colpo, porca puttana! Cosa ci fai qui?> chiedo continuando a mangiare il mio gelato

<non volevi una mano con la matematica?> mi chiede lui sorridendo e mettendosi davanti a me.

<io ti adoro> dico, ancora incredula che quel ragazzo sia venuto fino a qui per darmi una mano in matematica.

Io sono su un bancone, lui è in piedi, così siamo alti uguale. Gli passo il gelato, e salto giù dal bancone. Lo prendo per un braccio e lo trascino fino camera mia. Prendo i libri di matematica, mentre lui mangia il mio gelato al cioccolato. Ci mettiamo seduti sul letto, e iniziamo con le ripetizioni.

<sei proprio un casino! Sono due ore che ti sto spiegando questa cosa e ancora la sbagli> mi dice dopo due ore

Passiamo il resto della serata così, finche alle 19.30 mia madre torna dal lavoro.

<Oli, hai finito tutto il gelato? Oh ciao caleb, non sapevo ci fossi anche tu> dice irrompendo nella stanza

<non ho finito tutto il gelato, l'abbiamo fatto insieme, e mi sta dando una mano in matematica> le dico

<sei proprio un santo ragazzo. Cosa fai, ti fermi a cena?> chiede mia madre

<ehm in realtà non so> dice lui, evidentemente imbarazzato

<si mamma, si ferma a cena. Tu però non preoccuparti, pensiamo a tutto noi. Anzi, ora chiedo a dylan di andare a prendere shay> rispondo

La mamma annuisce ed esce dalla stanza. Mando un messaggio a dylan, e poi chiamo shay.

"hey shay, sono Olivia. Sei a casa? Perfetto. Dylan, ti sta passando a prendere, ceni da noi? Perfetto, io e caleb ti aspettiamo"

<okay, shay arriva. Oggi mangerete italiano!> dico a caleb

<beh in realtà io la pasta l'ho mangiata, ma con tutto quel ketchup devo dire che non faceva impazzire> dice lui facendo una smorfia

<la pasta con il ketchup è un insulto alla cucina italiana. dimmi, dove hai mangiato questo schifo? veramente, dite di essere fighi, ma la nostra cucina è decisamente meglio> dico, ridendo

continuiamo a scherzare sulla cucina americana e su quella italiana, finchè non arriva shay.

<allora, quando la padella è calda ci mettete un po' d'olio, e l'uovo che abbiamo fatto a pezzetti prima. Poi ci aggiungete il guanciale, e infine la pasta. Girate un po' in modo che si insaporisca, e poi ci mettiamo un po' di pecorino, ma appena messo dobbiamo spegnere il fuoco, perché si deve sciogliere col calore della pasta. Ecco fatta la carbonara!> gli spiego

Mangiamo tutti insieme, e poi andiamo di sopra. Chiacchieriamo un po' del più e del meno.

<e quello?> mi chiede shay indicando la foto con zora

<quella è la mia pony, si chiama zorandina>

Sembrano interessati, così parlo loro di lei, e faccio vedere delle foto.

Alle 23 loro se ne vanno, e io leggo un po', poi vado a letto.

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hi babies, sono tornata! cosa mi dite? so che questo capitolo non è un granchè, ma l'ho scritto un po' di fretta..

-em

A little change. || Jamie Campbell BowerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora