4. (Damiano)

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Il libro di spagnolo è finito chissà dove nella mia stanza. Anche lunedì andrò a scuola e prenderò un bel quattro, per di più nella mia materia preferita. Ma non ha importanza, non oggi, non adesso.
Questa scaletta è una merda.
Io vengo dalla luna avremmo dovuto farla alla fine e invece come sempre Vic ha voluto strafare e mettere le canzoni più fighe all'inizio.
In più abbiamo ancora problemi con l'ultima strofa di Recovery, ma quella è poco importante visto che non la canteremo fino in ultimo.
Alla fine dobbiamo ringraziare Ethan per averci trovato questo ingaggio.
Non che sia un live all'olimpico eh, però ci sarà tutto il liceo Montale e il Da Vinci messo assieme. E da li non si sa mai: gente che conosce altra gente, che ne conosce altra ancora. Alla fine i migliori artisti sono nati così, con del semplice passaparola. E noi ce lo meritiamo più di tutti perché porca troia spacchiamo.
Mi guardo allo specchio e con la punta dell'indice sbavo un poco la matita che ho messo sotto gli occhi. Victoria dice che mi fa sembrare più intrigante e più simile a Johnny Depp. Forse per questo ho deciso di lasciarmi crescere il pizzetto.
Sicuramente alle audizioni, anche la parte estetica sarà importante, no?
Porca troia, le audizioni!
Non voglio...non POSSO pensarci adesso. Sono troppo vicine. Sono vicine e noi abbiamo ancora problemi con Recovery.
"Ragazzi, alle auditizioni si porta Chosen, ho deciso?"
"Ecco, così vedi che oltre le verdure ce la lanciano pure la frutta" dice Thomas.
"Certo che te sai essere delicato quanto un calcio in culo, eh?" risponde Vicky "Damià sei sicuro? È tosta da portà"
"So sicuro...Con Recovery abbiamo ancora troppe incertezze"
Ethan alza le spalle. Alla fine lui è sempre stato d'accordo con me nel voler dare più spazio a Chosen.
"Vabè, comunque c'è tempo per perfezionarci, dai" dice Thomas, cercando di riparare alla gaffe di prima.
Tempo, dice lui.
Ma dove cazzo lo abbiamo il tempo? Siamo a fine Marzo e dobbiamo essere pronti tra tipo un battito di ciglia.
Me sto a cagà sotto!
Meglio pensare ad altro.
"C'hai ragione, pensiamo a stasera va" rispondo mostrandomi sicuro di me come sempre.
Sono il frontman di una band che arriverá in alto. Ma per per portarla in alto, devo essere il primo ad esserne convinto.
"Ripartiamo dalla prima strofa di Back to Black. Daje tutta!!"

Mi do un'ultima sistemata ai capelli e sono pronto. Stasera è il nostro secondo ingaggio ufficiale e dobbiamo spaccare come non abbiamo mai fatto.
Ho deciso di mettere la camicia nera a fiori che mi ha regalato Vic per il mio diciottesimo. È davvero poco sobria ma col completo nero che ho scelto sta davvero na favola.
"Victoria te voi move?" grido per l'ennesima volta "Semo tutti qui ad aspettá à reginetta der ballo"
La porta si apre e come sempre rimango strabiliato da quanto possa farsi bella, ogni volta più dell'ultima.
"Ho capito, me volete dà n'attimo? Metto le scarpe e sò pronta" si lamenta.
"Se è per questo te ne abbiamo dati ottanta de attimi" le risponde Thomas.
"Però ne è valsa la pena o no?" chiede lei, sapendo già la risposta girando su stessa.
È una favola in questo vestito in pizzo nero. Certo io di moda non me ne intendo così tanto, ma abbastanza da sapere che quel vestitino glielo vorrei levare con i denti.
Mi do un contegno.
Alla fine è questo che abbiamo deciso dopo l'ultima scopata, giusto? Professionalitá e distacco.
Anche se certe volte devo davvero fare violenza su me stesso per non farle quello che vorrei.
Anche adesso, mentre si piega in avanti verso lo specchio per sistemarsi il rossetto viola scuro, vorrei prenderla e...
Daje, Damiá, controllate ogni tanto!
"So pronta!"
"Era ora" dice Ethan passandole la giacca e la custodia con il basso.
Finalmente posso guidare il mio nuovo 'bolide'. Un nuovo modello di Renault Clio blu che non avrei mai trovato se non fosse stato per quell'affarista di mio padre. È esattamente del colore che mi rispecchia. Perchè come me, anche il blu crea dipendenza.

Sono le nove e mezzo e Ethan sta ancora finendo di montare l'ultimo pezzo del suo gioiellino di batteria. Potrebbe essere una gran serata se non fosse che siamo in ritardo di anni luce con la preparazione, per colpa come sempre di Vic che doveva farsi bella.
Alessandro ci ha detto che possiamo fare con calma e che tanto la maggior parte della gente arriverá per le dieci, ma non mi importa.
Quando dobbiamo esibirci voglio che tutto sia perfetto e che tutto fili liscio.
Decido di farmi un giro della casa, fin tanto che non è ancora stato assaltato il buffet e mi dirigo verso il salotto.
È una frazione di secondo, i miei occhi vedono qualcosa di sfuggita, ma mi basta quell'attimo per realizzare che Carboncino è alla festa.
Mi sposto tra la folla in cerca del mio nuovo passatempo e la trovo. Ovviamente accompagnata dal suo fidanzato dalle sopracciglia perfette. Non so perchè ma la cosa mi da un certo fastidio.
Ha un abito scuro che farebbe sfigurare mille Victorie messe insieme, però. Un trucco che le fa risaltare gli occhi e che la fa sembrare una rockstar in erba. I tacchi poi la slanciano, come di certo non fanno le sue All Star e quel vestito finalmente rende giustizia al fisico che ha.
Vedo il suo ragazzo allontanarsi e andare verso la zona allestita a bar.
Lei invece prosegue dritto tra la folla. La vedo venire verso la mia direzione, guardandosi intorno come se sapesse già dove andare e quella fosse casa sua. Non sta osservando, sta ricordando.
La seguo ed aspetto il momento giusto per attaccare bottone. E l'occasione giusta si presenta quando una ragazza per sbaglio la fa quasi cadere contro al mobile. Ora è sola ed è vulnerabile.
"Guarda, guarda chi se vede" le dico avvicinandomi. Inutile fingere, so bene che è felice di parlare con me.
"Allora non hai solo maglioncini depressi nell'armadio" continuo. Mi fermo solo quando la vedo arrabbiarsi e le guance le si colorano per il nervoso.
"Guarda chi c'è" mi dice "Il Coglione del Marciapiede"
"Quanto affetto" rispondo orgoglioso "Addirittura un soprannome?" la guardo con sfida, sapendo bene che risponderá a tono. Che poi forse è proprio questo che mi piace di quest'estranea. Che nonostante tutto la conosco, è prevedibile. Ma ogni risposta che mi da mi sorprende un pò di più. E io adoro quando una donna mi sorprende. Insomma, in sto mondo che gira sempre nella stessa maniera, è davvero raro trovare una donna che lo faccia girare al contrario.
La scruto mentre lei fa lo stesso con me, squadrando ogni piccolo particolare del mio look di stasera.
"Te lo sei meritato, direi" mi risponde piegando la testa di lato.
"Sei qui da sola?" non voglio che sappia che l'ho spiata da lontano.
"Perchè?"
Un'altra domanda...Forse è incerta su cosa rispondere?
"Perchè me stavo chiedendo che devo fa per meritarmi anche un ballo" abbasso la testa, punto agli occhi e sfodero il mio migliore sguardo da cucciolo tenero e abbandonato.
"Non ci ballo con te" mi dice fredda "Puoi anche andartene se sei qui per questo!"
Bugiarda, so bene che vorrebbe. Ma non sia mai che se scolli l'armatura de ghiaccio eh?
Adoro le sfide, i limiti, valicarli e andare oltre. E adoro chi i confini li mette, perchè mi obbliga a lavorare su me stesso per arrivare al mio obbiettivo e dire di avercela fatta.
Sono un maschilista? Forse.
Sono un ipocrita? Mai!
Non mi sentirete mai mentire ad una donna. Stuzzicarla, forse. Ma le bugie le lascio fuori dai rapporti. Sono troppo figo per dire balle...Non ho bisogno di certi esibizionismi.
"A dire il vero sono qui per suonare" le dico, tanto per farla sentire inferiore e godermi la frecciata che sta per arrivare.
"In bocca al lupo allora" dice voltandosi dall'altra parte del facendomi rimanere deluso come non mai.
Eddai, tutto qua? Ha già mollato?
Do un'occhiata al palco per controllare che tutto sia pronto e noto Victoria con lo sguardo fisso su di me. Su me e Alice. È arrabbiata, anche se crede che io non lo sappia.
Ma non lo ammetterebbe mai che è gelosa al punto che ucciderebbe qualunque donna provasse a sottrarmi al nostro strano e malsano rapporto.
È meglio andare, prima che la regina Vi affili i coltelli.
"Vabè dai, ti saluto Carboncino" conludo, giro i tacchi e me ne vado.
So che le da fastidio quel nome e in una piccola e remota parte di me, spero che si arrabbi a tal punto da voltarsi e continuare la discussione. Invece non succede nulla ed in pochi secondi sono sul palco.
"Che se dice?"
"Se dice che mentri te stavi a conquistà 'a brunetta, noi amo steso 'a scaletta corretta!"
Come pensavo, è incazzata nera. Meglio non darle corda.
"Ethan, tu ci sei?" mi fa cenno di si con la testa ed io mi posiziono al centro del palco, sbottono la giacca, aggiusto i capelli e raddrizzo il microfono.
Con lo sguardo noto Carboncino passare tra la gente e rifugiarsi accanto ai tavoli del bar. La punto con gli occhi e decido che per tutta la sera, non glieli toglierò di dosso un attimo.
È una sfida? Può darsi.
È una dolce, dolcissima sfida contro la solita noia.
Vicky comincia a suonare e la musica mi porta come sempre altrove...Stavolta più distante, in America magari.
Tutti ammassati e a prendersi a gomitate per riuscire a vedermi. Milioni di mani allungate che sperano di toccare la mia.
L'atmosfera è quella giusta. Si può partire.
"Hey Yo, this is Måneskin...."

CONTINUA....

P.s. Ciao a tutti!
Prima di tutto grazie di seguire così in tanti questa storia, nata per e con i tanto amati Måneskin.
Spero di cuore continuerà a piacervi e fatemi sapere come trovate questo capitolo e se vorreste che continuassi, ogni tanto, a mettere qualche capitolo anche dal punto di vista di Damiano.
Un abbraccio a tutti e grazie ancora!




BEGGIN -(IN REVISIONE PRE PUB)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora