29. (Damiano)

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Sono agitato. Le prove non sono andate molto bene oggi con Manuel e se non imparo alla svelta quel cavolo di pezzo in inglese, giovedì sarà la fine.
"Tutto bene, Dem?" mi chiede Victoria. Vorrei mentirle e dirle di sì ma lo capirebbe e inizierebbe a rompere. Quindi tanto vale parlare chiaro.
"Sto agitato a merda per le prove di oggi" le rispondo mettendomi a sedere sul letto.
"Pè quel pezzo dove te 'ncarti?" si siede accanto a me.
Gli faccio segno di si con la testa e lei si accoccola accanto a me e appoggia la testa sulla mia spalla:" Sicuro che sia soltanto questo?"
No, Vic, non è solo questo.
Sono una marea di cose, troppe e tutte insieme. 
"Ti manca Alice?"
"Un sacco"
"Non sei mai stato così per nessuna" sentenzia lei "È così strano vederti patire il mal d'amore"
"Mal d'amore?" la prendo in giro per la scelta di parole.
"Si, andiamo...Sei innamorato perso de st'Alice"
Me ne sto zitto qualche secondo, ma poi capisco che negare con lei è inutile.
"Me sa de si"
"Eh già...E parecchio, pure!"
"Me manca la sua voce" le rispondo "Cazzo, siamo nel loft di un programma nazionale, non in un lager. 'Na cazzo de chiamata potrebbero pure farmela fà!"
"Lo so, fa schifo"
"Sto qui a scrivere lettere e 'n messaggino ogni tanto, come se fossimo nel settecento" le dico, passandomi una mano tra i capelli "Per non parlare della mia famiglia. Nun li sento da 'na vita, cazzo!"
Siamo soli e so che con lei posso parlare e soprattutto posso sfogarmi. E allora lo faccio, lascio che gli occhi stanchi si riempiano di lacrime e la stringo forte.
Victoria è sempre stata l'unica a cui ho mostrato le mie fragilità e confidato le mie paure.
Non voglio che gli altri mi vedano piangere, non voglio che mi credano debole.
"Stai tranquillo Dem, è solo 'n momento. Passerà, vedrai" mi accarezza i capelli, adoro quando lo fa "Sò solamente troppe cose che se accumulano e hai bisogno de sfogarti, ma non è la fine del mondo, vedrai"
Annuisco con la testa e lascio che continui a carezzarmi i capelli.
Sento un rumore alla porta e vedo Sam entrare in camera. Mi nascondo immediatamente per non mostrare il pianto che mi sono appena fatto.
"Che voi, Sam?"chiede scocciata. Troppo. Capiranno che qualcosa non va e penseranno male di sicuro.
"Niente, volevamo fare uno scherzo ad Enrico e volevamo sape..."
"Non è il momento, scusate"
"Che succede?" chiede Sam.
"Niente, ma adesso uscite"
"Se volevate fà le vostre cose potevate mettere un cartello alla porta" dice Sam con tono malizioso.
Perfetto, ci mancava solo lui ad alimentare certe voci che già circolano nel loft.
Sam se ne va e Victoria chiude la porta a chiave. Poi torna di nuovo da me e mi abbraccia di nuovo. Chiudo gli occhi e mi godo a pieno le sue carezze. È 'n momento de merda, so solo io quanto ne ho bisogno. Si fottano quelli che pensano male. Io so la verità, basta e avanza.

"Aoh, 'a disgraziato mettila 'na freccia ogni tanto, eh!" La voce di qualcuno al semaforo mi distrae dai mei ricordi.
Cazzo, credo di essere passato col rosso! Stavo pensando al loft e mi sono distratto.
Faccio un cenno di scuse con la mano e giro a destra. In realtà, per come sto messo in questo momento non dovrei nemmeno guidare. Ho bevuto due Vodka Tonic e se mi fermassero potrei dire addio alla mia patente immacolata. In più ci si è messo anche Stefano con le sue rivelazioni in pieno stile soap opera, mentre fa coming out in mezzo alla strada.
Anche se devo dire che mi dispiace di averlo trattato così. Non avevo prove che ci avesse provato con la mia ragazza e l'ho accusato ugualmente. Stavo quasi per prenderlo a pugni, per la miseria!
Che poi...È ancora la mia ragazza?
Avrei voluto chiedergli scusa, parlarci qualche minuto, ma prima che riuscissi a metabolizzare la notizia era già corso via. Di certo è andato da Alice e se è così e le ha raccontato tutto, lei sará ancora più furiosa con me. Per non parlare di sua madre che mi aveva dato la sua fiducia ed invece ora pensa di sicuro che ho preso per il culo sua figlia.
Ma non importa, devo parlare con Alice e alla svelta. Anche se non vuole più stare con me, anche se crede di avere tutte le risposte, sta volta volta mi ascolterà.
Parcheggio di fronte alla sua via e vedo che la macchina di sua madre non c'è. È un buon segno, visto che sto per suonare al loro campanello all'una di notte.
Guardo la griglia, cerco SATTA e tengo premuto il pulsante per un bel pó. Faccio una piccola pausa e poi suono di nuovo.
Non apre nessuno.
Forse dovrei andarmene. Se si incazzasse potrebbe anche chiamare i carabinieri.
No, porca troia, stavolta deve ascoltarmi. Mi faccio mettere in galera se serve.
"Se pò sapè che cazzo hai da sonà?" grida qualcuno. È la sua voce, sono sicuro.
Alzo la testa ed infatti la trovo alla finestra di camera sua.
"Vuoi risvegliare i morti?"
"Alice aprimi, devo parlarti" le dico, cercando di non biascicare troppo.
"Damiano, vattene a casa, dammi retta" mi risponde lei.
"Nun me ne vado finchè nun me apri" grido a testa in su "La signora De Biasi sará parecchio 'ncazzata domani se non la lascerò dormì stanotte"
"Dem, non sto scherzando, vattene" mi dice. Sta per cedere, lo sento nella voce. So che vuole vedermi.
"Manco io scherzo Alice. Apri o giuro che mi attacco al campanello e ci resto finchè non arrivano i carabinieri" grido di nuovo. Seguono un paio di secondi di silenzio.
Ti prego apri, Carboncino!
"D'accordo, ti apro, ma smettila di gridare!" mi risponde, come a leggermi nel pensiero.
Sento il click del portone e mi ci fiondo contro, iniziando a fare i gradini a due a due senza nemmeno chiudermelo alle spalle. Voglio solo arrivare da lei.
Entro in casa e non vedo nessuno. Sua madre non c'è di sicuro, o ci sarebbe la sua borsetta al solito posto accanto all'entrata.
Vado verso camera sua, ma prima che io possa aprire la porta, lo fa lei e me la trovo davanti.
Non so che dire, o meglio, lo sparei se non fosse che ormai ogni mia parola le suona come una bugia.
"Ciao" dico semplicemente.
È così bella da illuminare l'intero appartamento, con la solita matita tra i capelli e quegli occhiali troppo grandi per nascondere le lentiggini.
"Ciao" mi dice lei. Chiudo gli occhi e mi godo la sua voce.
"Mi sei mancata" mi scappa di bocca.
"Damiano, che cosa vuoi?" mi chiede fredda.
"Ora come ora vorrei soltanto baciarti e nient'altro" rispondo facendo un passo verso di lei e lasciando perdere i convenevoli. Meglio arrivare al sodo e dirle le cose come stanno.
"Ma visto che non lo posso più fare, credo che parlare andrà benissimo"
"Hai bevuto" mi dice.
Cazzo se ne è accorta.
"Ci ho provato" le dico "Sono arrivato al secondo Vodka Tonic ma poi mi sono accorto che non serviva a niente"
"Che vuoi dire?" chiede confusa.
"Vuole dire che l'unico modo per smettere di pensarto, Carboncino, è morire" le rispondo sincero e mi avvicino un pò di più.
"Perchè da quando ci siamo lasciati alla stazione, non ho fatto altro che averti in testa, ogni fottuto attimo. Sempre qui dentro" dico indicandomi la testa.
"Anche quando ti scopavi Victoria? Anche lì ti mancavo?" mi domanda seccata.
Non è possibile.
Sul serio crede ancora a questa storia? È lei, cazzo, è Alice! Come può credere ad una live su Instagram e non a me.
Sono deluso, arrabbiato ed allibito da tutta questa situazione. Ci sarà un modo per far che me creda, no?
Per la miseria, Alice....Tu e il tuo maledetto vizio di tenere sempre l'aria condizionata ed il riscaldamento al massimo. Che caldo assurdo fa qui dentro? O forse sono io, che mi sto semplicemente arrabbiando come un matto?
Mi levo il cappello, poi la pelliccia e li lancio sul letto.
Ecco, ora va molto meglio.
"Quello che ha visto Sam non è quello che è successo in realtà"
"Oh, davvero? Vuoi davvero rifilarmi la storia del AmoreNonÈComeCredi?" mi chiede sarcastica.
"Si, Alice. Perchè è così" mi passo una mano tra i capelli, infuriato, cercando di calmarmi.
"Ero abbracciato a Vicky solo perchè stavo piangendo. Avevo avuto un crollo psicologico per lo stress ed ero scoppiato in lacrime" le spiego, sotto il suo sguardo che pian piano si fa meno duro.
"Lo sai come sono, non voglio che mi si veda piangere e questo Vic lo sa bene. Così quando Sam è entrato ci ha visti abbracciati, lei lo ha buttato fuori in fretta e furia e lui ci ha ricamato sopra"
Mi avvicino più che posso. Voglio che sia in trappola, obbligata a darmi ascolto.
"E per quel che riguarda il carboncino, Victoria non sapeva che valore avesse per me" mi guarda scettica, ma mi lascia finire: "Sapeva solo che me lo tenevo sempre in tasca ed un giorno lo ha preso e lo ha lanciato contro a Gabriele"
"Davvero?"
"È così, sul serio. Non sapevamo che Samuel ci riprendeva col telefono e dopo l'ho anche riempita di insulti. Ma poverina, che ne sapeva? Per lei era solo un carboncino"
"E ti aspetti che io ci creda?"
"Certo che me lo aspetto, cazzo!" grido, facendola scattare sull'attenti.
"Quello che pensi, non è mai successo" le dico "Ed in cuor tuo lo sai bene"
Faccio qualche passo verso di lei:" Ma avevi bisogno di una scusa qualunque per scappare, per essere pessimista come al solito, giusto?"
"Che cosa?"
"Andiamo, Alice, dì la verita" le dico deciso "Tu hai paura e stai cercando solo un modo per scappare"
"E di cosa avrei paura? Sentiamo"
"Di essere felice" rispondo secco. Lei se ne resta zitta e per come la conosco significa che ho colto nel segno.
"Dopo che è morto tuo padre hai il terrore di essere felice, perchè la felicità l'ultima volta l'hai pagata cara"
Le vado ancora più vicino e ormai non ha scampo, è praticamente con la schiena al muro.
"E allora tanto vale essere tristi sin da subito, giusto? Tanto vale scappare!" dicon con un tono più alto di quanto vorrei.
"Chi se ne frega de sto stronzo innamorato che t'aspetta, eh?"
Innamorato.
Lo ho detto davvero, ad alta voce? Non ci credo.
E a giudicare dal suo sguardo, nemmeno lei.
"L'importante è non farsi cogliere impreparati, quando la sfortuna tornerà"
Ha gli occhi spalancati, un poco spaventati. Le guance arrossate e le sguardo perso, confuso. Come un cerbiatto di fronte ai fari di un auto.
Quanto vorrei abbracciarla e spazzar via quelle paure.
Non credo che dopo il mio Innamorato, abbia più sentito una parola.
"Alice, guardami negli occhi" le dico, facendo l'azzardo di prenderle le mani tra le mie. "Non ho mai provato per nessuna quello che provo per te" le dico, sincero "Sono innamorato di te"
"Perchè non me lo hai mai detto?" mi chiede "E non mi rifilare la storia dell'orgoglio perchè ti prendo a schiaffi. Sai che lo faccio!"
"Io...Credo di essere un pò come te. Credo di avere paura" le confido "Non della felicità, ma della novità"
"Che vuoi dire?"
"Che non so cosa aspettarmi da un sentimento del genere, non l'ho mai provato prima e mi fa paura" le rispondo "Mi vedo cambiato, nei tuoi confronti ed anche in quelli degli altri. Tutti se ne sono accorti, ma finchè non l'avessi detto ad alta voce, non sarebbe stato reale"
"Per questo mi hai sempre detto di andarci piano? Per questo hai sempre frenato i miei slanci nei tuoi confronti?"
Le faccio segno di sì con la testa e vedo il suo sguardo ammorbidirsi. Deduco che mi creda.
"Cazzo, Damiano mi hai fatto sentire così stupida in questi mesi!"
"Lo so e mi disp...."
"No, non lo sai!" mi risponde urlando "Non sai quanto mi è costato dover frenare ogni fottuto sentimento nei tuoi confronti, solo per paura che mi vedessi come una liceale surriscaldata"
Liceale surriscaldata? Questa è buona, non ce la vedo proprio!
"C'erano volte in cui avrei voluto scrivertelo addosso con la bocca che ero innamorata di te"
Ah...
"Ma non lo facevo, mi frenavo. Perchè tu eri così freddo ed io non potevo fare di nuovo la figura della ragazzetta che correva troppo" si asciuga una lacrima ed io soffoco l'istinto di baciarla "Mi hai fatta sentire un'aliena, cazzo! E per cosa? Perchè avevi paura?"
"E tu, allora?" le domando seccato "Passi la storia di Victoria e del Carboncino, perchè dalla tv se pò pure capire male. Ma che mi dici del tuo NonMiVedoSullaTuaStrada?" chiedo imitandola, con una voce stridula.
"È la verità"
"Sul serio?" le grido in faccia.
"Si, sul serio!" fa altrettanto. Quanto adoro quando discutiamo e lei tira fuori l'orgoglio e mi fissa a testa alta. È così sexy!
"Allora smettila di nasconderti dietro una penna e dimmelo in faccia"
"Che...Che cosa?" balbetta quasi, mentre mi avvicino al suo viso.
"Le cose che mi hai scritto na 'a lettera. Guardami negli occhi e dimmele, adesso. E giuro che te lascio 'n pace"
Sta fissando le mie labbra, non i miei occhi. E credo che sia la stessa cosa che sto facendo anche io.
"Guardami" mi avvicino di qualche centimetro.
"Negli" ancora un pò.
"Occhi" siamo ad un soffio l'uno dall'altra. Così vicino che i respiri si mischiano e la mia gola si secca all'istante, non appena la vedo inumidirsi le labbra con la lingua.
Poi, fa quello che decisamente non mi aspetto. Mi afferra per la maglietta e mi bacia con una passione che mi era mancata da starci male. Tante cose mi erani mancate, ma quelle labbra più di tutto.
La afferro per la vita e la attiro a me. Voglio averla più vicino possibile.
Le nostre lingue giocano, i respiri si fanno pesanti e le sue mani si intrecciano dietro la mia nuca, tra i miei capelli.
Poi, all'improvviso si stacca da me ed è come se mi mancasse l'aria.
"Siamo stati due bambini" sussurra col fiatone.
"Mi dispiace, Ali" le dico "Avrei dovuto dirt...." mi appoggia un dito sulle labbra ed io glielo bacio.
"Avevamo paura, tutto qui" mi dice "Ma adesso va meglio"
"Davvero?"
"Si, Stalker, decisamente" mi sorride e mi bacia di nuovo.
Quanto mi erano mancate queste labbra.

"Così impara a farmi bere brodaglie, al posto delle tisane" dico ad Alice, dopo averle raccontato l'ennesimo episodio successo nel loft.
Non abbiamo fatto altro che parlare in realtà e recuperare tutto ciò che ci eravamo persi l'uno dell'altra in questi mesi.
Siamo coricati supini sul letto da più di un'ora. Lei ha la testa poggiata sul mio petto ed i nostri respiri sono quasi sincronizzati. È così bello tutto questo.
Credo che una serata come questa, valga tutto il Mal d'Amore del mondo.
Sono le tre e mezzo ed io sto praticamente dormendo, pur sembrando ancora sveglio. È stata davvero una giornata pesante e l'idea di dover prendere un treno per Milano domattina mi uccide.
"Allora vuoi farmi leggere qualche tuo racconto, oppure no?"
"Come?" mi chiede confusa.
"Nella tua lettera hai detto che ti ho fatto tornare la voglia di scrivere. Mi farai mai leggere qualcosa?" le domando quasi assente per il sonno.
"Non credo che ti interesserebbero le storie che scrivo. Sono storie d'amore..."
"Ormai sono pronto a tutto" biascico quasi in dormi-veglia.
"Potrei scrivere un romanzo su di te, la tua biografia. O su di noi"
"Certo" le dico ormai in coma "E ci lo chiameresti"
"Bhe, difficile dirlo, ma potrei chiam....." è l'ultimo sussurro che sento, prima di chiudere gli occhi.

C'è odore di caffè.
È la prima cosa che senti aprendo gli occhi. Sono in uno stato pietoso, ho bisogno di una doccia ed anche di mangiare qualcosa. Ho perso sei chili stano ad X Factor.
Ma ci ho guadagnato un disco d'oro, un video super visualizzato ed i firma-co....
Cazzo!
Il firma-copie a Milano!
Il treno!
Afferro il cellulare con la batteria al dodici percento e noto una dozzina di messaggi dai ragazzi della band.
Porca puttana, sono le nove, dovrei essere già a Termini.
Ho perso il treno, lo sapevo!
Invio un messaggio.

A: Vic
Scusate ho dimenticato di mettere la sveglia. Sono uno schifo di compagno di viaggio lo so. Prendo il prossimo e ci vediamo a Centrale. Dì ad Ethan che per punizione potrà prendermi per il culo a vita.
Un bacio

Mi alzo e cerco Alice. La trovo al tavolo, di fronte al portatile con una tazza di caffè tra le mani ed una fumante e pronta per me sul tavolo. Mi siedo ed inizio a bere.
"Sono un idiota" le dico.
"Lo so"
"Ho perso il treno"
"So anche questo" mi risponde tranquilla.
Poi con lo sguardo indica dei fogli sul tavolo. Li afferro e do un'occhiata.
"È un biglietto per Milano Centrale. Il treno parte alle dieci e dieci quindi hai tutto il tempo di farti una doccia e di arrivare a Termini, col taxi che ho chiamato e che sará qui tra mezz'ora abbondante"
Non credevo che lo avrei mai detto, santo cielo, ma credo di aver trovato la donna della mia vita. Sempre un passo avanti agli altri e a me.
"Ma come..."
"Sono un'artista, ricordi? Sto attenta ai dettagli" mi risponde "E adesso vai a farti una doccia e cambiati" mi sorride.
Mi alzo, vado verso di lei e le bacio la fronte da dietro, mentre lei appoggia la testa alla mia pancia.
"Ad una condizione"
"E quale?"
"Che stampi un biglietto a che per te" le rispondo "Sono già partito per Milano una volta, senza di te" ....

CONTINUA...



BEGGIN -(IN REVISIONE PRE PUB)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora