-Non muoverti.
Ancora prima di aprire gli occhi sentì un profondo dolore sul braccio destro, le stavano applicando qualcosa di liquido che la faceva rantolare dal male.
Provò a capire chi le stesse parlando, era una voce maschile e calda, la confortava in certo modo.
-Cosa stai facendo?
-Ti applico un rimedio su quella brutta ferita. Se non stai ferma potrei sbagliare la dose e farti del male, non potrei mai perdonarmelo- le rispose.
Aprì gli occhi istintivamente, la sua visione era nebbiosa.
Appena riuscì a focalizzare colui che aveva innanzi a sé, cercò di notare se era qualcuno familiare: era un ragazzo di almeno una ventina d'anni, al massimo venticinque, il suo viso era abbronzato, i suoi capelli castani.
Ciò che più attirò la sua attenzione furono i suoi occhi: uno di essi era tappato da una benda di stoffa nera, come quella dei corsari, l'altro era verde come l'erba dei prati. Sotto la benda si notava una cicatrice che doveva continuare anche sotto di essa: se non fosse stato per quel difetto fisico avrebbe avuto una bellezza incredibile.
-È un miracolo che tu sia ancora viva; non ne avevo molte speranze quando ti ho trovato.
Rori si portò una mano alla testa, le bruciava terribilmente la fronte e aveva la sensazione di non pesare; il giovane gliela prese e le spiegò, con grande tranquillità:
-Hai battuto la testa, è normale che tu sia confusa. Ora starai bene, te lo prometto. Puoi dirmi il tuo nome?
Rori si provò a sedere, con molte difficoltà, sentiva di non aver nessun osso rotto, però notò che il suo braccio aveva una lacerazione profonda, che era stata suturata di fresco.
Si concentrò un istante:
-Victoria...- mormorò dopo una lunga pausa.
Il ragazzo fu accanto a lei, per appoggiarla contro la sua spalla e asciugarle il sudore dalla fronte.
-Victoria...- fece suonare il suo nome come se fosse stato una melodia, aveva un accento molto gradevole -.Victoria.
Le rivolse un dolce sorriso.
-Ti ricordi qualcosa di ciò che ti è successo?
La principessa di Wari e Castiglia cercava ricordi inesistenti nella sua mente, al non trovarli iniziò a stressarsi:
-Acqua, mi ricordo che c'era solo molta acqua.... Io stavo... stavo...- iniziò a piangere perché non poteva rammentare ciò che stava facendo -.Io... io non so chi io sia, cosa abbia fatto prima di trovarmi qui!
Il castano la aiutò ad alzarsi, voleva vedere se poteva camminare.
La principessa osservò l'ambiente nel quale si trovava: era una stanza piuttosto rurale, ricavata dalla pietra, l'unico mobiliario era fatto di legno, si trattava di un letto matrimoniale.
Fuori dalla finestra vi erano solo alberi, non conosceva quella parte del bosco: anche se avesse avuto la memoria perfetta, non sarebbe riuscita a tornare indietro.
-Il tuo nome?- lo interrogò senza preavviso.
Si era calmata, stava provando a fare ordine, notò con piacere il suo accompagnatore:
-John Amiel. Ti dice qualcosa?
Aveva visto con chi andava quella ragazza: era l'accompagnatrice di Gerard, colui che lo aveva condannato a essere cieco da un occhio.
L'aveva seguito per anni, studiato ogni suo movimento e, quando aveva scoperto che apparteneva alla Gens, era stata la felicità più grande: sarebbe tornato a Ugarth e avrebbe avuto occasione per vendicarsi.
-Non mi dice nulla. Ci conoscevamo?
Che delizioso dettaglio per lui fu sapere che la bionda estranea non aveva udito nulla della storia della sua nemesi.
-Ricordi con chi viaggiavi?
Rori era ancora sostenuta dalle braccia del tal John, era molto alto e forte.
-No, non ho ricordi del mio viaggio. So solo il mio nome, nient'altro.
John era contento: nel suo piano insano aveva preso la fidanzata di Gerard (questo lo sapeva dopo una lunga osservazione nel bosco), l'avrebbe mantenuta viva e in salute finché lui fosse giunto a trovarla e poi l'avrebbe ferita.
Voleva ferirlo dove più gli facesse male.
Però, ora era tutto diverso: la perdita della memoria della giovane poteva fare miracoli per il suo ego.
-Eri in pericolo prima di giungere qui, viaggiavi con un uomo malvagio. Lui è stato colui che mi ha sfigurato, eri il suo ostaggio, solo per farmi ulteriore danno- le mentì spudoratamente, per poi girarsi di spalle e nascondere il suo viso.
Aveva insinuato che si conoscessero, Rori non poteva fare caso omesso a ciò:
-Perché attraverso di me vorrebbe averti ferito?
-Victoria, come mi fa male che tu non ti ricordi.... Tu ed io eravamo così felici prima di tutto questo; abbiamo avuto un'infanzia difficile e siamo riusciti a uscirne con molte difficoltà.
Le raccontò una storia che aveva inventato sul momento, quando esitò lo fece sembrare come se fosse stato per l'emozione.
Le confessò che erano stati amici d'infanzia fin da quando lei aveva otto anni e lui dodici; appena lei ebbe età sufficiente per decidere, erano andati via insieme dalla piantagione nella quale lavoravano.
Avevano vissuto a Rowan per anni, lui aveva lavorato come contadino, lei come sarta (non poteva passare per contadina per le sue mani delicate e morbide e la sua pelle pallidissima).
-Eravamo amici?
Lui si sforzò per arrossire, distolse lo sguardo verso un altro luogo.
-Ci amavamo, Victoria, eravamo felici. Quando ti proposi matrimonio, quel mostro ti vide. Costui già era il principe di Rowan, nessuno sapeva delle sue azioni, Gerard, ti prese con sé e ti portò con sé qui a Ugarth.
Le argomentò che ancora giacevano in Gerard desiderio di fargli del male, per il suo sadismo, e che era deciso anche a usarla come merce di cambio di fronte al re di Ugarth.
Rori era confusa, non poteva che credere tutto ciò che dicesse quell'uomo, era la sua unica soluzione.
Senza avvisarlo nemmeno gli pose le mani sul viso e gli tolse la benda, osservandolo come mai avevano fatto.
Si avvicinò alla sua ferita e gliela baciò con delicatezza, appena appoggiò le labbra su di essa e lo abbracciò, nonostante il dolore che sentisse in ogni suo muscolo.
-Mi dispiace profondamente per non essere capace di ricordare il mio... il nostro passato, però farò di tutto per rammentarlo.
Quella promessa, la tenerezza della giovane mosse qualcosa nel suo cuore, John iniziò a chiedersi se avrebbe potuto resisterle e comprese le ragioni per le quali il suo nemico l'aveva voluta con sé.
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Gerard di Ugarth
Ficción históricaSeconda parte di Gerard di Rowan, ambientata nella contraparte del Continente, stavolta Gerard si dovrà muovere al suo regno natale, Ugarth, alla ricerca di una pace posticipata da troppo tempo. copertina della meravigliosa E.Grace Meyers!
