Gerard sosteneva ancora la sua fidanzata, non le aveva permesso di camminare fino a giungere al villaggio di Belleville.
Le aveva provato a spiegare del luogo, anche se aveva interrotto ogni tentativo al vedere l'espressione sul suo viso: non l'aveva mai vista così scioccata, mai.
Controllò se ancora lo stava ascoltando, trovò il suo sguardo e lei strinse di più la presa sul suo collo; aveva sbozzato un sorriso per tranquillizzarlo nonostante ciò che sentisse.
-Voglio che tu sappia che io non sono lui.
Aveva rotto lo scomodo silenzio fra loro che aveva regnato da una mezzora, sorprendendola.
-Come?
-Hai detto che vederlo morire è stato come sapere che non saresti stata capace di salvarmi. Eri terribilmente provata, perciò non ho saputo se stavi parlando sul serio; al guardarti ho la certezza di sapere che eri sicura del tuo argomento.
Victoria aveva abbassato la vista, appoggiando il capo contro il muscoloso petto dell'amato.
-È la pura verità: non sarei stata capace di salvarti.
Lo aveva ammesso finalmente!
Gerard riconobbe che era un passo importante per una persona come lei poter ammettere di essere caduta in errore.
-Non è la stessa cosa.
Non aveva modo di tranquillizzarla, ma non si sarebbe certo fermato per questo: era successo troppo in quella giornata e, anche se sapeva che a Rori sarebbe passato il trauma, non poteva di certo attendere al suo processo interno e farla affrontare tutto ciò da sola.
La principessa di Wari e Castiglia aveva la certezza che Gerard potesse trovare le parole giuste per farla sentire meglio.
Non comprendevano la ragione, nessuno dei due poteva accertare una spiegazione, però avevano piena fiducia l'uno nell'altro, come se fossero due corpi condividendo una stessa anima.
-I tuoi ricordi sono tornati?
Lei annuì: non glielo confessò, non aveva ragioni di farlo siccome lui lo aveva percepito, però aveva colmato le sue lacune mentali appena aveva incrociato i suoi occhi da lupo.
-Allora rammenti ogni giorno che abbiamo vissuto insieme.
La continuava a trasportare, la cullava di tanto in tanto, non era nessuno sforzo per lui tenere in braccio una ragazza così leggera.
-Non hai scuse per pensare che tu non avresti potuto aiutarmi.
Fece una pausa e le espose il suo punto di vista:
-Quando mi hai conosciuto, io ero un uomo alla deriva. Pensavo che le donne non fossero altro che strumenti per sentirmi bene, sono stato con varie ragazze da quando ho tredici anni ed ero arrivato a credere che fosse la giusta decisione.
-Troppi dettagli- lo interruppe Rori: non le piaceva udire dei racconti della altre donne che avevano avuto una parte di lui.
Non voleva udire di quante lo avevano guardato con la tenerezza con la quale adesso lo guardava lei, per non parlare delle cose che lei non gli aveva ancora dato e che probabilmente lui desiderava.
-Mi hai salvato senza accorgertene: non pensavo di poter innamorarmi di qualcuno. Ho promesso tante cose che non ho mai mantenuto, ho tradito, mentito spudoratamente a coloro che professavano amore verso di me. Con te non ho necessità di fare niente del genere, tu hai preso la parte orrenda di me e l'hai fatta sparire.
Nessuno parlò per qualche minuto, il rossore delle guance della fanciulla era tale che le risultava impossibile alleviarlo.
Le aveva fatto una confessione romantica?
Sì, stavano insieme, lui aveva il suo cuore e poteva fare con esso tutto ciò che desiderasse e non si sarebbe opposta, però mai le aveva detto ciò che realmente sentiva.
Il loro primo bacio era stato spinto dalla gelosia che aveva sentito rivolta verso Finn Bingley, non le aveva dato altri elementi per argomentare la sua decisione.
-Belleville è un luogo gradevole?
-No, non lo è. Sono fuori di testa, tutti quanti, il pastore si crede un re, le sue figlie vengono promesse in spose sequestrandole e obbligandole a firmare dei contratti con sconosciuti, la gente va vestita esclusivamente di bianco e nero, i capelli delle donne sono raccolti in orribili cuffie,...- mentre elencava stava ridacchiando.
Victoria rideva anche lei, provò a divincolarsi e farsi riappoggiare al suolo, lui glielo negò:
-Non ti lascerò ora, sto allenando per la luna di miele.
Appena giunsero all'interno del "reame" di Belleville, vennero ricevuti dalla popolazione. In quell'istante anche Gerard cedette e rilasciò la sua fidanzata.
Rori, abituata alle buone maniere della corte, si inchinò sommessamente innanzi all'autoproclamato monarca, era una maniera di mostrare certo rispetto; il principe di Rowan non poté soffocare un gemito divertito che, meno male, passò inavvertito.
-Principessa Victoria, siamo lieti di sapere che stiate bene. Sarebbe stato uno scandalo nel vostro regno se avessimo permesso che vi succedesse una tragedia.
La giovane non fece notare, forse per educazione, che a salvarla era stato Gerard.
-Grazie a questo lieto evento abbiamo due ragioni per celebrare: la vostra riapparizione e il matrimonio di mia figlia con il principe di Rowan.
Rori si girò di scatto verso Gerard, la rabbia omicida stava affiorando con troppa velocità in lei:
-Allenando per la luna di miele?
Il suo urlo fu tale che radunò intorno a loro una buona parte della popolazione, alla principessa non importò e continuò:
-Per la luna di miele? Mi stai prendendo in giro?- prese aria e aggiunse –Una luna di miele con un'altra donna!
Il pastore comprese all'istante l'inganno nel quale era caduto: non era possibile che la principessa di Wari e Castiglia, colei che aveva viaggiato per mesi con loro, non sapesse dello "scambio di identità".
Il suo volto si fece di tutti i colori, uno strillo feroce scaturì dalle sue labbra, e stava per fare l'ordine di uccidere all'istante i due, quando Gerard distinse Finn nella folla e, con un rapido gesto, costui prese due cavalli e iniziò a correre in loro direzione.
Gerard riuscì a montare, tirare Rori dietro a sé e iniziare il galoppo a tutta velocità. Scorse al suo fianco anche Finn e Zelda.
-Perché l'hai presa?
-È mia moglie!- protestò Finn, facendo capire anche alla principesa che era avvenuto.
Rori si vergognò, però appena strinse il corpo di Gerard, lui le sussurrò:
-Se fossi stato al tuo posto, avrei già strappato la testa di tuo marito. Mi piaci quando difendi il nostro amore, ma non ti preoccupare: io sono già tuo.
Si allontanarono dalla radura di Belleville, prendendo distanza dai loro feroci persecutori; non si fermarono perché sapevano di essere seguiti. Gerard lanciò un'imprecazione e disse:
-Avanziamo, siamo quasi usciti dalla foresta.
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Gerard di Ugarth
Historical FictionSeconda parte di Gerard di Rowan, ambientata nella contraparte del Continente, stavolta Gerard si dovrà muovere al suo regno natale, Ugarth, alla ricerca di una pace posticipata da troppo tempo. copertina della meravigliosa E.Grace Meyers!
