Capitolo ventiquattro

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-Spero che tu non creda che io sia una persona pericolosa, Gerard- gli commentò Finn, camminando vicino a lui mentre si preparavano ad attraversare la capitale.

Gerard pensò per qualche istante alla sua risposta:

-Mi hai dimostrato che sei una persona di fiducia, ma non posso nemmeno togliere credibilità a Rori.

-Perciò dubiti di me?

-Non lo so, Bingley. Però mi sembra molto strano che mia moglie...- si interruppe al comprendere che aveva parlato troppo.

Finn parve voler svenire.

-Tua moglie?

-Avrei voluto parlartene in un altro momento, però credo che ormai non abbiamo altre occasioni. Sì, Rori ed io siamo sposati, non ufficialmente, però è un matrimonio come qualsiasi altro... finché morte non ci separi.

Il pescatore voleva piangere: non poteva pensare nemmeno che la donna che amava fosse sposata con un altro; aveva accettato il matrimonio con Zelda, l'aveva consumato e non se ne pentiva, però sperava di abbandonarla eventualmente e prendere la principessa di Wari e Castiglia.

Sentire che adesso era ammogliata... rendeva la cose molto più difficili per lui.

Anche se lei sapeva più del dovuto sul suo conto, non poteva pensare a lei come un nemico.

Dopotutto lui era cambiato in quel viaggio.

-E... con un'unione come tutte le altre, vuoi dire che...?

Gerard si mantenne in silenzio, un silenzio così espressivo che non ebbe bisogno di rispondere alla sua domanda a parole.

Se Finn avesse avuto un coltello a mano avrebbe ucciso il suo amico.

-Devo esserti sincero, Gerard....

-Finn, guarda la piazza: vi è un carnevale!- esclamò Zelda, correndo al suo fianco e prendendogli la mano dall'emozione.

-Hai una moglie molto affettuosa... ti invidio un po'.

Rori non era molto appiccicosa con lui, effettivamente, erano persone così pratiche che era difficile per loro essere dolci e amorevoli.

Dovevano sempre stare a pensare nelle conseguenze dei loro atti.

"Rori dev'essere qui vicino..." pensò Gerard.

Il suo nome pareva quasi poesia, un desiderio di andarla a prendere lo invase, però sapeva che non poteva ancora dire a Finn e Zelda dove lei si trovasse; gli venne un'idea.

-Suppongo che, al trovarci così vicini al castello, potremmo anche goderci qualche ora di carnevale. Dopotutto Zelda non ne ha mai visto uno- mormorò, indicando i trapezisti.

La ragazza annuì contenta e applaudì l'idea, trascinando praticamente il suo recente marito in direzione delle bancarelle.

-Ci rivedremo fra due ore sotto il campanario della piazza!- esclamò Gerard.

Si iniziò a dirigere verso il quartiere borghese dove sapeva che resideva Cameron.

Sperò solo che il suo amico avesse compreso quali erano i suoi limiti, siccome lui era stato tanto o più donnaiolo di Gerard nel suo periodo più oscuro ed era innegabile che sua moglie fosse una bellezza esotica.

Però cercò di fidarsi e di non dare sfogo alla sua mania di essere un maschio rozzo e dominantemente geloso.

"Se scopro che ha provato a metterle le mani addosso lo sgozzo come un maiale".

La sua camminata venne interrotta dalla presenza di varie artiste che si interposero nella sua strada:

-Ehi, caro, vuoi divertirti?

-Non sapevo che adesso vi fossero parate di prostitute per strada- commentò Gerard, senza nemmeno osservarle.

-Non siamo prostitute, siamo accompagnatrici. Cosa ci fa un ragazzo come te da solo?

Gerard le ignorò e continuò a camminare, dirigendosi verso l'entrata di casa di Cam.

Trovò quest'ultimo sul suo uscio, poggiandosi la faccia su una mano.

Pareva sfinito.

-Cameron?

Il ragazzo si alzò sorpreso, avvicinandosi a Gerard per dargli un abbraccio dopo tanto tempo senza vedersi.

-Come stai, Gerard?

-Dov'é Rori?

Lui non perdeva il tempo, era intenzionato a sapere dove fosse sua moglie e in che condizioni si trovasse.

-Non vorrai entrare in questa casa proprio ora. C'è una persona indesiderabile lì dentro e ci tiene a parlare con Rori, da sola; sono stato cacciato dalla mia stessa dimora.

Gerard aveva in mente una sola persona:

-Non mi dire che Catherine è qui.

Innanzi alla risposta positiva dell'amico, Gerard gli fece cenno di accompagnarlo all'interno.

Camminarono al giardino, dove le due donne riposavano dopo un duro incontro.

-Com'è andata?- chiese Cameron, occultando la presenza del ragazzo alle sue spalle.

Nel suo intimo sperava che avesse vinto Catherine: non pensava che potesse essere mai vinta, soprattutto da una principessa inesperta, inoltre voleva dimostrare l'umanità di Rori.

-Pari. Con un po' più di esperienza, diverrà una macchina da guerra. Mi ha tenuto con le spalle al muro per molto più tempo di ciò che avrebbe fatto un esperto, sono soddisfatta del risultato.

Cameron si scostò.

Appena la eterea ragazza scorse la figura del principe adottato, si alzò e corse a rifugiarsi fra le sue braccia.

-Gerard!- urlò dalla felicità di ritrovarlo.

-Gerard Michael Whitefield, non pensavo di rivederti vivo- lo chiamò Catherine.

Lui prese aria e salutò la donna con un cenno del capo:

-Rori, ti presento mia zia.

Rori impallidì.

-Avrete bisogno di parlare, credo. Ron, non essere maleducato e mostra loro una stanza per riposare prima del loro viaggio.

Cameron sbuffò: ancora una volta quella donna comandava sulle sue azioni.

Almeno ora se ne stava andando.

Gerard di UgarthLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora