Capitolo trenta

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-Sono pronta- affermò finalmente Victoria, una volta che Zelda l'avesse aiutata a pettinarsi l'ultimo boccolo platinato in una complicata acconciatura.

L'unico modo nel quale era stato possibile far restare gli altri tre accompagnanti di Gerard era stato mentire e dire al re che si trattava dei suoi servitori, perciò questi erano praticamente obbligati ad aiutare la coppia principesca per evitare che giungessero altri aiutanti estranei e potenzialmente pericolosi.

Gerard fissò la sua giovane sposa, restando paralizzato per un secondo a causa della sua bellezza: era coperta da un abito turchese, con maniche strette dalle terminazioni in pizzo nero, stesso materiale dei suoi guantini, e dal suo capo cadevano lunghi i capelli arricciati per l'occasione.

-Rori....

-Andiamo?- chiese Cameron, porgendo il braccio alla principessa; davanti allo sguardo interrogativo dell'amico, rispose –è più che naturale che l'accompagni tu, però il vostro matrimonio non è ufficiale e a Ugarth avrà bisogno di una carabina, ragion per la quale il suo "lontano cugino" fungerà come tale stasera.

Rori annuì, sperando vivamente che quel "famigliare" fosse l'unico che incrociasse quella sera.

Il marito, come rendendosi conto di ciò che stava pensando, mise freno alla storia:

-Non è necessario, Cameron, la nostra unione è riconosciuta dal re di Ugarth, perciò non avremo problemi. Usciremo per primi, voi finite di prepararvi e raggiungeteci.

I due nobili camminavano per il corridoio e lui alzò leggermente il corpetto di Victoria, coprendole una delle ultime marche che le restavano dagli abusi subiti dal padre.

-Non permetterò che si avvicini più del dovuto. Dopotutto, sei mia moglie.

Rori annuì, sollevata dal suo commento, e giunse di fronte alle porte del salone da ballo. Gerard li annunciò alle guardie, che non esitarono ad aprire e farli entrare con un sommesso inchino.

Gerard immediatamente notò che, a differenza degli anni precedenti, il re di Ugarth stava assistendo alla festa. Gli fece un cenno con il capo, per poi abbassarlo d'immediato.

-Non sai come reagire all'accoglienza di tuo padre, vero?

-Sinceramente, no. Mi aspettavo che mi avrebbe rinnegato, l'avrei quasi preferito, perché così avrei continuato la mia strada senza guardarmi indietro; invece ora devo affrontare la sua gentilezza e il suo desiderio di conoscermi meglio.

Rori gli tenne con forza il braccio, rivolgendogli uno sguardo amorevole:

-Non chiuderti per questa volta alla gente, potrebbe sorprenderti. Dagli almeno un'occasione per avere una relazione con te. È pur sempre il tuo sangue.

Il principe adottato fissò con attenzione gli ospiti, ne riconosceva molti dagli anni precedenti. Al notare che la parte di Rowan non era ancora arrivata, prese sua moglie e la presentò a molti nobili, anche se non la introdusse come tale, quanto come la sua promessa sposa, promettendo poi invitarli al matrimonio.

Tutti li osservavano come se fossero meraviglie esotiche, al vedere la loro pelle abbronzata e l'aura che li circondava come esseri mitologici; inoltre era un fatto strabiliante che il loro imminente matrimonio, vantaggioso per le parti di Rowan e di Wari e Castiglia, fosse mosso per l'amore e non per l'interesse.

All'udire la musica, Gerard condusse con determinazione Rori verso la pista, condividendo per la prima volta un ballo con lei.

-Avrei voluto conoscerti prima, Gerard- gli confessò in un momento nel quale erano molto vicini.

Gerard di UgarthLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora