Capitolo quattordici

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Gerard non poteva fare altro che continuare a camminare: se il "re" di Belleville voleva vedere sua figlia sposata prima di finalmente accedere a cercare la sua amata, non avrebbe atteso il tempo di una cerimonia.

Era già passato troppo tempo da quando Rori era scomparsa e la sua mancanza era divenuta insopportabile.

-Lasciatelo andare, mio signore, non mi importa che uno scudiere si perda il mio matrimonio- aveva acconsentito Finn quando il sovrano aveva protestato alla sua ricerca.

Gli sarebbe stato grato in eterno, lo promise, non aveva mai avuto un altro amico disposto a sacrificarsi in quel modo per lui.

Finn... si sarebbe sposato con una donna che non conosceva solo per proteggerlo.

La sua ricerca era stata più semplice del previsto.

Aveva trovato un cane lupo nero nel villaggio, non sembrava proprietà di nessuno degli abitanti, questi aveva saltato addosso a Gerard e gli aveva annusato una tasca con veemenza.

Doveva essere il suo modo di dimostrare affetto e curiosità.

Quale fu la sua sorpresa all'estrarre dal punto indicato dall'animale un fazzoletto che era appartenuto alla sua fidanzata, e che ancora doveva recare il suo profumo.

Il cane appena gli fu posto innanzi, iniziò a correre verso il bosco, fu faticoso per il principe prenderlo per la collottola e legare una corda come guinzaglio per farsi guidare.

In un punto del bosco il cane riuscì a strapparsi dal legaccio, lasciando il principe adottato nella più totale solitudine.

-Oh, no....

Il suo lamento aveva chiamato l'attenzione di un'altra persona.

-Vi è qualcuno?

La sua preoccupazione aumentò al pensare di dover affrontare un nemico imprevisto e che gli facesse perdere altro tempo.

Aveva atteso fin troppo per ritrovare Victoria.

Dalla cima di un albero gli parve di vedere qualcosa brillare, il suo istinto fu più forte di lui e si scansò, appena in tempo per evitare una freccia:

"Un'imboscata" pensò di colpo.

L'esperienza nell'esercito gli aveva insegnato che in ogni angolo poteva esservi qualcuno pronto ad attaccarlo a sorpresa, aveva vissuto più imboscate di quante ne potesse ricordare e la prima cosa della quale doveva preoccuparsi era localizzare il numero di nemici.

Ve n'era uno sul ramo, colui che l'aveva attaccato, però non sembrava che vi fossero altri attaccanti.

La persona nell'altezza, cambiò posizione, lasciandosi cadere su un altro albero e poi finalmente al suolo, sembrava molto allenata.

L'immagine che si trovò innanzi fu impressionante: gli abiti erano strani, assomigliavano a un vestito da nobildonna solo che giungevano appena alle ginocchia, la gonna era gonfia e portava una sottana bianca, il colore del vestito era rosso dai dettagli di pizzo nero; i capelli erano lunghi e legati in una coda liscia che cadeva sulla schiena e recava degli stivali marroni alti.

-Rori?- la sua voce uscì muta dalla sua gola, spezzata.

Corse ad abbracciarla, disperato, invece venne ricevuto da una spada puntata contro il suo petto.

-Gerard, sei un uomo malvagio, meriti la morte. Però io non sono come te, sicuramente non te lo meriti, ma ti darò la possibilità di difenderti giustamente. Estrai la tua spada, non colpisco un uomo disarmato.

Era scioccato, non poteva reagire in quel momento.

-Estrai la spada!- strillò la ragazza.

-Rori.... Cosa stai facendo?

La principessa di Wari e Castiglia era al bordo delle lacrime: doveva uccidere un uomo che non ricordava, sapeva di averlo conosciuto un giorno, ma non poteva giudicare il suo carattere, non poteva definirlo malvagio solo per ciò che le aveva raccontato John.

-Rori... che ti è successo?

La preoccupazione del viso del giovane innandi a lei era così sincera.

-Perché hai fatto del male a John? Dimmi ciò che hai fatto, ho bisogno di sentirlo dalle tue labbra.

Gerard lasciò cadere la sua testa all'indietro, i capelli gli sfiorarono la base del collo:

-Rori....

-Dillo!

-Io l'ho sfigurato! Tutto questo è colpa mia, va bene?- Gerard non aveva mai urlato a una donna, però l'esasperazione lo fece reagire in questo modo -. Io ho preso un'arma e l'ho colpito, la mia intenzione era ucciderlo. Non avrei potuto sopportare la sua presenza un'altro giorno.

La spada della sua amata fu più vicina a lui, Gerard ne approfittò per scostarsi, impugnare la propria arma e attaccare: la sua priorità doveva essere disarmarla e parlare con lei, farla entrare in ragione.

La sua postura era perfetta, le sue intenzioni non erano farle del male, si preoccupava più della difesa che dell'attacco.

Conosceva le sue tecniche, avrebbe utilizzato la stessa strategia che aveva usato con Finn, per poi variare a quella del suo combattimento contro di lui nella barca del capitando Edgard.

La sua supposizione non era erronea, lei aveva atteso affinché Gerard si muovesse, però questi fece una finta e scoprì leggermente la sua guardia sinistra, per poi parare il colpo, e disarmò la giovane.

La donna che amava era inginocchiata davanti a lui, le sue lacrime colavano pesanti sul suo viso diafano.

-Non merito la vita.... Non posso nemmeno compiere una promessa che ho fatto? Non sono abbastanza abile, non importa quanto mi sforzi.

A Gerard doleva vedere piangere la sua Rori.

-Sono così previsibile?- singhiozzò, mantenendo nonostante il suo capo in alto.

Gerard si lasciò cadere al suo fianco, la abbraccio e le sussurrò:

-No, non lo sei.

-Ti prego, toglimi la vita. Non sono degna di continuare a vivere.

Il principe adottato sorrise al sentirla tanto vicino e all'udire la petizione che gli aveva fatto: come avrebbe potuto ucciderla, lui che non poteva vederla piangere senza soffrirne?

-No- si negò.

I loro sguardi si trovarono, Rori sentì una fitta al cuore al vedere gli occhi dorati di un lupo.

I ricordi di tutto ciò che avevano vissuto tornarono all'istante; migliaia di immagini tornarono alla sua mente: arrossì al pensare a tutto ciò che aveva vissuto con il ragazzo che ancora la stringeva.

-Gerard....

Il principe la cullò, la protesse con le sue forti braccia, attese pazientemente che i suoi occhi si asciugassero, per poi catturare le ultime goccie che cadevano dalle sue guance con i pollici.

Trovò le sue labbra, le avrebbe voluto dire tante cose, confessarle tutto ciò che aveva provato per lei da quando si era innamorato, dichiararsi formalmente, assicurarle che l'amava, però non parlò.

Avrebbe avuto tempo per farlo.

-Portami da lui, Rori.

La principessa di Wari e Castiglia annuì, era ancora stordita dalla presenza di Gerard.


Gerard di UgarthLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora