Capitolo sette

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Gerard appena aveva potuto riprendersi dalla marea di sentimenti oppressivi del suo petto al veder cadere Victoria dalla cascata, si movilizzò per ritrovarla.

Discese con attenzione il muro di pietra, potendo cadere da esso in ogni momento, sapeva che poteva ritrovarsi davanti a uno spettacolo raccapricciante, ma non poteva avere dubbi all'ora di cercarla.

Nell'ora che ci mise a giungere ai piedi della cascata, il suo cuore sembrò fermarsi.

Nella valle sottostante al luogo dove si trovavano vi erano altre persone: questi attirò non poco l'attenzione del principe: potevano essere pericolosi.

Si avvicinò con cautela, per scoprire che si trattava di un piccolo gruppo misto: vi erano due donne giovani, un'anziana e un bambino. La donna che mostrava meno anni fra entrambe stava sostenendo sulle sue ginocchia il pescatore caduto.

Finn sembrava stare bene, un po' stordito, questo sì, ma bene.

-Finn!

Gerard corse verso di lui, era genuinamente preoccupato per la sua salute.

Gli sconosciuti non si preoccuparono, sembravano essere stati avvisati del suo arrivo, perciò restarono nella loro posizione originale senza immutarsi nemmeno.

-Ve l'ho detto che sarebbe venuto- mormorò Finn.

Sebbene non mostrasse segni di essere stato ferito dall'impatto, la sua voce era flebile; Gerard lo osservò in volto e vide che era più pallido e le sue occhiaia, normalmente appena visibili, erano diventate viola scuro.

Stava annegando, dopotutto....

-Finn, cos'è successo? Tu sei un pescatore....

Gli sembrava impensabile che un pescatore non potesse affrontare una situazione come quella che avevano vissuto.

-Il fiume si è ingrossato, me la sarei cavata in un altro momento; mi è parso come se mi avessero dato un'erba per conciliare il sonno, non mi sono mai sentito così debole- descrisse.

Finn non glielo disse, ma era contento di vederlo: significava che gli importava qualcosa anche della sua condizione.

Gli fece male sapere che avrebbe dovuto dargli cattive notizie.

Il bambino mostrò un dardo che recava fra le dita della mano destra; i suoi innocenti occhi blu fecero che Gerard iniziasse a questionarsi su cosa ci facesse quella gente lì.

L'anziana, come leggendogli il pensiero, si presentò:

-Il mio nome è Catherine, la nostra gente vive in un piccolo villaggio immerso nel bosco. Abbiamo presenziato all'intero incidente, ma crediamo che le sua ragioni siano valide. Questo dardo è stato preparato con un veleno, qualcuno voleva ferire il vostro amico.

Il principe si soffermò un secondo: non potevano essere abitanti nativi dei boschi di Ugarth, recavano abiti troppo elaborati per esserlo e parlavano la stessa lingua del continente.

Portavano tutti dei vestiti neri e bianchi, come se fossero di una congregazione, le donne si coprivano le orecchie e i capelli con dei copricapi color neve.

-Hanno avvelenato Finn?- si interruppe, per poi chiedere la cosa più urgente -. Lui starà bene?

Catherine lo squadrò e annuì:

-Gli abbiamo amministrato un antidoto, non è poco comune ciò che gli è avvenuto, perciò eravamo pronti. C'è sempre un rischio, però....

La ragazza che lo sosteneva sulle sue ginocchia parlò:

-Dobbiamo aspettare e vedere se supererà la notte. È importante per la sua guarigione che riposi in un letto come si deve, almeno per oggi- il suo tono era autoritario, pareva che lo disprezzasse senza nemmeno conoscerlo -. Potrete continuare il vostro viaggio domani.

Finn non voleva incrociare lo sguardo di Gerard.

-Dov'é Rori?

Nella confusione non l'aveva vista, poteva essere andata a cercare aiuto, ma i soccorsi erano lì.

Non comprendeva il motivo della sua assenza.

-Dov'é Rori?- la sua esasperazione iniziava ad aumentare, specialmente perché si rendeva conto che né il ragazzo né la sua compagnia avevano nessuna intenzione di rispondergli.

-Te lo ripeterò un'ultima volta prima di saltarti alla gola- lo avvertì.

La giovane che lo custodiva si sporse protettivamente sul pescatore, facendogli scudo con il proprio corpo in caso che il suo compagno di viaggio divenisse pericoloso.

-Non ti avvicinare a lui.

Perché reagivano così?

Il peggior pensiero venne alla mente del principe adottato: poteva essere possibile che la sua fidanzata avesse perso la vita?

-Lei è ancora viva... credo. Quando il giovane è caduto in acqua, lei si è lanciata spontaneamente per prenderlo; sono precipitati su una roccia- l'anziana indicò una delle rocche che aveva usato Gerard per la discesa.

Gerard iniziò a tranquillizzarsi.

-Quando abbiamo provato ad avvicinarci per soccorrerli, il Mostro è apparso.

Il Mostro?

Chi o cosa poteva essere costui?

-Siate più chiara quando vi esprimete, non mi state tranquillizzando.

Finn glielo spiegò come meglio poté:

-Il Mostro è come viene definito un uomo che vive in questa foresta. Ha tormentato da anni questo luogo, appare un paio di volte per poi svanire. È un uomo, non ha fatto del male a nessuno per almeno due anni, poi misteriosamente è tornato e ha portato via Rori.

La mano del principe si poggiò sulla propria spada, come un reflesso incondizionato.

-Dove posso trovarlo?

L'altra ragazza, che fino al momento era rimasta in silenzio, negò con il capo e disse:

-Il Mostro non si può trovare. Lui appare e porta via il suo sacrificio, è una persona assetata di vendetta, vuole vendicarsi su colui che gli fece del male un giorno.

L'immagine mentale di chi gli era parso di vedere vicino alla cascata tornò alla mente di Gerard Whitefield:

-No, non può averla presa John.... Non lei....

-Gerard....- Finn stava per dire qualcosa, ma la stanchezza poté più della sua volontà e semplicemente perse i sensi.

Il principe non poteva preoccuparsi di Rori ora, sapeva che lei non l'avrebbe voluto; doveva assicurarsi di mettere in salvo Finn Bingley.

"Poi, però, giuro che strangolerò John" pensò.

Le donne e il principe presero il ragazzo e lo trasportarono a un luogo che nessuno dei due conosceva.

Gerard di UgarthLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora