Aveva lasciato che Gerard scappasse da un matrimonio obbligatorio.
Apprezzava il principe di Rowan, ma di certo non poteva perdonargli che Victoria lo amasse; la amava ancora e, proprio per questo si sarebbe sposato al posto del suo rivale: la lasciava libera di innamorarsi e vivere con l'uomo che aveva scelto.
Finn era appoggiato a un tavolo innanzi uno specchio e si guardava.
Non si poteva riconoscere, il suo aspetto era molto diverso da ciò che ricordava normalmente, era più elegante, come si supponeva doveva essere uno sposo, ma sicuramente non era ciò che si aspettava: la donna che avrebbe aspettato all'altare era quella sbagliata.
Sarebbe stato l'addio alla persona che amava perché avrebbe fatto un giuramento innanzi a Dio di stare accanto a un'altra persona.
-Se Dio ha voluto che io mi sposassi con Zelda, avrà avuto i suoi motivi- rifletté a voce alta.
Nella stanza non era più solo, una presenza era alle sue spalle come un'ombra.
-Finn Bingley, Dio non ha motivi. Se sei religioso, accuserai un'entità divina per ciò che ci sta succedendo, però se non hai nemmeno la possibilità di credere che esista qualcosa di maggiore, solo puoi accusare gli uomini.
Si voltò e si portò una mano alle labbra: la sua futura sposa era riuscita ad accedere alla stanza nella quale si stava preparando.
-Come sei riuscita a venire qui?
La ragazza sorrise leggermente, non voleva dirlo con tanta facilità, ma:
-Quando si tratta di un principe, semplicemente lasciano fare qualsiasi cosa che possa farlo felice.
Era una realtà difficile per la gente che viveva lì, erano diretti da un uomo che aveva manie di grandezza.
Pensò a come doveva essere stata l'infanzia di Zelda.
-Sai che io...?- si morse la lingua, non poteva chiederglielo, siccome poteva essere che anche lei volesse esclusivamente sposarsi con un monarca.
-Non sei un principe. Lo so- la ragazza soffocò una risata -.Spero solo di essere presente quando mio padre lo scoprirà, vorrei tanto vedere la sua faccia in quel momento.
Finn rimase stupefatto, allora lei si avvicinò, ponendogli una mano sulla spalla, e rassicurandolo:
-Sono contenta che tu non abbia nemmeno una goccia di sangue blu nelle vene, non ho mai sopportato l'idea di sposarmi con un nobile.
E, per la prima volta nella sua vita, vide la donna che aveva innanzi con occhi diversi: era bellissima, nonostante l'abito troppo conservatore che portava.
Quell'orribile cuffia le copriva i capelli, però dalle sopracciglia scoprì il loro colore naturale, i suoi occhi erano quelli capaci di scrutare il suo intimo, però vi era un'espressione gentile in essi.
-Non mi hai mai detto perché la ami.
-Lei... lei mi ha insegnato a non odiare nessuno. Ha sofferto così tanto, ma non l'ho mai sentita proferire una sola parola di disprezzo cieco verso una persona.
Zelda non sapeva ancora molto della principessa di Wari e Castiglia: nonostante i due ragazzi la descrivessero come qualcuno di sublime, non poteva fidarsi dell'opinione di innamorati.
-Ha avuto un'infanzia orribile: tutti i suoi fratelli sono uomini, uno di essi è morto in mare, quando successe suo padre divenne un uomo duro e sfogò la sua rabbia su di lei, la picchiò più di quanto tu ed io possiamo immaginare, l'ha regalata a un uomo che non l'amava- si interruppe, provato da ciò che stava raccontando –Allo scoprire che poteva non divenire regina per la malattia del principe Nathaniel, il fratello adottivo di Gerard, la obbligò a tentare di sedurlo. Uno dei figli di suo suocero ha provato ad abusare di lei, a farla gravida e... ha sofferto tanti abusi... e non ha mai odiato nessuno.
Questo era ciò che voleva Finn Bingley? Una donna che non odiasse nonostante la ferissero una e un'altra volta?
Lei non sarebbe mai stata capace di garantirgli ciò: lei odiava il suo progenitore con tutta l'anima e costui non le aveva propiziato nemmeno la metà degli ingiuri che aveva vissuti la tal principessa di Wari e Castiglia.
-Perché ti sei offerto?
Finn rise, la prese per la cintola, facendola arrossire:
-Non voglio la donna di un altro.
-Se ti fossi impegnato, forse....
Finn sospirò contro la sua cuffia, avrebbe voluto vedere i suoi capelli:
-Me li fai vedere?
Zelda dubitò, ci aveva messo piuttosto tempo per aggiustarsi l'odioso copricapo, però era il suo futuro sposo chi glielo stava... non glielo stava imponendo, glielo stava chiedendo con gentilezza.
Lui portò la mano alla tela del cappello, tirandolo con decisione e sperando che non fosse trattenuto da forcine: si aspettava una capigliatura casta, ogni parte di lei era così innocente e tradizionale che non attirava sguardi maschili.
Invece, per sua sorpresa, scoprì dei lunghissimi capelli castano chiaro, era una estesa coda di cavallo composta da grossi boccoli sui quali si rifletteva la luce.
Rimase senza fiato.
-Dobbiamo andare, no?- Zelda si rimise la cuffia con difficoltà.
-Zelda... sei contenta di sposarti con me?
Il dubbio nella sua voce era così tragico che impedì che lei continuasse nel suo difficile compito, i loro sguardi si trovarono e non si mossero per un istante.
-Se non sei felice con me, farò questo matrimonio nullo appena giungeremo a un altro villaggio: non voglio obbligarti a essere mia moglie per il resto della tua vita.
Zelda era intenerita dal suo comportamento.
-Non voglio annullarlo. Se il destino ha voluto che ci incontrassimo e divenissimo marito a moglie, allora non posso fare nulla per contrariarlo. Voglio avere un matrimonio normale con te.
Quell'osservazione fece arrossire il pescatore, siccome l'unico modo per annullare un matrimonio era che la sposa si mantenesse casta anche dopo l'unione; l'avere delle nozze reali implicava molto per lui.
I suoi sentimenti per Victoria non potevano sparire da un giorno all'altro, erano ancora presenti nel suo animo, però aveva iniziato una lenta fase di rassegnazione.
"Non devi desiderare la donna d'altri" pensò, ricordandosi l'educazione religiosa che aveva ricevuto da sua madre.
Sapeva che né Gerard, né Rori avevano mai creduto a un Dio, però il biondo giovane non aveva nessuna intenzione di rinunciare alla sua fede in Lui, e non sarebbe venuto meno alle sue obbligazioni matrimoniali nonostante non fosse ancora innamorato di Zelda.
-Andiamo?
La domanda fu accompagnata da un muto acconsentimento, si diressero alla sala principale della chiesa, per mano.
Non fu una cerimonia molto lunga, semplicemente i due sposi si tennero le mani uno davanti all'altro, mentre promettevano di restare uniti nella buona e cattiva sorte (Finn sospettava che quest'ultima avrebbe prevalso per adesso) finché la morte li separasse.
La tradizione di baciare la sposa era stata abolita a Belleville, siccome era stata considerata come volgare e degna del reame di Ugarth, secondo loro popolata da vili e volgari fondamentalmente.
Appena uscirono dal tempio, ancora stringendosi le dita l'uno all'altro, Finn non poté fare a meno di osservare:
-Sta tramontando.
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Gerard di Ugarth
Historical FictionSeconda parte di Gerard di Rowan, ambientata nella contraparte del Continente, stavolta Gerard si dovrà muovere al suo regno natale, Ugarth, alla ricerca di una pace posticipata da troppo tempo. copertina della meravigliosa E.Grace Meyers!
