Capitolo diciotto

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Gerard si asciugò il sudore dalla fronte, solo con un movimento poteva fare che il respiro di Rori si fermasse per un istante, legò il cavallo a un albero per prendere una pausa.

Quando il giovane si rese conto di essere osservato, le diresse il più dolce degli sguardi, accompagnato da un torrido sorriso che la fece sciogliere, non avevano bisogno di dirsi nulla.

-Li abbiamo persi.

La notizia fece rallegrare i loro cuori e, nonostante non si fossero rilassati completamente, vi era un po' di riposo per i quattro viaggiatori.

-Mi dispiace... è tutto colpa mia!- esplose Rori.

Finn e Gerard le furono vicini immediatamente, non volevano vederla triste e il sapere che era angustiata faceva loro del male.

L'ultimo dei due uomini lanciò uno sguardo assassino al pescatore, prendendo la principessa per i fianchi e commentando:

-Preoccupati di tua moglie, Bingley, io penserò a questa crisi.

La scortò fino a un punto più lontano, dove le sussurrò qualche parola, non mantenevano il contatto visuale e lei non sembrava così interessata a ciò che dicesse, sembrava costernata e non vi era nulla che la consolasse.

Osservare la loro dinamica era interessante, si notava che erano fidanzati da tempo, siccome non solo erano mossi dall'amore platonico, ma dalla ragione e una profonda amicizia.

-Da quanti anni stanno insieme?- domandò Rori, appena Finn si avvicinò a lei.

-Tre... mesi.

Tre mesi?

Dopo tre mesi era così la situazione fra loro? Erano capaci di pensare razionalmente, di non mettersi ad avere stupide discussioni, lui poteva comportarsi come un amico, non solo come il suo amante.

-Sono mai stati... normali?

Il suo commento fece sorridere Finn, che le poggiò una mano sul ginocchio e la guardò nel più profondo degli occhi.

-Sono due persone così responsabili, che sarebbe impossibile per loro lasciarsi andare a un romanzo impulsivo, a un'unione idilliaca che sia solo per loro due. Hanno la necessità di non preoccuparsi solo per loro, quanto degli altri.

Zelda comprese perché fossero una coppia così affiatata, l'intesa fra loro era evidente.

Aveva potuto osservare la principessa mentre andava a cavallo con il suo amato, li aveva visti mentre scappavano preoccupati, lei era come la metà più sublime del monarca.

Sperò di arrivare ad avere la stessa intesa con suo marito un giorno.

-Penso che non tarderò a superare ciò che sento per Rori con te.

-Perché?

Si svegliò subito dai suoi pensieri su Rori e Gerard, per comprendere che suo marito si stava rivolgendo a lei con più dolcezza del solito.

-Tu non vuoi essere responsabile del mondo. Vuoi essere felice, anch'io voglio esserlo. Noi due saremo così egoisti che potremo vivere in pace, non metteremo gli interessi degli altri prima dei nostri.

Zelda alzò il volto, trovandosi di fronte a quello del marito, che era solcato da una rada barba bionda per non essersi rasato il volto da tempo.

Si chiese perché non si fosse lasciato la barba da prima, si vedeva attraente.

Finn fu capace di baciarla e dimenticarsi un po' di Rori, almeno per un secondo finché, all'aprire gli occhi, scorse la ragazza dei suoi sogni parlare con l'uomo che amava.

Era così geloso di lui!

Si era offerto di sposarsi con Zelda per evitare di far infelice Victoria, ma ora pensava che avrebbe voluto essere più egoista.

Zelda non poteva fare altro che guardare anche lei la sua ignara rivale amorosa.

Era una donna bella, anche se ancora stava passando l'adolescenza, inoltre sembrava essere una promessa per il futuro per la sua intelligenza e il suo coraggio.

-Perciò ora sei sposata ufficialmente con Finn?- la sorprese quella domanda, diretta dalla ragazza sotto osservazione.

Lei annuì, non sapeva come comportarsi in sua presenza: era una principessa, era anche una criminale ricercata da quello che aveva sentito dire, inoltre Finn la desiderava.

-Sono la signora Bingley ora.

Rori sorrise, però un pensiero sembrò passarle per la mente facendole cambiare completamente la sua espressione.

-Finn, ho bisogno di parlare in privato con te- esclamò, afferrando il pescatore e trascinandolo in un luogo lontano da Gerard e Zelda.

-Cosa le è preso?- chiese Gerard, credendo che la ragazza avesse detto o fatto qualcosa che aveva risvegliato un lato oscuro di Victoria di Wari e Castiglia, si avvicinò alla nuova integrante del gruppo.

Intanto, Rori aveva messo con le spalle al muro Finn, tenendo le braccia rigide contro i fianchi.

-Bingley?

-Cosa ti è preso?

-Bingley? Bingley! Ci hai mentito tutto questo tempo sulla tua identità, Finn!

Il pescatore aprì gli occhi più del dovuto, dimostrava la sua colpevolezza, però non parlò per smentire l'affermazione della principessa.

-Ho recuperato la memoria, Finn, ma non del tutto. Mi ricordo chi voi siate e rammento molto bene quando Grace, tua madre, mi ha detto che tuo padre si chiamava Dustin Mahoney!

Aveva una morsa alla gola ed era così nervosa che si sentiva mancare la saliva, la sua voce era uscita secca e non sapeva che conseguenze sarebbere scaturite da quell'azione.

-Chi sei, Finn?

Non rispose.

-Finn!- urlò lei questa volta, prendendo la spada e puntandogliela al collo in un impulso rabbioso.

Nessuno l'aveva mai vista così, anche lei stessa faceva fatica a riconoscersi.

-Non volevo che tu lo sapessi....

-Cosa? Cosa non dovevo sapere? Parla!

-Mio padre non era il mio vero padre. Colui che ha aiutato alla mia nascita è stato uno sconosciuto che ha fatto del male a mia madre per tanto tempo. Porto il cognome da ragazza di mia mamma.

Rori si rilassò, ritirando la spada e mormorando la sua richiesta di essere perdonata.

Si voltò, per trovare gli sguardi attoniti di Gerard e Zelda.

-Sono esplosa per nulla. Mi dispiace di avervi allarmati.

Non diede ulteriori spiegazioni, sebbene in cuor suo sentisse che vi era qualcosa che non andava bene con quella storia.

Perché Finn assomigliava tanto all'uomo del quadro, allora? Perché le aveva nascosto quel fatto se non era nulla per cui essere condannato? Perché non aveva risposto immediatamente?

Però nessuna di quelle domande era stata così importante nella mente di Rori per accusare il ragazzo quanto quello sguardo che aveva fatto quando lei gli aveva condiviso i suoi dubbi.

Nonostante ciò, decise di non condividerli nemmeno con Gerard finché non avesse deciso di cosa si trattasse quella terribile sensazione che sentiva in petto.

Gerard di UgarthLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora