"Non esiste al mondo una cosa del genere Jack!! E poi chi lo ha deciso? Fino a prova contraria ho io il controllo del reparto no?" - sbraitò Lauren contro il suo capo -
"Veramente no. Anche se deve ancora entrarti in testa, qui comando io. Prima di te, hai molte altre persone a cui dare conto, tra cui il primario del tuo reparto.." - spiegò lui con calma -
" Ma chi McKeon? Sono più le volte che è a casa ad oziare che quelle in cui l'ho visto qui dentro. Tutti i suoi interventi e casi, li lascia sempre a me, quindi caro Jack, il mio primario sono io." - sbottò la dottoressa -
" Sbagliato Jauregui! Qui tu non comandi proprio nulla, quindi è inutile che tu venga sempre nel mio ufficio a lamentarti dopo ogni decisione. Vedi di imparare, che mi sto scocciando di questo tuo atteggiamento da prima donna.."
- lanciò alcune cartelle sulla scrivania già disordinata -
"E tu ricordati che sei tu ad avere bisogno di me e non viceversa. Sono uno dei neurochirurghi più famosi al mondo, non ci metto nulla ad andarmene e lasciarti nel caos. Quindi prima di prendere certe decisioni che mi coinvolgono, prima chiedimelo!"
Dopo aver fatto la voce grossa, Lauren uscì dall ufficio del direttore dell' ospedale sbattendo violentemente la porta. Era furiosa con quell' uomo che non prendeva mai in considerazione la sua opinione. Non si sentiva mai coinvolta, mai parte di quel gruppo, perché considerata troppo giovane per avere voce in capitolo. La verità era che Lauren, avrebbe potuto oscurare ogni singolo membro di quell' ospedale se solo avesse voluto ed era proprio questo il problema principale. Le sue capacità e la sua fama venivano viste sempre con invidia, nessuno era invece in grado di farne tesoro.
La corvina tornò nel suo ufficio, pronta a tornare a casa dopo una giornata estenuante. Verificó un'ultima volta che tutti i suoi pazienti fossero apposto e spense le luci, avviandosi verso la fermata della metro a pochi metri da lì.
Fuori non faceva molto freddo, anche se il clima stava cominciando a cambiare e l'inverno iniziava a farsi sentire. A New York, in questo periodo dell' anno, l'aria si faceva fredda ed il maltempo era quasi un'abitudine. Le giornate di sole erano molto rare, per questo a Lauren non piaceva molto quella città. Era nata in una metropoli, Miami, dove i raggi di luce ed il caldo facevano sempre da protagonisti. Quando i suoi genitori, avevano deciso di trasferirsi al nord, ricordava bene quanto ci rimase male e quanto pianse essendo costretta a lasciare tutto.
La fermata era quasi vuota ed a quell'ora poteva essere anche abbastanza normale. Un uomo con il cappuccio sulla testa si avvicinò domandadole se avesse una sigaretta, la risposta negativa della corvina, provocò una smorfia contrariata sul viso dell'uomo. Una donna, poco più in là, forse di origine ispanica, sbraitava in spagnolo al telefono, parole di cui Lauren non sapeva minimamente il significato.
All' improvviso, mentre attendeva il suo treno, il cellulare squillò dentro la sua borsa. Sul display si era illuminato il nome di Keana, che come al solito, appena uscita dal lavoro, la chiamava per sapere se volesse uscire e passare la notte nei locali.
"Pronto Key?" - incalzò la conversazione -
"Sei pronta? Non puoi immaginare cosa ho appena visto?" - esclamò l'amica eccitata dall' altro lato della cornetta -
" Un unicorno volante?" - scherzò la corvina -
"Peggio! Uno dei tuoi peggiori incubi, viva e vegeta che flirtava con una persona che conosci molto bene.."
- Lauren aggrottò la fronte non capendo cosa borbottasse Keana -
" Amica o parli in modo comprensibile o avrò bisogno di una persona che mi aiuti a tradurre. Che stai dicendo?" - domandò confusa -
"Sei pronta? Siediti, perché non credo tu sia pronta ad ascoltare.." - continuò a fare la misteriosa -
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Last Chance
RandomLauren Jauregui, 30 anni, neurochirurgo prodigio di fama mondiale. Nonostante la giovane età, ha già avuto tra le mani gli interventi più complicati ed impegnativi della storia della medicina con una percentuale di successo del 100%. Ha vinto premi...
