Capitolo 38

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"Mila? Perché piangi?" - la bambina entrò nella stanza della sorella, che si trovava accovacciata sul letto -

"Non sto piangendo Sofi, torna pure a giocare" - la ragazza cercò di asciugarsi in fretta le lacrime -

La bambina non prese in considerazione neanche una parola e sommessamente andò a sedersi sopra al letto accanto alla sorella. Camila aveva gli occhi rossi e le guance bagnate, che provava in tutti i modi a nascondere, per non far preoccupare la piccola. Sofia, nonostante non fosse ancora adulta, capì la sorella meglio di chiunque altro. Non disse nulla in quel momento, si limitò ad allargare le braccia e stringerle intorno alla sua vita. Camila si ritrovò spiazzata dal gesto di quella bambina che riusciva sempre a sorprenderla e, senza pensarci un secondo, si lasciò andare, assorbendo tutto l'amore che quelle due piccole braccia riuscivano a regalarle sempre.

" Sai, una volta mi hai detto una cosa quando stavo male..." - disse la piccola staccandosi -

" Che cosa?" - domandò la cubana confusa -

"Mi hai promesso che non mi avresti mai detto bugie.." - esclamò con una vocina triste - "ed ora lo stai facendo.." - continuò -

" Piccola non ti mentiró mai sulla tua salute lo sai, ma ci sono alcune cose da grandi, che ancora non puoi capire.." - le accarezzò i capelli la cubana -

"Camila?" - Sofia si mise seduta con le gambe incrociate, assumendo un'espressione seria - "Anche se sono piccola, ho due occhi e posso vedere che tu sei triste. Non devi nasconderti da me, io posso aiutarti..." - disse sinceramente -

In quel momento, Camila, di fronte all'innocenza negli occhi e la purezza nel volto della sua sorellina, non riuscì a trattenere una lacrima che le rigò il viso, cadendo poi sul lenzuolo bianco, bagnandolo. La cubana sorrise, rendendosi conto di quanto Sofia le avesse cambiato la vita, di quanto quel piccolo essere umano, potesse farla felice con un minimo gesto.

"Hai litigato con Lauren vero?" - domandò poi, spiazzando la ragazza - " Piangi solo quando io sto male o quando litighi con lei..." - continuò con la sua sicurezza -

"Ma se non ho mai litigato con lei, come fai a saperlo?" - chiese la cubana -

"Credi di essere l'unica a venire in camera quando pensi che io stia dormendo Mila? Ultimamente, che non riesco a dormire perchè faccio brutti sogni e non voglio svegliare mamma e papà, sono venuta sulla porta della tua camera perchè volevo chiederti se potevo dormire con te ed ogni volta, sentivo te singhiozzare e piangere e poi non ti vedo più sorridere come all'inizio. Ogni volta che parlavi del lavoro e quindi di Lauren, risplendevi" - spiegò la bambina -

"Ma quando sei diventata così saggia ed intelligente tu piccolo scricciolo?" - Camila le arruffò i capelli neri -

" Sei mia sorella Mila e anche se sono ancora piccola, riesco a capire quando stai male e vorrei soltanto essere capace di regalarti un po' di felicità.." - esclamò triste Sofia -

"Hey piccola! Vieni qui.." - la cubana prese la bambina facendola sedere tra le sue gambe, abbracciandola da dietro - " Tu mi rendi felice ogni giorno, con un tuo sorriso, un tuo abbraccio. Sei la cosa più bella che mamma e papà potessero regalarmi nella vita, quindi se mi vedi triste, pensa sempre a questo, che tu, semplicemente essendo Sofia, mi fai felice okay?" - la cubana la strinse forte tra le sue braccia -

"E comunque se è per colpa di Lauren che stai male, non mi piace più come prima, non mi sta più tanto simpatica e non è una brava dottoressa! Tu lo sei di più!" - disse la bambina imbronciata, facendo sorridere Camila -

"Non dire così piccola! Lauren è un bravissimo medico che sta facendo il possibile per curare anche te, capito? E troveremo quella cura che ti farà stare bene, così non dovrai più entrare in un ospedale se non per venire a trovarmi quando anche io, avrò un mio studio.." - la cubana le lasciò un dolce bacio sulla guancia -

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