Quella notte stravolse la mia vita per sempre.
Il giorno dopo andai con Anya alla polizia. Lincoln ci aspettava. Non riusciva nemmeno lui a parlare. Mi abbandonai al suo abbraccio e le lacrime scesero di nuovo.
- Lincoln...io...-
- Lo so Lexa...non devi dire niente. Lo so che fa male...- a queste parole mi resi conto che da ieri avevo un enorme peso nel petto. Ma era dentro...il cuore...mi faceva un male da morire. Avevo un nodo alla gola e non ero capace di articolare una frase decente senza scoppiare a piangere. Nello stomaco sentivo il vuoto e la testa non ragionava più.
Assieme ci dirigemmo dal commissario Jaha.
Sempre molto professionale ma questa volta venne ad abbracciarci tutti e tre.
- Giuro che lo prenderemo.- mi disse all'orecchio.
- Sedetevi...-ci disse -sapete che ci sono certi protocolli...dovete come prima cosa sporgere denuncia e suppongo che tutti e tre lo vogliate fare...perciò senza dilungarci troppo....facciamo questa dichiarazione. Chi vuole iniziare?-
Vedendomi distrutta Lincoln si fece avanti e entrò nel suo ufficio. Dopo 15 minuti uscì.
Anya fece per entrare ma la fermai e ci andai io.
- Lexa...le mie condoglianze più sentite...lo sai che ero affezionato a Costia...-
- Mi mancherà vero?-
- Mancherà a tutti...-
- Era speciale sai...-
Jaha abbassò lo sguardo e io iniziai a raccontare cosa era successo...
- Ti ricattavano?- chiese come se non lo avesse capito da quello che gli ho detto.
- Si...volevano vincere sporco...ci sono tanti soldi che girano intorno a questi tornei...-
- Dovevi avvertire la polizia...subito...-
Questa mi arrivò dritta nel cuore. Era incredibile il dolore che sentii in quel momento.
- È colpa mia...non so nemmeno perché sto qui a denunciare se sono io la colpevole. Jaha mettimi le manette...portami in prigione...ti prego...- lo supplicai in preda alla disperazione.
- non ci penso neanche Lexa...cosa ti salta in mente?! Quello che deve pagare è Roan lo sanno tutti.- disse asciugandomi le lacrime con un fazzoletto di carta.
- Lei mi aveva chiesto di non andarci. Mi aveva pregato di non andarci. Mi aveva avvertito. Avevo litigato a causa di questo torneo con lei. Mentre lei stava a casa preoccupata per me io mi allenavo per questo fottuto torneo. Lei non voleva venire a guardare e io la costrinsi a venire. È solo colpa mia...se la lasciavo fare come voleva lei sarebbe stata ancora viva lo capisci? Sarebbe ancora viva...sarebbe ancora con me...-
In quel momento mi girai e c'era Anya sulla porta...in lacrime...non mi ha mai visto così. Mai.
- Anya...portala a casa...falla riposare...venite un altro giorno. È dura testimoniare quando si è ancora sotto shock...-
-Ok...-
Anya mise il suo braccio intorno alle mie spalle e uscimmo dal commissariato.
Mi portò a casa sua. Ma alla soglia le dissi che sarei andata dai genitori di Costia. Ero sicura che non sapevano niente. Costia doveva rimanere a dormire da me. Era mio dovere andare da loro.
Mi precipitai in strada e presi la macchina di Titus. In dieci minuti ero davanti al ranch di Costia.
- La mia bambina!- sentii un urlo provenire dalla casa. Ero arrivata in ritardo. Entrai in casa e cercai di trovare la madre di Costia.
La trovai col telefono in mano a terra. Mi avvicinai per darle conforto ma lei si spostò di scatto
- Esci da questa casa! Mi hai tolto mia figlia! È colpa tua se l'hanno uccisa! Non ti voglio vedere mai più!-
Sgranai gli occhi. La madre di Costia mi ricordava tanto me ieri sera. La capivo. Volevo far tornare Costia ma era impossibile. Volevo tornare indietro nel tempo per potermi mettere tra lei e quel proiettile.
-Mi dispiace così tanto signora Green.- le dissi con le lacrime agli occhi.
- Tu me la dovevi portare a casa!-
- Ha ragione...la colpa è mia e non riesco più a stare nella mia pelle da quanto rimorso e dolore sto provando.-
Stetti lì per un paio di minuti con i pugni sul muro quando entrò il padre di Costia. La sua faccia era scioccata. Il volto aveva un espressione di orrore, misto a un velo di incredulità...
- Signor Green...- dissi con voce tremante.
- Vieni qui Lexa.- disse abbracciandomi. Provai una sensazione di grande conforto tra le braccia di suo padre.
- È colpa mia signore...mi perdoni...mi perdoni...la prego..-dissi.
Lui mi prese il viso tra le mani e mi guardò negli occhi. -Non c'è niente da perdonare...non dirlo mai più.-disse mi abbracciò stringendomi forte.
- Io amavo Costia...signor Green.-
- Lo so...-
- Non gliel'ho mai detto...-
- Glielo hai sempre dimostrato Lexa...lei lo sapeva.-
- Perché fa così male?-
- Lo vorrei sapere anch'io...oggi sono andato a identificarla. E non sono nemmeno riuscito a tenermi in piedi Lexa...- disse scoppiando in lacrime. Lacrime che tratteneva da quando era entrato in soggiorno. L'ho sempre ammirato come persona. Era sempre molto gentile e era capace di accettare tutti. La bontà che usciva sempre dalle sue parole era immensa...lui e Costia avevano davvero molto in comune.
Dopo mezz'ora decisi che ero solo d intralcio lì e mi diressi verso casa. Era passato così poco tempo da quando Costia non c'era più che non l'avevo ancora completamente realizzato.
Arrivata a casa salii in camera mia e vidi le cose di Costia nell'armadio...la nostra foto sul comodino...il suo violino. Rimasi a fissare quella foto e quel violino per tre ore. Pensavo e ripensavo a tutti i momenti passati insieme.
Due anni fa...
-Lexa...ti prego vieni con me al concerto- mi disse Anya.
- Ma devo prepararmi per il torneo, devo studiare e fare esercizi per il mio di concerto. Non ho tempo per queste cose Anya.-
-Ti voglio presentare una mia amica...-
- Lo sai che stasera ho le prove con la band...e senza batterista non faranno un gran che.-
- Per favore...-
- Uffa....va bene...-
Quella sera ci preparammo per il concerto. Io portavo pantaloni neri e una camicia di seta...la mia preferita. Mia cugina aveva un vestito elegante di colore rosso. Alle 20:30 eravamo davanti alla nuova sala per concerti. Quella con L'acustica migliore. Lo notai subito.
Comprammo i biglietti e ci avviammo verso il "parter". C'era tantissima gente. Tutti in smoking e vestiti eleganti. Io e mia cugina ci mimetizzammo perfettamente.
Il pubblico era completamente diverso dal mio...ai concerti rock.
Erano calmi, si porgevano le mani a vicenda e si complimentavano gli uni con gli altri.
In un attimo le luci si spensero e vidi arrivare una bellissima ragazza di colore sul palcoscenico. I capelli afro, gli occhi grandi e neri...le labbra che a prima vista mi erano sembrate così morbide da farmi venire una voglia matta di baciarle. In mano aveva il violino e dopo un po' ecco spuntare il pianista che l'avrebbe accompagnata durante l'esibizione.
Sorrideva molto sicura di se.
D'istinto chiesi ad Anya se quella fosse la sua amica.
- Si lo è...lei è Costia Green.-
- Lei è bellissima.- con il filo dell'occhio vidi che Anya aveva sorriso al mio commento.
- Aspetta di sentire come suona.- mi disse sistemandosi e preparandosi per l'ascolto.
Costia alzò il violino e lo posizionò sulla spalla. E con l'altra mano preparò l'archetto. Un attimo dopo mi abbandonai a quel dolce suono di violino che mi rubò immediatamente il cuore. Costia era davvero brava...i passaggi...anche quelli più virtuosi le venivano come la cosa più naturale del mondo. Mi ricordo come i brividi passassero lungo la mia schiena mentre l'ascoltavo per la prima volta. Era magnifico.
Un'ora dopo io e Anya rimanemmo ad aspettarla fuori per congratularci con lei.
La vidi arrivare...la notai subito a causa dei capelli, ma si era cambiata. L'abito lungo...da concerto...non ce l'aveva più. Ora portava dei semplici jeans e una maglietta bianca e stretta con sopra una giacca di pelle.
Sempre più il mio tipo
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Io sono Lexa
फैनफिक्शनChi è Lexa? Perché crede che l'amore sia una debolezza? Quale disgrazia le è successa? Leggete la sua storia e lo scoprirete
