Capitolo trentasei

79 3 0
                                        


Jesse si è svegliato due giorni dopo, i medici hanno gradatamente diminuito i farmaci che lo tenevano in coma e per fortuna riesce a respirare autonomamente, assume degli antidolorifici per i dolori che avrà inevitabilmente per un po' soprattutto alla testa e alla gamba ma sta bene, è vivo ed è quella la cosa importante.

Quando si è svegliato mi ero appisolata a fianco a lui e all'improvviso mi sono sentita accarezzare i capelli, pensavo di sognare poi una carezza sul viso e ho spalancato gli occhi e ho visto un timido sorriso stanco e un "ciao Diddy" sussurrato.
I miei occhi si sono riempiti di lacrime e l'ho abbracciato forte, "sei uno stupido" "stupido, stupido" " non lo fare mai più" gli ho detto e poi gli ho detto che se gli fosse successo qualcosa, sarei morta con lui dal dolore. È stato spostato in un reparto di Chirurgia generale e adesso possiamo venirlo a trovare più spesso .

Ashley ha ripreso a essere se stessa, era un'anima in pena e non faceva che piangere. Jesse le aveva spesso chiesto di stare insieme ufficialmente ma lei era restia, diceva che le andava bene così il loro rapporto e che non era necessario ma aveva solo paura. Quando Jesse era in coma non faceva che ripetere di amarlo da morire e che non glielo aveva detto e il rimorso la stava corrodendo dentro.

-"Che hai fatto al polso?"- chiede Jesse.

-"È una sorpresa per te!"- dico io euforica.

-"Guarda"- dico togliendo la garza.
Lui quando vede il tatuaggio sgrana gli occhi e mi prende la mano.

-"Hai fatto il nostro simbolo!"- esclama sorpreso.

-"Ti avevo detto che lo avrei fatto e in questi giorni che ho temuto di..."- mi blocco a causa di un singhiozzo, prendo un respiro profondo, non voglio piangere davanti a lui.

-"Ehi.. avanti non piangere più. Sto bene, è tutto passato!"- dice lui.

-"Dovrei consolarti io, non il contrario!"- rispondo.

-"Allora ha fatto male fare il tatuaggio?"- chiede.

-"Da morire cavolo, se non fosse stato per te sarei scappata lasciando tutto a metà"- dico ricordando il male cane che ho sopportato.

-" Il polso è un punto sensibile. Come... Come va con Daniel?"- chiede e io mi rabbuio immediatamente.

-" Non va. Lui è venuto praticamente tutti i giorni per chiedere di te e per vedermi. Non si arrende e vuole che lo perdoni ma sai come sono e se penso alla facilità con cui faceva finta di non sapere niente mi sale una rabbia che vorrei dargli un pugno."- rispondo.

-" Ma se lo ami e lui ti ama dovrai perlomeno ascoltarlo. Dopotutto ha passato un anno a proteggerti, non pensare solo alla bugia ma pensa, chi avrebbe sacrificato le giornate a stare dietro una ragazzina che nemmeno conosce? Io gli sono riconoscente dell'aiuto che ha dato a papà e sono sicuro che non sia una cattiva persona"- dice e lo so che ha ragione, la situazione era particolare e magari io avrei agito allo stesso modo se fossi stata al suo posto.

-"Magari se viene anche oggi gli parlo"- borbotto e lui sorride.

-"Brava bambina"- dice rovinando tutti i capelli.

In quel momento entrano mamma, papà e Jacob che erano andati a casa per prendere dei cambi per Jesse.

-" Ti ho portato il computer così puoi passare il tempo con qualche film e ti ho portato anche il tuo Kindle"- dice Jacob.

-"Grazie, almeno saprò come passare il tempo"- dice Jesse.

-" Come ti senti? "- chiede mamma.

-" Bene, a volte ho delle fitte alla testa allucinanti ma presumo sia normale"- dice Jesse.

TWINSDove le storie prendono vita. Scoprilo ora