Capitolo 32

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Volevo scomparire.
In un modo o in un'altro avrei voluto che qualcosa, qualsiasi cosa mi portasse via da lì, non volevo scoprire il seguito di ciò che stava per avvenire.
Mi ero impegnata così tanto nelle ultime settimane che era sembrato facile pure non pensarci.
Sembrava finita, ma non lo era.
Tutto era rimasto fermo, immobile, come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere.
Ero troppo vicina, quell'esplosione mi avrebbe fatto male.
Faceva già male.

Christian si irriggidi, e anche io lo feci.
Mya rimase con la mano a mezz'aria che impugnava il coltello.
Già due fette della torta, che capii nessuno avrebbe mangiato, erano nei piatti di carta.
"Merda" la sentii sussurrare, e Christian proprio in quel momento mi afferrò la mano.
Mi vanne un'irrefrenabile voglia di scacciarla, di allontanarla da me e prendere a respirare per un momento.
Non lo feci, non lo feci perché avrei solo complicato ancora di più le cose.
E le cose erano già abbastanza complicate.

Logan aveva addosso il suo solito paio di jeans vecchi e rovinati, un paio di Nike bianche ai piedi e le collanine che facevano avanti e indietro, sbattendo sulla maglia bianca che portava.
Aveva i capelli lucidi, e la fronte imperlata di sudore.
Capii che l'ora precedente aveva avuto educazione fisica, e che nonostante si fosse cambiato ancora ne portava con sé i segni.
Riluttante alzai lo sguardo verso il cortile superiore, dove tempo prima avevo consegnato la maglietta a Logan, cosa che in realtà mi parve successa una vita fa.
Vidi una schiera di gente affacciata di sotto, e molti di quegli occhi erano già rivolti verso di me.
La cosa non mi piacque, e così mi girai verso Christian e notai che anche lui se n'era accorto.
Non poteva andare peggio.

"Cassie!"
Sentii il mio nome pronunciato da quella voce come se non lo sentissi da una vita.
Come se fosse una cosa nuova e inaspettata.
Odiai me stessa per questo pensiero, per il calore della mano di Christian nella mia.
Per le lacrime che già sentivo che di lì a poco, sarebbero scese.

"Mya, ciao" Logan si arrestò, guardò la mia amica, poi me.
Si soffermó un'attimo.
Da quanto tempo non lo guardavo negli occhi, mi domandai.
Da quanto tempo cercavo di evitare ogni contatto con lui?
Per quanto tempo mi aveva preso in giro?
Distolsi lo sguardo, e venni tirata indietro da Christian che di punto in bianco si piazzó tra me e lui.
Sentii Mya inspirare di scatto.

"Taylor, amico mio" disse Logan ammiccando un sorriso per niente bonario.
Ebbi lì la certezza che sarebbe andata male ogni cosa.

"Che cosa vuoi?" Christian non usò mezzi termini, usando un tono che non suggeriva altre interpretazioni, strinse il pugno con la mano libera.
Le nocche gli diventano bianche ed ebbi paura.
Intanto Mya si era spostata di fianco a me, lasciando tutto sul muretto in balia del vento che, proprio in quel momento, iniziò a soffiare leggero.

"Calma amico, non ti scaldare. Ho visto la torta da sopra, e ho chiesto in giro.
Quanti anni sono quindi? Venti, ventuno? Ancora al primo anno eh?"
Rise, rise come se ne provasse veramente gusto. Come se avesse detto la cosa più divertente sulla faccia della terra e nessuno poteva contestargli qualcosa.
Christian aspettò finisse.
Lo sentii prendere un respiro, e automaticamente per incoraggiarlo gli strinsi più forte la mano.

"Sono diciotto, grazie. Adesso se hai finito e se ti vuoi pure levare dalle palle mi faresti una grande cortesia. Tra poco suona e dobbiamo ancora mangiare la torta" la sua voce scese di tono, come se alla fine non gli importasse più se lui riusciva a sentire o meno ciò che stava dicendo.
Si girò verso di me e Mya, e con un cenno della testa indicò la torta.
La guardai, aveva avuto tempi migliori.

"Oh ma dai, Taylor! Cavolo credevo fossimo amici, che motivo hai di trattarmi in questo modo?" un ghigno comparve sul volto divertito di Logan mentre le sue braccia si allargavano e le spalle si alzavano.
Si guardò in torno, come se aspettasse che qualcuno gli rispondesse, o provasse semplicemente ad andare contro ciò che aveva appena detto.
Mi resi conto che gli occhi puntati su di noi erano molti, parecchi anzi, visti tutti gli amici di Logan al piano di sopra affacciati e in attesa, aspettando solo il momento adatto in cui prendere consapevolezza che la questione si sarebbe fatta davvero divertente.
E sotto il mio punto di vista, in quel momento nulla poteva essere diventente.
Nessuno aggiunse nulla, mentre Logan continuava a ridersela sotto i baffi.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Nov 19, 2025 ⏰

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