16. Lacrime guarite

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Finalmente tra 10 giorni è NATALE.
Tutti questi giorni erano diventati monotoni, studiavo sempre, le chiacchierate in mensa, c'era Brendom che dopo la figura di merda che gli ho fatto fare mi ha dato della stronza, inutile dire che la punizione l'ho fatta prendere pure a lui, ho scontato la mia punizione dopo aver confessato di essere stata io a raccontare tutto e poi c'era Kevin, con lui le cose andavano... andavano. Alcune volte ci siamo trovati a parlare, ma non avevamo avuto conversazioni molto lunghe visto che ci vedevamo solo a scuola e niente di più.

Oggi sono iniziate le vacanze Natalizie perciò sono a casa con mio fratello e mia madre, anche se io in tutto questo tempo ero in camera mia a leggere un libro mentre ascoltavo la musica, sempre tema natalizio. Non capisco come riesco a mantenere la concentrazione mentre suona la musica, qualche volta mi distraggo per canticchiare una canzone ma per il resto mi immergo nel mondo del libro.
Adesso però decido di andare al piano di sotto da loro per parlare un po' e sgranocchiare qualcosina.

Mentre scendo le scale, sento mia madre e mio fratello litigare, dicono:
-Ci credo che hai smesso, ma stai mettendo in pericolo tutti- urla mia madre. Spero non stia parlando di quello che sto pensando.

-Io non so che fare- dice Benjamin.

-Devi sapere precisamente cosa vuole, stai mettendo in pericolo Audrey lo capisci? E solo per colpa di ciò che è successo nel passato, perché lo hai fatto? Siamo arrivati qui per avere una nuova vita e i tuoi amici arrivano qui a minacciarci per telefono dicendo cose su Audrey, ti pare normale?- dice mia madre sul punto di piangere.
Dopo quello non sento più nessuno e solo flashback coprono la mia mente. Non ci credo. Sono tornati. Io-io speravo fosse finito tutto da quando siamo arrivati qui, pure io pensavo di arrivare qui e cambiare vita.
Mi tocco la guancia per asciugare le lacrime e scappare perché sento di non sentirmi al sicuro qui adesso.

Corro subito in camera mia e cerco di calmarmi, devo andarmene da qui voglio riposare per riflettere.
Sentì arrivare un messaggio al mio telefono, lo prendo e vedo che è da parte di Kevin che mi chiede se sto bene, momento peggiore non poteva trovarlo. Non so che rispondere.
Forse la risposta è lui, forse mi può venire a prendere e portarmi da qualche parte.
Riprendo il telefono, cerco il suo numero nella rubrica e appena lo trovo lo chiamo subito. Anche se continuo a lacrimare e a singhiozzare mi deve venire a pendere e portarmi da qualche parte. Qualsiesi parte va bene ma ho bisogno di distrarmi.

-Si pronto Audrey, tutto bene?-

-Vienimi a prendere fuori casa mia- gli dico.

-Certo vengo subito- detto questo attacca subito.

Io non sono stupida perciò esco dalla finestra della camera mia e non dalla porta perché non voglio vederli far finta di niente quando... IL PASSATO RITORNA, letteralmente.

Aspetto non più di 5 minuti e lo vedo arrivare a tutta velocità con la sua moto.
Io probabilmente avrò uno aspetto orribile perché dopo tutto questo tempo non ho smesso di piangere, avrò degli occhi gonfi e capelli tutti arruffati ma non importa in questo momento.

-Eccomi piccola, veni qui- Kevin scende dalla moto, si toglie il casco e mi abbraccia subito ed io mi ritrovo con la faccia sulla sua spalla. Ormai mi sono calmata, appena è arrivato lui è come se fossi protetta, mi sento al sicuro con lui.

-Piccola, dove vuoi andare?- mi chiede. Ogni volta che mi chiama così mi viene da sorridere e mi fa sentire come una bambina.

-Ovunque, basta che sia lontano da qui- gli dico e lui sale subito sulla moto e io faccio lo stesso. Mi da il suo casco e partiamo.

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Adesso ci troviamo al mare, ormai mi sono calmata e tutto grazie alla sua presenza. Non potevo mai immaginare che mi potrebbe far questo effetto stare con lui qui, al mare, nel buio. Ormai sono passati un paio di minuti da quando siamo qui e sto molto meglio, posso dire che sto bene.

Opposite attractDove le storie prendono vita. Scoprilo ora