Mi risveglio con un mal di testa atroce, mi fa male anche la schiena.
Apro per bene gli occhi e capisco che non sono nella mia adorata camera da letto, non sto sul mio letto, non vedo il mio soffitto, non sento il buon odore di camera mia, mi trovo in una specie di cella per terra, come se fossi in prigione ma non credo di esserlo perché ieri non ho fatto niente di illegale.
Devo capire cosa è successo:
Sono andata alla festa, eravamo tutte, poi ho incontrato Kevin, abbiamo parlato e ci siamo seduti davanti al falò con la vista al mare, poi ha chiamato sua sorella e io sono andata a prendere da bere, il cameriere che avevo chiamato panda mi ha infine detto che c'era Kevin ad aspettarmi io ci vado e scopro che non era Kevin ma Black, da lì non avevo forze e sono svenuta, ma perché? Probabilmente è stato quel panda a darmi un sonnifero se non di peggio...
Mi alzo da terra per cercare di aprire questa cella ma niente, non si apre.
Cazzo ma ieri ero con delle persone, si saranno preoccupate, per colpa mia adesso saranno preoccupati.
Per una volta che le cose vanno bene e spero che vadano bene... BUM... tutto esplode e niente va bene.
Io ho una famiglia, degli amici e anche Kevin cioè un fidanzato che mi possono tirare da qui però adesso per colpa mia si staranno preoccupando, quanto vorrei che loro non mi avessero mai conosciuto.
Ma che ora è? Ho freddo, ho degli short è una T-Shirt, di certo non potevo aver caldo. Forse se grido qualcuno potrebbe uscire... ma cosa dico, manco Dio scenderà per aiutarmi adesso.
Provare non costa nulla:
-Hey c'è qualcuno? Ho freddo e come minimo mi dovreste dare un letto e una coperta bella calda per le tasse che paga mia madre, dai scherzo era solo per ridere un po'- quanto sono stupida di certo non ci sarà nessuno che mi sentirà e la battuta è stata pessima.
D'improvviso la porta viene aperta da... Dio non ci credo... fai serio? Inizio a ridere perché io non ci avrei mai creduto che lo avrei più visto, chi si ricordava la faccia di questo?
-Che ridi?- chiede.
-A me fa ridere vederti e vedere che sei diventato lo schiavo di Black per avere quello schifo- mi trattengo e finisco di ridere.
Sta per chiudere la porta ma io intervengo prima:
-Non chiudere-
-Vorrei solo chiederti che ore sono-
-Le 6 del mattino- subito chiude la porta e non mi dà il tempo di chiedergli un'altra cosa.
È ancora presto e ho sonno, potrei fare quella cosa che fanno i carcerati cioè di segnare i giorni che sto qui ma non c'è niente per segnare. Tutto ciò è assurdo.
Prima pensavo che sarebbe bastato parlare e invece a lui serve rinchiudermi e farmi morire di fame, ma guarda un po' che idiota, spero che mi dia da mangiare e sopratutto da bere.
Lui dovrebbe sapere che sono stupida e in queste situazioni io mi diverto cioè ci rido su anche se dopo 1 ora col cavolo che rido perciò bisogna pensare a un piano perché di certo lui non mi farà uscire presto ma non starò qui a lungo, massimo una settimana.
Tengo tutti i capelli spettinati ma tengo ancora le forcine. Ne prendo una e cerco di aprire la cella ma niente da fare, i film sono tutti falsi, vorrei vedere i film come nella vita reale, così è certo che il protagonista morirà... cioè no, Audrey non dire queste cose perché adesso sei tu in questa situazione è pensare al peggio non si può. Ma anche parlare con se stessi non è normale.
-Ahhhhhhhhhhh- urlo per sfogarmi.
La porta viene aperta sempre con questo:
-Che cazzo ti urli-
-Ma come ti permetti di parlare così con me? Chi ti credi di essere? Vieni qui che ti faccio vedere cosa ti dice la mia mano come la pensa-
-Calma Audrey, non sprecare le tue energie, non so quando avrai da mangiare e se uscirai-
-Ok ok grazie per il consiglio, ma potresti rimanere per farmi compagnia parlare, tu puoi stare zitto tranquillo ma devo parlare con qualcuno sennò parlo con me stessa e diventerò fastidiosa- spiego la circostanza e lui sembra essere ceduto, chiude la porta e rimane qui. Tutto ciò è spaventoso... mi sento male.
-Allora, come va?- chiedo.
-Seriamente lo vuoi sapere?- chiede di conseguenza.
-No- rispondo fredda e ricomincio a parlare.
-Ma non capisco, cioè io i tuoi genitori li conosco e sono brave persone mentre tu fai schifo- vengo interrotta da lui che sussurra:
-Grazie-
Riprendo a parlare:
-Ma lo sanno lo schifo che fai?- chiedo sempre io.
Lui non risponde perciò continuo a parlare io:
-Io stavo bene, la mia vita devo dire è cambiata tanto ma tanto da quando ci siamo trasferiti qui ma ovviamente non ti dirò niente perché poi lo riferirai a Black perciò-
Da qui nessuno parla e cala un silenzio fastidioso.
-Comunque mio fratello sta bene- lo informo di questa cosa perché sono sicura che se lo starà chiedendo.
Ok si vede che è molto socievole.
-Cosa vuole da me Black?- chiedo con voce bassa come se dire quella cosa fosse proibito.
-Non posso dirlo- apre subito la porta ed esce.
Lui sa tutto e questa cosa non piace neanche a lui.
Devo ammettere che lui è stato protettivo nei mie confronti, ricordo quando Benjamin mi aveva insultata in tutti i modi possibili e lui mi ha difesa dandogli un pugno in faccia, non è stato un'azione buona però se la meritava davvero tanto.
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Sto qui dentro da diverse ore e potrei scoppiare a piangere, mi sento male per i miei amici e la mia famiglia perché si staranno preoccupando tanto e mi mette ansia... ho un'idea!!!
-Senti coso- chiamo quello e il suo nome dovrebbe essere Vincent.
Apre la porta e chiede subito:
-Che c'è?-
-Vorrei chiederti un piccolo favore- lui rimane zitto perciò continuo io:
-Potresti scrivere a mia madre che sto bene, ti dò il numero, tu scrivi "ciao mamma, sto bene, non posso raccontarti tanto perché l'unica cosa che ti direi è che questa gente fa schifo e qui dove sono rinchiusa c'è una puzza orribile"- lui mi guarda strano e subito dopo prende il telefono.
-Dimmi il numero-
Gli dico il numero e alla fine scrive che sono Audrey e che sto bene. Certe volte si vede quanto è stupida la gente. Ho scritto il messaggio per non farli stare male ma sopratutto perché da un messaggio si può rintracciare da dov'è stato mandato così mi ritroveranno più presto del dovuto.
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Opposite attract
Literatura Feminina~IN AGGIORNAMENTO~ Lei, Audrey Gray, era come il sole, sorrideva sempre era felice voleva bene a tutti ed è anche molto complicata come ragazza, ma questa è la sua nuova vita questa è la nuova lei, dopotutto il passato alla fine ritorna fino a distr...
