31. Tutto bene?

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Ormai sta iniziando Aprile e piano piano sta per finire la maledettissima scuola, anche se esagero a dire che la scuola è maledettissima perché dopotutto è qui che ho conosciuto molti dei miei amici ma sopratutto è grazie alla scuola che adesso io Alexis, Megan, Jennifer, Logan siamo amici ma ho conosciuto anche altre tante persone come Crystal e c'è pure Lucas che è un mio amico; poi c'è Kevin, non so cosa siamo, credo che siamo amici però gli amici non si baciano quando vogliono, ma non siamo neanche fidanzati, siamo un mix di non so che cosa.

-Signorina Grey- mi richiama il professore. Cosa ho fatto?

-Si?- rispondo spaventata che probabilmente sono diventata pallida.

-Chiedevo alla classe cos'è per voi la speranza e non credo hai sentito- dice il professore.

-Ma devo rispondere io?- chiedo.

-Se sai la risposta allora prego-

-Ok... per me la speranza è un qualcosa che non sempre trovi facilmente, come si dice è l'ultima a morire proprio perché c'è sempre quella luce che speri di raggiungere un giorno. È sempre presente sopratutto nella tristezza perché se sei triste la speranza si trova lì infondo a tutto ma c'è, ci sarà sempre e la troverai. Anche nelle cose belle c'è la speranza, è colei che ti fa continuare. Se una persona ormai perde tutte le speranze è perché ha perso tutto, non ha più niente e così scompare quella scintilla- spiego ciò che penso e vedo il prof guardarmi sbalordito e anche tutti i compagni di classe.

'DRINNNN'

La campanella suona e mi salva. Scappo come un flash ma vengo interrotta dal mio professore che mi chiama:
-Signorina Grey- mi avvicino lentamente mordendomi un labbro per l'ansia di ciò che mi dirà. So di aver fatto un bel discorso ma mi mette sempre ansia pensare cosa ne pensano gli altri, soprattutto i professori.

-Che volete professore?- chiedo.

-Volevo complimentarmi perché forse neanche io sarei riuscito a dare una spiegazione così adeguata per la speranza, ne sono davvero felice- parla il prof.

-Ok prof. io vado- scappo verso l'uscita che ormai ho finito e posso tornare a casa. Forse dovevo ringraziarlo ma mi metteva troppo a disagio.

Aspetto mio fratello per 10 minuti, appena arriva mi chiede le solite domande e finalmente torniamo a casa. Anche mia madre mi chiede le stesse cose ed io, come sempre, insulto la professoressa di matematica e poi mangiamo.
Appena finisco di pranzare mi ritiro in camera per leggere uno dei miei tanti libri che non ho ancora letto. Mi metto gli auricolari, riproduco la mia playlist e inizio a leggere.

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Passano le ore sopra il mio orologio e sono a metà libro che mi viene una fame che può essere guarita solo da qualche dolciume.

Apro la mia dispensa proibita e cerco qualcosa da sgranocchiare. Prendo delle doritos e riprendo a leggere senza musica questa volta.

Dopo 10 minuti sento dei rumori ma non capisco da dov'è provengono. Cazzo e se è Black? Mi guardo intorno per controllare. Una mano sbuca dalla finestra e bussa. Cosa? Ma chi è? Non credo che i maniaci bussano alla finestra ma io per sicurezza prendo sempre un'arma, cioè un'ombrello. Io mi avvicino e intravedo il viso di Kevin? Ho le allucinazioni?
Mi sorride e chiede di aprire. Oh si vero!!!
Apro la finestra e aiuto Kevin ad entrare ma fa tutto da solo.

-Che ci fai qui?- chiedo in mezzo alla stanza.

-Sono venuto per chiederti come stavi, è da tempo che non parlavamo sai-
In effetti l'ultima volta che ci siamo "parlati" lui ha sferrato un pugno ad Isaac e poi mi ha baciata.

- ma sai che c'è gente che vive con me e se ti vede ti sparano?- lo informo di questo piccolissimo particolare.

- non mi importa, almeno l'ultima persona che avrei visto saresti tu- dice con una voce così sexy e sul viso si forma un sorriso vero.

-Tutto bene?- domanda.

-Credo di si-

-Perché credi? C'è qualcosa che ti turba?- mi chiede preoccupato e si avvicina di qualche passo.

-Non lo so- mi gratto la testa per l'imbarazzo. Non so neanche perché gli ho detto "credo di si" e non "si" come faccio sempre.

-Racconta tutto- mi rassicura. Ma di cosa gli parlo? Di tutto...

- In realtà questi giorni sono un po' preoccupata cioè in realtà lo sono da sempre però questi mesi perché una persona che si chiama Black- mi fermo perché sto raccontando tutto quello che non ho mai detto ed è veramente difficile - lui... è una persona che vuole delle cose da noi cioè i soldi per colpa di mio fratello e una volta la stessa persona mi ha sparato sulla spalla però non mi è successo niente per fortuna. Dopo quello siamo arrivati qui quest'estate- spiego più o meno ciò che tengo in me da sempre. Ammetto che gli ho raccontato le cose più leggere da raccontare perché ormai l'ho accettato ma c'è tanto altro che ho solo paura di esprimere.

-Tranquilla piccola, ci sono per te- Lui con un gesto improvviso mi abbraccia.
Gli abbracci non mi sono mai piaciuti tanto
Rimaniamo abbracciarti finché la porta di camera mia viene aperta da mio fratello. Oh cazzo, questi sono guai seri.
Mio fratello è davanti alla porta immobile senza dire niente, proprio come noi. Sembra che il tempo si sia fermato.

-Che ci fa qui Kevin?- chiede con un tono quasi arrabbiato. Ti giuro che se adesso vuole fare il fratello geloso lo caccio direttamente da camera mia, anzi lo faccio comunque.

-Niente, ero venuto qui per darle delle dritte per il compito di.... Letteratura- dice una bugia Kevin. Perché mentire? Non poteva dire solo che era venuto da me e basta?
Mi giro verso di lui per chiedergli spiegazione senza che mio fratello capisca.

-Allora avete fatto?- chiede di nuovo mio fratello. Adesso mi ha rotto.

-Ma cosa vuoi, vai via è camera mia questa- gli urlo, lo spingo fuori e gli chiudo la porta in faccia. Così impara a farsi i fatti miei.

-Ti consiglio di non entrare, ho una mazza da baseball che mi hai proprio comparato tu- urlo per farmi sentire da lui ma non sento nessuna risposta.
Adesso passiamo a Kevin.

-Mi spieghi perché non hai detto la semplice verità? Io odio mentire, e tu non dovevi farlo, adesso mi ricatterà- lo rimprovero mentre mi siedo goffa sul letto accanto a lui.

-Io so com'è fatto lui... cioè nel senso i fratelli perciò sarebbe andato subito a pensare come strane ed era meglio dire una innocua bugia- spiega troppo calmo per i miei gusti. Lui cosa ne può sapere dei fratelli? E poi non tutte le persone uguali anche se secondo me ha ragione questa volta.

-Adesso vado ciao- mi saluta ed esce non dalla finestra ma dalla porta come se fosse casa sua.
-Ok ciao- lo saluto e va via. Io rimango sul letto a guardare il muro e a pensare troppe cose confuse.

Opposite attractDove le storie prendono vita. Scoprilo ora