21. È meglio così

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Non so perché oggi decido di farlo o forse lo so il perché, quel giorno in cui pensavo dovessi trasferirmi ho capito che ci tengo molto a Kevin e non so neanche se è giusto, o se è sbagliato ma vorrei avere risposte. Nella vita ho avuto molte domande senza mai una risposta ma almeno oggi mi merito delle risposte.
In pratica oggi ho deciso di parlare con Kevin. Alexis e Megan dopo quella serata di ricordi mi hanno ricordato molte cose di Kevin e io ci tengo a lui e gli voglio bene, molto, troppo.

-Ragazze oggi non ho voglia di andare in mensa, non ho fame, però voi andate- trovo una scusa alle ragazze che sono venute da me per andare insieme in mensa. Io non ci vado perché devo parlare con Kevin che ultimamente non c'è più in mensa perciò lo devo cercare.
-Ma puoi sempre rimanere solo a parlare con noi- mentre Megan parla vedo Kevin andare da qualche parte a passo veloce. Questo è il mio momento.

-Ragazze io vado...- non le do il tempo di rispondere che corro subito alla sua direzione senza mai staccargli gli occhi di dosso infatti vado a sbattere contro un paio di persone per non averli visti.

Quando ormai intorno a noi non c'è nessuno o solo qualcuno, io lo chiamo.

-Kevin- grido per farmi sentire.
Lui si gira, mi guarda e non posso spiegare che espressione abbia, si rigira e continua per la sua strada. Io gli corro dietro chiamandolo finché non mi risponde. NON MI ARRENDO.
Da quando corro per un ragazzo? Da quando non sono io a scappare? Posso dare solo io una risposta ma non adesso, dovrei pensarci meglio.

Di colpo si ferma e io vado a sbattere contro la sua schiena. Sento il suo profumo, profumo che non sento da tempo e che vorrei sentire sempre.

-Che vuoi?- mi dice con tono arrabbiato.
Da quando è ritornato ad essere quello antipatico? Io non sono venuta qui per parlare con questo Kevin ma con l'altro. È difficile parlare con una persona che ha 2 personalità.

-Ti volevo parlare- dico guardandolo negli occhi e con un'espressione arrabbiata.

-Io invece non voglio parlare- mentre lo dice si guarda intorno e non guarda me.
Ma che problemi ha? Per favore spiegatemelo.

-No, bello mio tu mi ascolti, mi parli e mi rispondi perché mi sono scocciata, per parlarti ho rifiutato il cibo, e ho anche fame, perciò ti conviene ascoltarmi se non vuoi essere preso per le orecchie ed essere portato a parlare con me- grido come una matta e cercando di minacciarlo. Devo dire che non è uscita male come minaccia. Certe volte mi chiedo se il mio cervello durante la notte preparare queste cose o sono io che faccio queste trovare.

Si guarda un'ultima volta intorno e poi mi dice:
-Ok ma vieni con me- e mi prende il braccio portandomi non so dove ma sono sicura che posso fidarmi.

Entriamo in un'aula tutta al buio e non c'è nessuno. PERFETTO, posso parlare... Dai Audrey...
Cosa dovevo dirgli? Non ricordo più niente... Il trasferimento... ah si giusto devo parlargli del perché mi ignora.

-Ok... ti volevo dire, anzi chiedere perché mi ignori, perché non mi parli più, perché appena mi vedi scappi? Sai io mi sono trasferita ma pensavo che sarei andata in un'alta città dopo l'annuncio di mamma pensa un po'- parlo a vanvera e non credo che lui mi abbia capito. Torturo le mie mani per l'imbarazzo che sento sempre quando sto con lui.
Mi guarda con le mani incrociate ma con uno sguardo duro. DIO IO NON LO CAPISCO.

-Perché questa cosa tra di noi non può funzionare!! Ed è meglio - alza la voce come per sgridarmi.
Bello, tu con me non gridi.

-Ma ti sei chiesto per chi? Per te o per me?- chiedo avvicinandomi di un passo.

-Per entrambi- Ma perché fai così? Perché? I miei occhi mi bruciano ma non devo piangere, mi sono promessa che mai piangerò per uno stupido ragazzo. Devo pensare che è meglio così, è meglio se non parlo più con lui, penserò più alle mie amiche e alla mia famiglia.
E se tutto ciò che sta dicendo è una scusa per non dire che con me... ho capito tutto adesso.

-Ho capito, allora per te sono stata uno stupido gioco, dovevi provarci con la nuova arrivata e per te è stato tutto un gioco, adesso ti sei inventato una stronzata per non dire che TU. CON. ME. HAI. GIOCATO- gli urlo le ultime parole e decido di andarmene ma vengo fermata da quel essere chiamato Kevin.
Mi guarda e poi si butta sulle mie labbra. Dio le sue labbra, le farfalle nello stomaco. NO, Audrey non puoi farti ingannare e cerco di staccarmi anche se non ho forza. Stavo ricambiando ma mi sono staccata, è molto meglio così. C'è quel qualcosa che mi attrae a lui e se adesso non mi stacco non so quando ci riuscirò.

Quando apro la porta per andarmene, vedo ciò che avrei preferito non vedere.
Jessica. Con il telefono rivolto verso di me, con la foto del bacio. Ci ha spiato.
Ma cosa ho fatto per meritarmi questo? Se mi date una spiegazione capirò.

Cerco di prendere il telefono ma non ci riesco perché lo toglie dalla mia prospettiva.
CAVOLO.
Cosa vuole adesso questa da me? Mi vorrà ricattare o cosa? Fra poco la vendo al mercato nero.

-La gente piacerà sapere che prima ti prendi Brendom e poi Kevin... puttanella-
L'ha pubblicato. Ormai lo sanno tutti. Tutti adesso vedranno la foto e ovviamente fraintenderanno tutto tutti. In questa scuola tutti si fanno i fatti degli altri e quest'anno i miei fatti se li fanno un po' tutti visto che vengono pubblicati in quel blog di stupidi. Mi interessa proprio chi lo abbia creato e sopratutto chi lo dirige, dovrò chiederlo ad Alexis.
Ma io dico Kevin che sta dietro a me non dice niente? Gli sta bene? È lui che è troppo tranquillo o io troppo paranoica?

CONTINUA...

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