-Kevin sei tu?-
Era Kevin a suonare, era lui che suonava quella melodia e WOW è davvero affascinante con la chitarra appoggiata sulle gambe.
Mi guarda e i suoi occhi sono come raggi X.
-da quando abbiamo tutta questa confidenza da chiamarci per nome?- avevano ragione che era antipatico.
-da quando sei antipatico? ah giusto, da sempre- in realtà non lo conosco e non lo posso giudicare però non potevo stare zitta.
-senti santarellina puoi anche andare a fare quello che stavi facendo se ti sto antipatico-
-No, non stavo facendo niente e qui sei l'unica persona quindi io rimango perché mi scoccio di tornare alla festa e mi scoccio anche di stare da sola. Domanda, perché mi hai chiamata santarellina?-
Mi siedo sulle scale su cui è seduto anche lui cercando di avere una normale conversazione con questo anche se non credo proprio succederà.
-nessuno ti ha dato il permesso di sederti davanti casa mia- mi dice ma io non lo ascolto anzi gli vorrei fare un'altra domandina.
-Posso farti una domanda?-
-NO-
-ma per caso ti ho fatto qualcosa? Perché mi rispondi male? Non ci conosciamo completamente e tu mi tratti male, allora dimmelo se hai problemi con le persone così non so ti chiamo qualcuno per aiutarti- dico per farlo un po' ridere e farci una risata ma niente, sembra pietrificato.
-ma non ti avevo detto di NO? ma non era 'una' domanda?-
-la smetti di rispondere con delle domande- dico, che tanto ormai non ci sto capendo niente.
-Nessuno ti ha detto di parlare con me- risponde. Io non lo sopporto però preferisco restare con lui che sola.
Cala un silenzio tombale, non si sente niente a parte della musica dalla casa affianco.
Strano che lui non sia alla festa, la prima apparenza che ho avuto su di lui è che fosse il solito che si crede Dio e si scoperebbe tutte le ragazze tranne le nerd e quelle reputate dai ragazzi "sfigate", cioè le ragazze che sono più intelligenti di loro.
-perché non sei alla festa?- chiedo
-non mi piacciono molto le feste- risponde guardando non so cosa. Almeno questa è stata una risposta decente.
-ah... strano, ti facevo tipo da feste-
-io non ti facevo tipa da feste-
-e che tipo ti sembro?- chiedo interessata dalla sua prossima risposta.
- ti facevo tipa da ragazza viziata con famiglia ideale, soldi, e che il mondo é rose e fiori- afferma per poi fare una faccia di disgusto. Si vede che non mi conosce affatto.
-allora ti sei sbagliato completamente sul mio conto- rispondo ridendo.
-oh wow, tu sei strana, pensavo ti arrabbiassi sentendo questo e invece stai ridendo... ma sentiamo che tipo saresti- si gira verso di me facendomi sentire in imbarazzo, sarà per il vestito, chi lo sa.
-allora... io non ho per niente una famiglia ideale, inpratica non tengo un padre e non so manco dove si trova da ormai 7-8 anni, tengo una madre che per me è stata sempre perfetta e ho un fratello,Benjamin,sinceramente lo odio ma dettagli e poi non penso che la vita è rose e fiori - dico e mi giro verso di lui, la sua espressione è strana, cose se avessi detto qualcosa di sconvolgente.
-tu hai un fratello?- mi chiede con tono quasi spaventato.
-si, è strano?- chiedo alzando un sopracciglio.
-no, no- dice per poi alzarsi -adesso dovresti andare, ciao- e poi entra subito dentro casa.
Questo tipo si che è strano ma faccio come ha detto e vado a chiamare le ragazze per andare a casa che ormai sono le 1:03 e ho sonno e anche fame se ci penso.
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Opposite attract
Literatura Feminina~IN AGGIORNAMENTO~ Lei, Audrey Gray, era come il sole, sorrideva sempre era felice voleva bene a tutti ed è anche molto complicata come ragazza, ma questa è la sua nuova vita questa è la nuova lei, dopotutto il passato alla fine ritorna fino a distr...
