4. e che tipo ti sembro?

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-Kevin sei tu?-

Era Kevin a suonare, era lui che suonava quella melodia e WOW è davvero affascinante con la chitarra appoggiata sulle gambe.
Mi guarda e i suoi occhi sono come raggi X.

-da quando abbiamo tutta questa confidenza da chiamarci per nome?- avevano ragione che era antipatico.

-da quando sei antipatico? ah giusto, da sempre- in realtà non lo conosco e non lo posso giudicare però non potevo stare zitta.

-senti santarellina puoi anche andare a fare quello che stavi facendo se ti sto antipatico-

-No, non stavo facendo niente e qui sei l'unica persona quindi io rimango perché mi scoccio di tornare alla festa e mi scoccio anche di stare da sola. Domanda, perché mi hai chiamata santarellina?-

Mi siedo sulle scale su cui è seduto anche lui cercando di avere una normale conversazione con questo anche se non credo proprio succederà.

-nessuno ti ha dato il permesso di sederti davanti casa mia- mi dice ma io non lo ascolto anzi gli vorrei fare un'altra domandina.

-Posso farti una domanda?-

-NO-

-ma per caso ti ho fatto qualcosa? Perché mi rispondi male? Non ci conosciamo completamente e tu mi tratti male, allora dimmelo se hai problemi con le persone così non so ti chiamo qualcuno per aiutarti- dico per farlo un po' ridere e farci una risata ma niente, sembra pietrificato.

-ma non ti avevo detto di NO? ma non era 'una' domanda?-

-la smetti di rispondere con delle domande- dico, che tanto ormai non ci sto capendo niente.

-Nessuno ti ha detto di parlare con me- risponde. Io non lo sopporto però preferisco restare con lui che sola.
Cala un silenzio tombale, non si sente niente a parte della musica dalla casa affianco.
Strano che lui non sia alla festa, la prima apparenza che ho avuto su di lui è che fosse il solito che si crede Dio e si scoperebbe tutte le ragazze tranne le nerd e quelle reputate dai ragazzi "sfigate", cioè le ragazze che sono più intelligenti di loro.
-perché non sei alla festa?- chiedo

-non mi piacciono molto le feste- risponde guardando non so cosa. Almeno questa è stata una risposta decente.

-ah... strano, ti facevo tipo da feste-

-io non ti facevo tipa da feste-

-e che tipo ti sembro?- chiedo interessata dalla sua prossima risposta.

- ti facevo tipa da ragazza viziata con famiglia ideale, soldi, e che il mondo é rose e fiori- afferma per poi fare una faccia di disgusto. Si vede che non mi conosce affatto.

-allora ti sei sbagliato completamente sul mio conto- rispondo ridendo.

-oh wow, tu sei strana, pensavo ti arrabbiassi sentendo questo e invece stai ridendo... ma sentiamo che tipo saresti- si gira verso di me facendomi sentire in imbarazzo, sarà per il vestito, chi lo sa.

-allora... io non ho per niente una famiglia ideale, inpratica non tengo un padre e non so manco dove si trova da ormai 7-8 anni, tengo una madre che per me è stata sempre perfetta e ho un fratello,Benjamin,sinceramente lo odio ma dettagli e poi non penso che la vita è rose e fiori - dico e mi giro verso di lui, la sua espressione è strana, cose se avessi detto qualcosa di sconvolgente.

-tu hai un fratello?- mi chiede con tono quasi spaventato.

-si, è strano?- chiedo alzando un sopracciglio. 

-no, no- dice per poi alzarsi -adesso dovresti andare, ciao- e poi entra subito dentro casa.

Questo tipo si che è strano ma faccio come ha detto e vado a chiamare le ragazze per andare a casa che ormai sono le 1:03 e ho sonno e anche fame se ci penso.

Opposite attractDove le storie prendono vita. Scoprilo ora