Epilogo

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É passato quasi un anno da quando sono andata via di casa. Non è stato facile non tornare per così tanto tempo, Gabriel in ciò mi ha aiutato molto. Logan e Federica hanno provato a chiamarmi più volte, ho ceduto alla fine. Ho spiegato loro le mie motivazioni e mi hanno lasciato tranquilla.
Sto preparando nuovamente le valigie, è arrivata l'ora di rientrare a casa. Ha fatto male andare avanti, non ho dimenticato. Ho imparato che andare avanti significa arrivare a capire la situazione e pensare a come risolverla.   Ho pensato molto ad Alex, lo amo ancora come immaginavo. Non so la situazione che troverò appena farò rientro a casa, so solo che ho bisogno di vedere Leo.
Mentre salgo in macchina pronta ad affrontare il viaggio mi rendo conto che ho imparato davvero tanto anche se è stato doloroso e difficile. Un giorno un signore mi ha detto "Signorina se vuole vivere felice se ne deve fregare di più della vita. La viva come la rende più felice" e devo ammettere che è stato il consiglio più utile che mi sia stato dato in quest'anno.
Accendo la macchina e parto, non vedo l'ora di arrivare. Le prime notti da sola sono state un inferno, non riuscivo a dormire e se dormivo sognavo Alex. Avrei dato tutto per rivedere quegli occhi ancora una volta e tenerli con me ancora per un po' di tempo. Dopo un po' sono giunta alla conclusione che a tutti manca qualcosa, persino all'inizio manca la fine quindi non potevo demoralizzarmi per questo. Dovevo pensare a stare bene prima da sola per poter tornare dalle persone a cui voglio bene.

Dopo non so quante ore di viaggio arrivo, sto imbucando la strada di casa e in quel momento mi vengono in mente troppe cose che a ricordarle tutte insieme mi lacerano il cuore. Non so come ho fatto quel giorno a lasciare tutto questo, forse perché volevo davvero stare bene. Mi rifugiavo in un piccolo angolo buio e quando vedevo la luce mi terrorizzavo come un pipistrello. Ho pensato così tante volte a come limitare i miei sentimenti per non soffrire che mi sono dimenticata come si facesse a dimostrare affetto ad una persona.
Parcheggio davanti a casa, scendo dalla macchina e titubante suono il campanello. La porta si apre e vedo la faccia di mia madre. Diventa improvvisamente bianca, sembra incredula «Ciao mamma» dico titubante «Ciao» sussurra e scoppia a piangere, vado ad abbracciarla. Mamma ogni tanto l'ho sentita ma ogni volta mi pregava di tornare a casa allora preferivo non chiamarla così tanto spesso.
«Tesoro, sei dimagrita un sacco» dice allontanandosi «Non stavo tanto bene all'inizio» spiego «Ora come stai?» domanda «Ora sto bene, questa volta davvero» rispondo sorridente «Non entri?» domanda preoccupata «No, devo andare a salutare un'altra persona» rispondo «Ho capito, vai non perdere altro tempo» dice spingendomi via. Scoppio a ridere e mi incammino verso il bar. Non sanno cosa è successo, però forse è meglio così. Non so come ritroverò quel posto ma spero sia sempre uguale. Tempo cinque minuti ed arrivo, entro come se niente fosse «Buongiornoo» dico, lentamente si voltano verso di me «Non ci credo» dice Lola «Non sono morta» dico sorridendo, si avvicinano entrambi ad abbracciarmi «Ma dove eri finita?» domanda Lola «Avevo bisogno di andare via per un po'» rispondo «Un cocktail di bentornata?» domanda Manuel sorridendo «Più tardi, ora devo andare. Questa volta torno promesso» dico allontanandomi «A dopo» dicono ed esco dal bar serena. Da una parte sapevo sarebbe andata così, l'unica persona che mi preoccupa realmente è Alex. Prima di andare da lui però devo vedere Federica, con lei sono sparita del tutto. Avevo bisogno di staccare la spina da alcune persone che magari in quel momento erano nocive per me ma in realtà ero più nociva io per loro. Ora so che lavora in un negozio di animali qua vicino, non so come reagirà ma in ogni caso andrà bene.
Trovo quasi subito il negozio di cui mi ha parlato Gabriel, si è l'unico che ho sentito e visto in tutto questo periodo. Mi ha tenuto aggiornata su tutto, non riuscivo a rilassarmi non sapendo cosa potesse succedere qua.
Entro un po' in imbarazzo e la vedo di spalle che sistema gli scaffali «Buongiorno» dico, si volta sorridendo ma appena mi vede cambia espressione. Non dice nulla mi fissa incredula «Non sto avendo delle visioni vero?» domanda spaesata «No, sono tornata davvero!» urlo, molla tutto e viene ad abbracciarmi «Mi sei mancata» dice «Ma sapevi che ero tossica per te con il mio umore. Non potevo stare ancora qua a fare del male a tutti e a me stessa» spiego allontanandomi «Ho capito, ma non hai dato nessun preavviso. Hai preso e sei andata via» dice un po' nervosa «Era giusto così. Però ora sono qui e sto bene» dico «Solo per questo sei perdonata» mi dice sorridendo «Grazie» ridacchio «Resti?» domanda «Ora? No, c'è ancora qualcuno che devo salutare» rispondo sorridendo «Buona fortuna» dice facendomi l'occhiolino, scoppio a ridere ed esco dal negozio. Un'altra persona è fatta, ora manca Logan ed infine Alex. Mi impaurisce molto, non so cosa è cambiato. Vado verso la palestra e l'ansia cresce sempre di più, Logan è lì ma probabilmente ci sarà anche Alex ed è questo il problema principale. Non sono pronta ad incontrarlo, ho paura che sia incazzato nero e magari ha trovato anche un nuovo amore.

Sono davanti alla palestra da circa trenta minuti e non ho ancora avuto il coraggio di entrare. Non è facile quando fuggi per quasi un anno, certi posti non gli senti più tuoi come magari lo erano prima. All'improvviso esce Logan e mi fissa, ci mette un po' a riconoscermi ma poi lo vedo correre verso di me. Mi abbraccia così forte che gli do qualche colpo per farmi respirare «Scusa ma mi sei mancata» dice «Anche tu ma non voglio morire ora» ridacchio «Mi hai fatto prendere un bello spavento sai?» dice «Scusa, non potevo fare altrimenti» dico un po' triste «Tranquilla, Alex è a casa comunque» dice spingendomi la spalla in modo giocoso «Devo sapere qualcosa prima di andare?» domando preoccupata «No cara, ti ha aspettato come un cucciolo abbandonato» dice sorridendomi «Vado» dico titubante «Buona fortunaaa» urla mentre mi allontano.
Logan mi sembrava sincero, se mi ha davvero aspettato mi sento ancora più in colpa.

Casa di Alex non è cambiata, almeno da fuori è sempre uguale. Suono il campanello con la mano che trema per l'ansia. Sento dei passi e trattengo il respiro, la porta si apre e davanti ai miei occhi c'è Alex. È diventato ancora più bello, quegli occhi mi sono mancati da morire. Mi fissa ed io lo fisso, non so cosa dire e penso che lui sia sotto shock. Si sposta per farmi entrare e lentamente gli passò accanto entrando in casa. Mi guardo intorno e vedo Leo, mi siedo per terra e lui corre verso di me facendomi le fusa. Scoppio a piangere, quanto mi è mancato il mio bambino, la mia vita. Mi riconosce e mi vuole ancora bene, questo è ciò che chiamo amore incondizionato. Sento due mani tirarmi su e abbracciarmi, questo petto, queste braccia le ho sognate a lungo durante questo periodo. Lo stringo forte come se potesse fuggire da me, ho paura di perderlo sul serio ora «Non scappo» sussurra «Sono pronta a ricominciare» dico «Quindi ti va di essere la persona che mi resterà affianco tutta la vita?» domanda «Ovviamente si» rispondo sorridendo «Lo sai che ti stresserò all'infinito?» chiede ridacchiando «Si, ma mi sta bene così. Non voglio più scappare da te» dico «Bene, penso che abbiamo parlato fin troppo» dice per poi baciarmi.
Non potevo desiderare altro eppure c'è voluto così tanto tempo ed un anno lontano da casa per rimettermi in piedi. Ho capito tante cose e non vedo l'ora di scoprire cosa mi riserva il futuro.
«Ti amo» sussurra «Anche io Alex, più di prima» dico abbracciandolo.

The end

Spazio personale:

Ciaoo, come state?🌹

La fine ormai è arrivata anche per questa storia
Spero vi sia piaciuta ☺️

A presto🌹🖤

Instagram: tiavreivolutodire9 oppure sul profilo personale ddesirecuccu

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