4. Per le strade di Kyoto

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Quella giornata per Katsuki era iniziata decisamente nel modo più sbagliato. Uscito dal palazzo che aveva ospitato la riunione degli attori il ragazzo si era ritrovato a vagare per le strade di Kyoto senza una meta e con un terribile mal di testa; aveva abbandonato la camera d'albergo prenotata per quei giorni che avrebbe dovuto trascorrere lí per successive interviste, non conosceva le vie che si aprivano dinnanzi a sé e si sentiva confuso tra tutte quelle persone che gli passavano accanto, alcune fermandosi per lanciargli sguardi e altre indicandolo a distanza.

«intervista martedì e giovedì, un'altra riunione del cast sabato e poi domenica finalmente a casa» sospirò borbottando tra sé e sé mentre impostava i diversi promemoria sul suo telefono che si erano rivelati piuttosto utili.

Ad un mese dall'uscita della prima stagione di My Hero Academia la vita del ragazzo era ancora confusionaria e frenetica, fatta di attese in aeroporto, di alberghi nelle varie città, interviste e riunioni. La seconda stagione era ormai in progetto, ma ancora non si era parlato di riprese, ciononostante gli attori erano tenuti a mantenere lo stile di vita conseguito durante la prima stagione fatto di rigida alimentazione sana e costanti sessioni di allenamenti in palestra.

Perso nei suoi pensieri, mentre terminava di salvare i promemoria sul suo cellulare, si accorse solo al secondo squillo che qualcuno lo stesse chiamando

Rispose quando lesse il nome del suo amico sullo schermo cogliendo l'occasione per sollevare lo sguardo sull'ambiente attorno a se

«Ehi Izuku, dimmi» disse prima di riabbassere gli occhi sulle sue scarpe bianche osservandole distrattamente mentre la destra muoveva la punta strisciandola sul cemento del marciapiede
«girati alla tua sinistra» rispose il ragazzo dall'altra parte del telefono facendo voltare il biondo

Era difficile vedere chi ci fosse nell'altro marciapiede separato dalla strada tra le macchine e le centinaia di persone che camminavano, ma non gli fu difficile individuare i capelli di Shoto, il che gli fece intendere che il suo amico non fosse solo

«che ci fate ancora qua?» chiese cercando di vedere meglio
«pensavamo di fare un giro qua a Kyoto, perché non ti unisci? Non mi sembra tu abbia di meglio da fare» ridacchiò il verde e finalmente Katsuki riuscí a individuarlo rendendosi conto suo malgrado che di fianco a lui ci fosse anche Eijiro

Merda, mi serve una scusa adesso

Pensò stringendo tra i denti il labbro inferiore

«uhm... io veramente-» tentò di dire ma Izuku lo interruppe ancora
«perfetto allora sei dei nostri, attraversa la strada e muoviti» disse prima di chiudere la chiamata impedendogli di ribattere in alcun modo

Un'imprecazione fu trattenuta appena dalla sue labbra e si ritrovò a borbottare a denti stretti mentre attraversava la strada raggiungendo il gruppo di ragazzi rimasti fermi davanti il palazzo che lui stesso, pochi minuti prima, aveva abbandonato di gran fretta

«dove credevi di scappare Bakugo? Abbiamo tutto il giorno libero» sorrise Shoto quando il biondo li raggiunse
«si, ero solo stanco tutto qui» borbottò salutando con un gesto della mano Izuku, Denki e Kyoka e infine Eijiro anche se a quest'ultimo preferí non lanciare alcuno sguardo
«beh ragazzi, abbiamo una giornata intera, direi di iniziare a girare, muoio dalla voglia di visitare questa città» sorrise Eijiro facendo annuire gli altri

(...)

Come Katsuki aveva temuto, quell'uscita si stava rivelando più imbarazzante di quanto pensasse.

Si era ritrovato indietro rispetto agli altri e osservava annoiato Izuku e Shoto parlare tra di loro poco più avanti alla sua destra e Denki e Kyoka tenersi per mano e ridere insieme concedendosi anche di fermarsi per ammirare l'ambiente attorno a loro.
Poco distante alla sua sinistra Eijiro, che a quanto pare aveva preferito mantenere una certa distanza tra loro due, si limitava a scrutare in silenzio la città con un piccolo sorriso dipinto sul volto. Da quando avevano iniziato a camminare quella separazione in coppie era stata immediata e da quasi un'ora sia Katsuki che l'altro ragazzo stavano in silenzio accompagnati dalle risate dei loro amici e circondati dai rumori della città.

Lo sguardo del biondo si posò per l'ennesima volta sull'altro ragazzo, non riusciva a negare di provare una certa malinconia nel vederlo in silenzio e così distante da lui. Forse i suoi tentativi di evitarlo erano stati troppo palesi, infondo, ora che ci pensava, ci aveva scherzato su anche il rosso poche ore prima. Per quel motivo non aveva accennato una sola parola da quando avevano iniziato a camminare?

La verità era che si era comportato da stronzo sin dal primo momento che aveva avuto a che fare con quel ragazzo tanto solare. Il loro primo incontro, quando Eijiro gli aveva riportato il telefono, aveva destabilizzato completamente il biondo, non si era mai sentito così confuso davanti una persona e per questo motivo gli era riuscito piuttosto facile evitare il suo sguardo durante le riprese successive cercando di mantenere quanta più distanza possibile tra i due e la cosa era di certo passata inosservata essendo coerente con il carattere di Bakugo. Durante le interviste non erano mai seduti vicini e finora i tentativi di Eijiro di avvicinarsi a lui erano stati liquidati con scuse inventate da parte di Katsuki

Me ne pentirò

Pensò prima di prendere un gran respiro e avvicinarsi al rosso, con una lentezza tale che il ragazzo, finché il biondo non parlò, non si rese conto della sua improvvisa presenza

«ehi» borbottò facendolo sobbalzare

Eijiro sembrò confuso, di certo dal suo sguardo non si aspettava una simile iniziativa da Katsuki e si concesse persino alcuni secondi per guardarsi attorno con il dubbio che non stesse effettivamente parlando con lui

«uhm... ehi» rispose incerto portando il suo sguardo sul ragazzo

Ci furono attimi di silenzio, il disagio era insostenibile

«è bella.... Kyoto» mormorò il biondo guardandosi attorno facendo sorridere l'altro
«qui hanno avuto origine diverse forme d'arte giapponesi, sai? Come la famosa cerimonia del the o come l'arte dell'ikebana, ossia la disposizione dei fiori, era nata inizialmente da un'offerta floreale buddista... oppure il teatro Kabuki creato da una donna, Izumo no Okuni, anche la... - si interruppe improvvisamente catturando tra i denti il labbro inferiore e lasciandosi sfuggire una risatina sconsolata - scusa, sto straparlando»
«no ti prego, continua» si affrettò a dire Katsuki dopo aver ascoltato le parole di Eijiro

Il rosso sorrise a disagio, ma decise di concludere il suo discorso

«anche la Kyomai, una danza tipicamente ballata dalle Geisha e fondata da Yachiyo Inoue, inoltre Kyoto è famosa per le feste religiose tipiche giapponesi, solitamente shintoiste» disse guardandosi attorno con sguardo sognante
«ne sai molto di questa città» osservò il biondo
«ho sempre voluto andarci... ma non pensò basterà una giornata per visitarla»

Katsuki lo osservò altri attimi prima di parlare ancora

«allora domani continueremo, la vedremo tutta prima di andare via»
Eijiro sorrise
«e casa tua? Dov'é?» chiese cambiando discorso visibilmente in imbarazzo
«a Tokyo»
«ma che piacevole coincidenza, saremo sullo stesso aereo» rise il rosso e questa volta anche sul viso di Katsuki si dipinse un timido sorriso

E mentre i due ragazzi proseguivano la loro conversazione Izuku riportava l'attenzione su Shoto dopo essersi girato per osservarli

«vedi? Te l'ho detto che potrebbero andare molto d'accordo» ridacchiò
«che ingenui» rispose Shoto in un sospiro

Backstage || KiribakuDove le storie prendono vita. Scoprilo ora