Mancavano due soli giorni prima alla fine delle lezioni, poi le tanto agognate vacanze di Natale sarebbero finalmente arrivate.
Hermione camminava spedita, temendo di far tardi alle ultime lezioni del giorno, seguita da due svogliatissimi ragazzi che le chiedevano disperati di rallentare un pochino. Girò l'ultimo angolo che la separava dalla classe e si imbatté in Draco Malfoy seguito da Tiger e Goyle. Si fermarono entrambi qualche secondo, un gesto che gli altri scambiarono per un segno di odio reciproco, ma che non era tale. I due ragazzi erano confusi, volevano tante cose, ma non volevano nulla. Desideravano parlare con l'altro come durante i giorni di punizione, ma allo stesso tempo volevano dimostrare che tra loro non era cambiato niente, che tutto era come prima, che l'odio che tante volte li aveva fatti litigare c'era ancora.
Ripresero a camminare come se niente fosse, sbattendo impercettibilmente con la spalla. In un istante tutto si colorò di nero.
"Che succede?" chiese Hermione, allarmata "Harry, Ron dove siete?"
Non ebbe nessuna risposta, solo un muto silenzio. Poi una voce urlò roca "Tiger, Goyle"
Hermione riconobbe quella voce "Malfoy, ci sei anche tu!"
"Sì stupida mezzosangue, che ti aspettavi?"
"Non chiamarmi così, idiota" rispose arrabbiata, poi sussurrò "Lumos"
La punta della sua bacchetta non si illuminò, non avvenne niente. Provò ad alzare la voce, ma non ebbe risultati differenti da quello precedente "Si può sapere che succede?" chiese sempre più preoccupata. Perché non riusciva ad usare la magia? E che fine avevano fatto Harry e Ron? E tutti gli altri studenti?
"Fai provare me" le disse Draco, ma anche lui non ebbe successo. Hermione allora provò a toccare la parete del corridoio, che in teoria si sarebbe dovuta trovare a pochi passi da lei, ma la sua mano annaspò nel vuoto. Erano soli, in un posto che non sembrava essere Hogwarts.
"Hai idea di dove siamo?" sussurrò Draco a disagio.
"No, ma non siamo a scuola. E i nostri amici non sono con noi. Dammi la mano" ordinò.
"Si può sapere perché?"
"Signor genio, siamo in un posto buio e sconosciuto, attualmente senza magia. Secondo te possiamo permetterci pure di rimanere soli?" chiese, non capendo cosa avesse fatto di male per stare sola con quell'idiota.
"Ma non è detto che siamo soli"
"Per caso senti qualche altra voce? C'è un silenzio di tomba"
"E chi ti dice che non siamo più ad Hogwarts?" ribatté Draco, che non voleva assolutamente credere alle parole della ragazza.
"E allora spiegami perché il corridoio non ha più pareti ed è vuoto"
Gli afferrò con una stretta sicura la mano, incurante delle proteste del ragazzo. "Ed ora facciamo un giro, per capire se abbiamo qualche modo di uscire da qui, ovunque noi siamo"
Cominciarono a camminare a tentoni, con una mano dritta davanti a sé e l'altra stretta al compagno.
Era difficile capire dove si stavano dirigendo, non avevano nemmeno un punto di riferimento. Potevano tranquillamente girare in tondo e non accorgersi di nulla. Hermione continuava frustrata ad agitare la bacchetta, non capendo perché la sua magia sembrava scomparsa. Non le riuscivano nemmeno gli incantesimi più semplici ed elementari e anche a Draco non sembrava andare meglio.
"Ma come fate voi babbani a stare senza magia?" chiese Draco dopo aver provato per la millesima volta un incantesimo.
"Si vive benissimo anche senza" rispose Hermione acida.
Camminarono per un po' di tempo in silenzio, sempre più stanchi e frustrati per la mancanza di risultati. Intorno a loro non c'era un alito di vento, un rumore, una qualunque cosa che potesse far presagire l'esistenza di un altro essere vivente. Solamente il vuoto, il buio più profondo.
Erano soli.
Poi Draco parlò, con la voce strozzata dall'ansia "Ehi Granger, secondo te riusciremo ad uscire di qui?"
"Non lo so" rispose lei, sempre più scoraggiata "Non siamo in nessuno posto. Non ci sono pareti intorno a noi. E non c'è nemmeno il pavimento. Noi stiamo camminando nel vuoto"
"Cosa intendi?"
"Prova a poggiare la mano per terra. C'è una fine? Riesci a mandarla sempre più in basso, se fossimo in un parco ora l'avresti infilata nel terreno"
"Moriremo?" chiese, sperando con tutto il cuore che la mezzosangue gli desse una risposta che potesse confortarlo.
"Solo se ci arrendiamo" rispose lei, mettendo nelle sue parole molta più speranza di quella che possedeva realmente.
"Ma questo posto non ha una fine"
Camminarono per molto altro tempo, poi Hermione si accasciò a terra, o almeno su quello che poteva essere considerato terra, lasciando la mano di Draco. Lui la riprese subito "Che stai facendo Granger?"
"Non ce la faccio più a camminare. Fermiamoci, riposiamoci e ripartiamo domani mattina"
"Sempre se capiremo quando si fa mattina" rispose, ma si sedette accanto a lei, cercando l'appoggio di qualcosa senza trovare niente.
I due ragazzi furono subito trascinati nel mondo dei sogni, nonostante inizialmente fossero resti a lasciarsi andare al sonno in quel luogo ostile. Anche se nessuno dei due lo aveva detto, avevano entrambi paura di quello che sarebbe potuto accadere il giorno dopo e, soprattutto Hermione, temevano per la sorte dei loro amici. Durante il sonno si avvicinarono involontariamente l'uno all'altra, sempre senza mai lasciarsi la mano, cercando qualcosa che potesse aiutarli a superare tutti i loro timori.
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Ci odiamo? | Dramione
FanfictionDraco ed Hermione si sono sempre odiati ed insultati. Finché una punizione li porterà a scoprire che, alla fine, non sono poi così diversi. Il quinto anno sarà particolarmente turbolento quando si ritroveranno ad essere vittima di una maledizione...
