Hermione quella mattina corse al campo di Quiddich, incurante del freddo gelido o dell'orario. Sapeva che i Serpeverde avevano prenotato il campo e che quindi sarebbero andati lì uno ad uno e tra di loro ci sarebbe stato anche l'idiota che da tempo la ignorava.
Si nascose tra dei cespugli, aspettando il momento in cui il ragazzo con cui voleva parlare si sarebbe degnato di passare. Sfortunatamente non aveva fatto i conti con la lentezza di Draco Malfoy, che non era mai riuscito ad arrivare in orario a nessun appuntamento. Così Hermione si tormentava le mani nascosta dalle sterpaglie mentre quello scansafatiche stava ancora al suo tavolo a consumare la sua colazione. Dopo che la squadra al completo si era già cambiata ed entrata nel campo, Draco di diresse lentamente verso gli spogliatoi, senza ancora essersi infilato la divisa.
Si fermò a chiacchierare un paio di minuti con una ragazzo del suo anno, poi si allacciò tranquillamente una scarpa, ma tutto senza avvicinarsi abbastanza al cespuglio in cui era nascosta Hermione. Alla fine, non si sa per quale caso fortunato, Draco riuscì ad avvicinarsi.
Fu subito afferrato da due mani dietro la schiena e fatto cadere per terra. Urlò per la paura e si sentì tappare la bocca, poi dei capelli crespi e scuri gli caddero sul volto.
Draco sbarrò gli occhi e sentì la voce della Granger sussurrargli nell'orecchio "Non urlare che altrimenti ci sentono. Seguimi"
"Questo è un rapimento" commentò Draco, ma alla fine seguì la ragazza, che sbuffò divertita.
Fu portato in un angolo, riparato da occhi indiscreti grazie alla presenza di un grosso albero, e aspettò che la ragazza si decidesse a parlare.
"Senti... non so bene come dirtelo..."
Draco non aveva voglia di ascoltarla, era sicuro che non sarebbe stato in grado di sostenere una conversazione con lei. Non voleva sentire quello che aveva da dirgli, non voleva più sentire la sua voce. Ma cosa ci faceva quella ragazza lì? Perché dopo tutti gli sforzi che aveva fatto per non parlarle lo cercava ancora?
Perché tutto quello che faceva non serviva a nulla?
"Vai al punto Granger. Ti ricordo che noi due ci odiamo" gli rispose gelido, sperando che se ne andasse prima che lui potesse commettere qualche sciocchezza. Cercò di concentrarsi maggiormente su un qualunque dettaglio che gli impedisse di ascoltarla, ma non lo trovò.
La chioma riccia di Hermione riempiva tutto il suo campo visivo. E non gli permetteva di concentrarsi su nient'altro se non su ogni singolo ciuffo di capelli.
La ragazza sembrò ferita dalle sue parole. Abbassò lo sguardo, per poi rialzarlo, con gli occhi pieni di determinazione. Era decisa a dirgli tutto, non le importava se non voleva ascoltarla.
"Non è vero. Se tu mi odiassi veramente non mi avresti fatto un regalo di Natale. E non mi avresti nemmeno chiesto se eravamo amici, mentre eravamo in punizione. Mi spieghi cosa ti ha fatto arrabbiare tanto? Comunque la penna era stupenda."
Draco ci rimase di sasso. Non pensava che la Granger avesse sentito quella stupida domanda che gli era scappata di bocca. Era stato un momento di debolezza e sapeva anche che non avrebbe dovuto farle un regalo.
"È il passato, fattene una ragione. Ora ti odio" rispose gelido, cercando di mentire anche a sé stesso.
La cosa importante però era che lei ci credesse e lo lasciasse in pace.
Voleva solo che lei se ne andasse, perché non lo capiva?
"Scusami. So di non essere stata un genio, ma non sai che periodo terribile è stato e ho avuto tanti pensieri per la testa e non sto cercando di giustificarmi, ma..."
"Stai zitta, per favore" disse lui, abbassando lo sguardo non riuscendo a sostenere quello della ragazza. Non doveva ringraziarlo. Dovevano odiarsi a vicenda. Perché tutti gli equilibri si erano sconvolti? Prima era più semplice. Ora non sapeva più dove andare a sbattere la testa.
Fissò un paio di fili d'erba coperti dalla brina, era troppo difficile guardare quegli occhi che riuscivano a intimorirlo e ad annientare tutto.
"No, ascoltami" disse Hermione strattonandolo e facendosi guardare negli occhi "Mi dispiace, okay? So che avrei dovuto ringraziarti, ma non sono riuscita a capire che il regalo era tuo. Ora l'ho capito e ti ringrazio, perché era bellissimo"
Lei pensava che le avesse smesso di parlarle perché non lo aveva ringraziato. Si sbagliava.
"Vattene Granger"
Non ce la poteva fare. Ma perché quella ragazza non lo capiva? Era troppo ostinata.
"Ma perché? Cosa ti ho fatto?"
"Non puoi capire"
"Se mi spieghi si" disse la ragazza, con gli occhi leggermente lucidi.
"Non puoi capirlo perché non lo capisco nemmeno io" rispose allora quasi urlando, con gli occhi che bruciavano. Ma non si sarebbe fatto vedere debole. Nel giro di due secondi riuscì a recuperare la maschera di indifferenza sotto la quale si nascondeva sempre.
Si erano avvinati mentre parlavano. Senza accorgersene ora si ritrovavano quasi attaccati, i capelli crespi di Hermione a pochi centimetri dal viso pallido di Draco. Era così piccola in confronto a lui, ma mille volte più forte. In tutti i sensi. Ormai Draco lo aveva capito.
"Perché?" chiese il ragazzo, a nessuno in particolare. Troppe domanda alla quali non riusciva a trovare nessuna risposta. Era frustrante.
Hermione non seppe cosa rispondere, paralizzata. Cosa significava quella domanda? Perché si comportava in modo così strano?
Vide Draco avvicinarsi sempre di più, ma non ebbe la forza di spostarsi. Oppure non lo voleva. Rimase ferma, aspettando quello che aveva capito stava per succedere.
Fu un bacio casto, uno scontro veloce di labbra, scandito dal battito frenetico di due cuori.
Il ragazzo si scostò in fretta, si girò e se ne andò, ma sussurrò alla ragazza poche semplice parole "Non cercarmi più, è meglio per entrambi"
La ragazza rimase immobile, fissandolo mentre se ne andava per la seconda volta, lasciandola da sola. Non aveva ancora assimilato quanto accaduto, ma riusciva a vederlo che si allontanava.
Una lacrima di frustrazione le scivolò sul volto. Perché doveva fuggire ogni volta? E perché non riusciva mai a parlare con lui di quello che la premeva veramente?
"Draco..." provò a dire. Non poteva andarsene.
Lui non la sentì. O almeno fece finta di non sentirla.
A volte la cosa più semplice è solamente scappare e il ragazzo imboccò quella strada, troppo codardo per affrontare quello che una simile relazione avrebbe potuto portare.
La vita è fatta di scelte.
Non sempre quelle che si fanno sono giuste. A volte si sbaglia e basta.
Draco quel giorno scappò ed Hermione lo lasciò scappare.
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Ci odiamo? | Dramione
FanfictionDraco ed Hermione si sono sempre odiati ed insultati. Finché una punizione li porterà a scoprire che, alla fine, non sono poi così diversi. Il quinto anno sarà particolarmente turbolento quando si ritroveranno ad essere vittima di una maledizione...
