Si aprano le danze

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Draco quella sera non aveva affatto voglia di partecipare al ballo. Aveva firmato quello stupido foglio per l'autorizzazione solo per far stare zitta Pansy, che era stata tutto il pomeriggio a pregarlo.


Aveva due vistose occhiaie scure e l'escoriazione sulla mano non era ancora del tutto guarita. Nonostante si mostrasse freddo e algido come sempre, si sentiva uno straccio. Erano giorni che non riusciva a dormire, tutto per colpa di quella mezzosangue e dei suoi discorsi senza senso. Lui era ben fermo nella sua posizione, eppure il tarlo del dubbio che lei lo potesse considerare qualcosa di più di un nemico lo stava distruggendo lentamente. Aveva bisogno di sapere, ma non poteva parlarle. Farlo avrebbe significato alimentare di nuovo le voci che già avevano cominciato a circolare da quando erano usciti dalla bolla temporale tra i Serpeverde. Avrebbe dovuto contenere la sua emozione, invece era stato un idiota come al solito.

Erano giorni che si chiedeva cosa avesse la Granger alla mano. Anche lei aveva una fasciatura simile alla sua. Possibile che per scaricare la rabbia, proprio come lui, avesse dato un pugno ad un albero dopo la loro conversazione? Stentava a crederlo, eppure in qualche modo si era ferita.
Girovagò un po' per la Sala Grande, con Pansy attaccata al braccio che continuava a parlargli di qualcosa, ma non aveva afferrato una sola parola di quanto stesse dicendo. Si chiese quando si sarebbe stufata di parlare da sola. Sembrava al settimo cielo e lui proprio non riusciva a capirne il motivo. Era solo uno stupido ballo.

Poi, d'improvviso, sentì una voce, che, suo malgrado, avrebbe riconosciuto ovunque. Con lei c'era anche lo Sfregiato e il suo amichetto. Si sforzò di non girarsi, ma alla fine non resistette e, cercando di mantenere la sua solita espressione impassibile – frutto di noiosi ricevimenti a Malfoy Manor - si voltò. E rimase incantato. La maledisse mentalmente in tutte le lingue conosciute, ma sapeva che lei non aveva colpe. Era lui ad essere un idiota.

Era raggiante, terribilmente sprecata accanto a quel rosso dalla faccia poco sveglia, che rideva rumorosamente pendendo dalle sue labbra. Lei scuoteva i capelli delicatamente raccolti con un fermaglio sottile, ridendo inconsapevole dell'effetto che aveva fatto ai ragazzi che le stavano intorno. Non era canonicamente bella, ma riluceva.

Draco aveva pensato che avrebbe indossato un abito rosso od oro, così come tutte le altre Grifondoro, e quello che vide lo lasciò a bocca aperta. Indossava un abito color perla, che alla luce sembrava brillare. Le scendeva morbidamente sui fianchi, fasciandoli con grazia, ma senza segnarli eccessivamente. Le spalline cadevano sulle braccia affusolate, lasciandole scoperte le spalle. L'unico gioiello che aveva era una collana sottile e degli orecchini pendenti, piccoli e luminosi.


Ginny diede una impercettibile gomitata ad Hermione, sussurandole ad un orecchio "Guarda, ti sta fissando di nuovo."
Hermione si girò per controllare ed effettivamente Malfoy la stava guardando imbambolato come uno stoccafisso. Quando i loro occhi si incrociarono poté notare distintamente il suo sguardo tremare, poi il biondo si girò in fretta dall'altra parte, rivolgendo tutta la sua attenzione a Pansy.

"Si può sapere perché si comporta così?" le chiese Ginny, a voce abbastanza bassa perché Ron ed Harry non sentissero. "Quello non era uno sguardo d'odio. Non ci andava nemmeno vicino. Che cosa è successo tra voi due?"

Hermione distolse lo sguardo imbarazzata. Non poteva parlare all'amica del bacio, altrimenti lo avrebbe reso una volta per tutte reale. E lei non poteva accettarne le conseguenze. "Allora?" le chiese con aria indagatoria la rossa. La vide bloccarsi, come illuminata da un'improvvisa rivelazione. "Quelle voci... Herm, c'era un fondo di verità su quelle voci?"

Era stata messa alle strette e stava quasi per rivelare la verità all'amica, ma, un istante prima che aprisse bocca, apparvero in aria dei violini che cominciarono a suonare, salvandola dal confessare quello strano bacio a cui non riusciva a smettere di pensare. Harry portò impacciatamente Ginny in pista, che la fulminò con un'occhiata che significava 'non finisce qui'. 

Ci odiamo? | DramioneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora