Hemione aprì gli occhi, svegliandosi boccheggiando da un brutto incubo. 'Per fortuna era solo un sogno' sospirò. Eppure c'era qualcosa che non quadrava: era in piedi, in corridoio, con un Draco Malfoy dalla faccia da pesce lesso di fronte a lei. Improvvisamente tutti ricordi tornarono in mente alla ragazza, da quando quello stesso corridoio era scomparso a quando si erano immersi nelle acque del lago credendo di morire.
Hermione e Draco arrivarono contemporaneamente alla stessa soluzione: ce l'avevano fatta.
Si abbracciarono entrambi di slancio urlando felici "Siamo salvi! Urrà per noi!" sotto lo sguardo allibito dei loro amici e dell'intera Hogwarts, che fissava sconvolta la strana reazione dei ragazzi che fino a qualche secondo prima si guardavano con odio.
"Per le mutande di Merlino, che cosa le è successo?" chiese Ron guardando la ragazza abbracciata al loro acerrimo nemico e cercando subito di separarli.
Hermione appena li notò strillò di gioia e abbracciò anche i suoi migliori amici.
"Harry, Ron, ci siete anche voi!" esclamò felice, stampando un bel bacio sulle guancie di entrambi "Temevo di non avervi più rivisto!" continuò con le lacrime agli occhi.
Harry e Ron si guardarono dubbiosi, non capendo cosa fosse successo alla ragazza che qualche secondo prima li aveva rimproverati perché stavano facendo tardi a lezione. Anche Draco era stranamente felice, ma riuscì a recuperare prima della ragazza un contegno perlomeno decente e se la svignò con grazia, lasciando tutte le grane alla Granger.
"Hermione, sei sicura di stare bene?" chiese delicatamente Harry, cercando di scollarsi di dosso l'amica.
"Mai stata meglio" rispose la ragazza felice, facendo una leggera piroetta.
Ron guardò Harry ed insieme giunsero ad una terribile conclusione: la ragazza più brillante della scuola era definitivamente impazzita.
"Senti Herm, vieni con noi, Ginny voleva dirti una cosa" balbettò Ron inventando una scusa su due piedi, portandola verso l'infermeria. Hermione se ne accorse quando ormai era quasi arrivata e cominciò ad urlare "Ma perché in infermeria? Non crederete mica che sono pazza?" disse per poi scoppiare a ridere rovesciando la testa all'indietro, facendo sparire ogni possibile dubbio ai sui amici. Vedendo che non sembrava intenzionata a muoversi Harry se la caricò in spalla e la fece entrare in infermeria, incurante delle proteste inframmezzate da strilletti e risate di gioia della ragazza.
"Madama Chips, credo che ci sia un problema" proclamò Harry entrando in infermeria.
"Oh santo cielo, ragazzo, si può sapere perché a te e ai tuoi amici ne capitano sempre di tutti i colori?" chiese esasperata la povera infermiera.
"Ci dica cos'ha, la prego" implorò Harry indicando Hermione, senza nemmeno curarsi di rispondere alla domanda che gli era stata posta.
La ragazza fu posata su uno dei lettini dell'infermeria e solo dopo tante spiegazioni riuscì a convincere tutti di non essere impazzita. Madama Chips diede la colpa del suo strano comportamento al troppo stress accumulato a causa dei compiti e le impedì di partecipare alle ultime lezioni e, in generale, di prendere in mano un libro.
Così, mentre Harry e Ron tornavano mogi mogi verso la loro aula, Hermione fu libera di vagare serenamente per la scuola, anche se sapeva perfettamente dove sarebbe arrivata nonostante l'obbligo di riposarsi: in biblioteca, a cercare di svelare il mistero della bolla temporale.
Prima di raggiungere la sua meta incontrò Luna che cercava di recuperare tutti gli oggetti che dei ragazzi dispettosi, come ogni anno, le avevano nascosto. Hermione non amava Luna, avevano caratteri troppo diversi, ma si sentì in dovere di darle una mano.
"Luna, se vuoi con un incantesimo di appello li riprendiamo in un attimo" propose Hermione.
"Oh no, ti ringrazio, ma non mi sembra corretto trovarli in quel modo" rispose Luna con la sua solita aria svagata, recuperando una collana intrecciata con tappi di burrobirra che era stata elegantemente fatta indossare ad un'armatura.
Hermione rimase leggermente spiazzata dalla risposta, ma decise di aiutarla comunque. Trovarono un paio di calzini in un grosso baule polveroso e la maggior parte dei suoi vestiti erano finiti indosso a statue o armature.
"Se anche alle prossime vacanze fanno così, gliela faccio pagare" minacciò Hermione recuperando una camicetta tutta stropicciata.
"Non mi sembra giusto, loro lo fanno solo perché sanno che non me la prendo" rispose placida Luna, legando i lunghi capelli biondi in una crocchia che, in mancanza di una matita, tenne ferma con la bacchetta.
Hermione non era sicura di aver capito il ragionamento della ragazza ma decise di lasciar perdere. Dopo un pochino Luna se ne uscì con una domanda piuttosto bizzarra che lasciò Hermione a bocca aperta "A te piace, vero?"
"A chi ti riferisci?" chiese, temendo di conoscere già la risposta.
"A quel ragazzo che hai abbracciato oggi pomeriggio. Sai, io lo trovo piuttosto sgarbato e quei ragazzi che lo seguono mi sembrano di vedute molto ristrette. Però tutti sanno che l'amore è cieco..." continuò Luna, ma fu subito interrotta da Hermione "Ma che cosa dici? Malfoy? Che piace a me? No, temo proprio che ti sia sbagliata" esclamò arrossendo come un peperone e scuotendo la testa.
"Dici così solo perché non sai ascoltare il tuo cuore. Ti ringrazio molto per l'aiuto" le disse, raccogliendo da terra l'ultima scarpa "Ci vediamo in giro" sorrise e se ne andò in silenzio, scacciando con una mano i nargilli che le giravano attorno.
Hermione rimase piuttosto scossa dalle parole di Luna che, nonostante fosse piuttosto stramba, sembrava saperne sempre più degli altri.
Il sole era quasi tramontato e lei si affrettò ad entrare in biblioteca prima che chiudesse. Sfortunatamente per lei c'era lì anche Ginny che la beccò subito e si fiondò da lei come una furia.
"Che cosa ci fai qui?" chiese inquisitoria.
"Nulla di che, volevo solo leggere qualcosa. Tu piuttosto non dovresti essere a lezione?"
"Sono già finite da un pezzo" le fece notare Ginny "Invece io avevo saputo da fonti piuttosto attendibili che sei stata in infermeria. Cosa mi dici a riguardo?"
"Oh nulla, Harry e Ron erano convinti fossi impazzita" cercò di glissare Hermione fiondandosi verso uno scaffale "Ora sono qui perché mi interessava questo libro" continuò, tirando fuori un libro a caso dagli scaffali e mostrandolo all'amica
"L'evoluzione della moda, da ieri ad oggi. Titolo veramente bellino, da quando ti interessi di moda?" chiese Ginny.
Hermione capì di essere stata messa nel sacco e sospirò "Ma che razza di libri ci sono qui dentro?"
"Allora, mi vuoi dire che succede?" chiese Ginny cominciando a trascinare la ragazza fuori dalla biblioteca "Prima abbracci Malfoy, poi vai in biblioteca per leggere un libro misterioso nonostante ti fosse stato vietato. Chiunque capirebbe che stai nascondendo qualcosa, anche perché non riesci a raccontare due bugie di seguito, dovresti saperlo."
"Sul serio, sto bene. Volevo solo studiare un pochino"
Ginny la guardò scettica, notando l'ennesima bugia, ma non aveva molta voglia di indagare sul motivo per il quale stava in biblioteca, quello che le interessava era altro.
"Dimmi, ma non è che ti sei messa con..." poi si bloccò, folgorata da un'idea geniale "Ci sono! Ecco perché dovevi andare in biblioteca!"
"Ginny, puoi far capire qualcosa anche a me?" chiese Hermione, sperando con tutto il cuore che non si trattasse dell'ennesima strampalata idea.
"Non fare la finta tonta, ho capito il tuo gioco!" esclamò tutta convinta, per poi abbassare notevolmente il tono di voce "Ti sei messa con Malfoy e vi siete dati appuntamento in infermeria" continuò, convinta di quello che diceva "Non mentire perché ormai è tutto chiaro. Certo io mi sarei scelta qualcun altro..." commentò Ginny, pensando a diversi ragazzi più carini di Malfoy. Hermione era sicura che tra questi ci fosse anche Harry.
"Ma cosa vi è preso oggi?" chiese Hermione, non capendo perché tutti erano convinti che tra lei e Malfoy ci fosse del tenero "Io non sto con Malfoy, sia chiaro. Probabilmente qualcuno mi ha lanciato una fattura, solo per questo l'ho abbracciato. Io per lui non provo niente. E sto sottolineando il niente, nel caso non te ne fossi accorta"
Ginny la guardò di sottecchi "E allora spiegami perché è da un po' che non vi sbraitate più contro"
"Non ne abbiamo avuto occasione, inoltre vorremmo evitare un'altra settimana di punizione"
Ginny sembrò piuttosto convinta della risposta che le era stata fornita e decise di chiudere definitivamente l'argomento, decisa a passare a qualcosa di molto più interessante.
"Cosa mi dici a riguardo delle due galline che ormai sono diventate i prolungamenti delle braccia di Ron?"
Hermione sorrise furbetta, cominciando a raccontare tutto dal principio, mentre si dirigeva allegra verso la Sala Grande, dimenticando per qualche ora tutto quello che era successo i giorni precedenti, sempre se potevano essere considerati tali.
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Ci odiamo? | Dramione
FanfictionDraco ed Hermione si sono sempre odiati ed insultati. Finché una punizione li porterà a scoprire che, alla fine, non sono poi così diversi. Il quinto anno sarà particolarmente turbolento quando si ritroveranno ad essere vittima di una maledizione...
