Draco ed Hermione si sono sempre odiati ed insultati. Finché una punizione li porterà a scoprire che, alla fine, non sono poi così diversi.
Il quinto anno sarà particolarmente turbolento quando si ritroveranno ad essere vittima di una maledizione...
"Non azzardare a farti ammazzare, bastardo di un Malfoy" urlò Harry non appena lo vide in lontananza, cominciando a lanciare incantesimi di disarmo.
Ancora non sapeva contro chi si sarebbe dovuto battere, ma si sentiva più sicuro a lanciare qualche incantesimo preventivo. La sola luce che avevano era quella della luna, ma non potevano permettersi di impegnare le bacchette con gli incantesimi di illuminazione. Se la sarebbero dovuti far bastare.
Ginny soffocò un grido non appena vide la figura che incombeva su Malfoy. Entrambi, nonostante il buio, l'avevano riconosciuta: si trovavano davanti a un lupo mannaro. Malfoy era appena svenuto e il lupo si stava avvicinando con la schiuma alla bocca e le fauci aperte.
"STUPEFICIUM!" gridò Harry con quanto fiato aveva in gola. Il lupo mannaro venne schiantato all'indietro di diversi metri, ma si rialzò subito dopo, prendendo la carica e correndo incontro a Harry.
"STUPEFICIUM!" gridò di nuovo Ginny, non appena vide che il lupo si era rialzato. Nonostante tutti gli schiantesimi che i due ragazzi cominciarono a lanciargli, quello sembrava essere sempre in grado di rialzarsi, preso da una rabbia incontrollabile. Prese la rincorsa e si avventò su Harry, ma all'ultimo secondo cambiò direzione, lanciandosi su Ginny. Un'artigliata la prese di striscio sul braccio, ma fu sufficiente per farle perdere di mano la bacchetta. Ginny urlò per il dolore, mentre gocce rosse fluivano copiose dalla ferita.
"PETRIFICUS TOTALUS" urlò Harry appena in tempo, impedendo il movimento al lupo, che aveva già la mascella aperta. Ginny si tolse subito dal suo raggio d'azione e corse a recuperare la bacchetta, incespicando per il vestito e l'erba bagnata. Harry, nel frattempo, continuava a colpire il lupo mannaro con tutti gli incantesimi che conosceva.
Alla fine gli venne un'idea. "WINGARDIUM LEVIOSA!" urlò, sollevandolo, ancora immobilizzato, a diversi metri da terra. Cercò di mantenere l'incantesimo il più a lungo possibile, facendolo volare fin sopra alla Foresta Proibita, che distava pochi metri.
"Ginny, fai apparire delle corde attorno alle zampe. Non serviranno a molto, ma ci daranno altro tempo."
Ginny obbedì all'istante, trasfigurando l'erba in una pesante catena, che fece volare fino alle sue zampe e la strinse con forza con un incantesimo. Poi lanciò un altro incantesimo di pietrificazione e solo allora Harry lo lasciò precipitare al suolo.
Corsero da Malfoy, che era disteso sull'erba privo di sensi, in un lago di sangue. Harry si tolse la giacca e la porse a Ginny "Scusami, te l'avrei dovuta dare prima." Ginny scosse la testa e se la pose sulle spalle nude. Non aveva la forza per infilarsela, non riusciva più a muovere il braccio per il dolore lancinante.
Harry si accovacciò e sollevò Draco tra le braccia il più delicatamente possibile, cominciando a correre verso l'infermeria, sperando che non fosse troppo tardi. Era di un pallore mortale. Ginny incespicava dietro di lui, sempre più lenta.
"Harry corri a portare Malfoy, io vi raggiungo"
"Non se ne parla, non ti posso lasciare in queste condizioni."
Gli occhi di Ginny fiammeggiarono e la rossa urlò "Harry, maledizione, vai! Se aspetti qualche secondo in più potrebbe morire e con lui Hermione! Io me la caverò" Harry gettò un'altra occhiata alla rossa, poi guardò di nuovo il ragazzo che aveva tra le braccia. Ginny aveva ragione. Con il cuore a pezzi la lasciò indietro e corse in infermeria.
"Oh per l'amor del cielo Potter!" esclamò Madama Chips non appena lo vide irrompere in infermeria, macchiando il pavimento con copiose gocce del sangue scuro di Malfoy, inerme tra le sue braccia.
"Curi prima lui" intimò Harry alla donna, con una vena di disperazione nella voce. Hermione era un cencio, ancor più pallida di Draco. Madama Chips era evidentemente in confusione e non sembrava intenzionata ad abbandonare la sua prima paziente. "Dia retta ad Harry!" urlò Ron con le lacrime agli occhi e il volto sconvolto, seduto al capezzale di Hermione.
Harry adagiò Malfoy sul letto accanto a quello della sua migliore amica, urlando contro a Madama Chips di darsi una mossa. La donna, sconvolta quanto loro, se non di più perché per la prima volta nella sua carriera i suoi incantesimi erano risultati del tutto inefficaci, diede obbedientemente retta ad Harry. Cominciò a lanciare incantesimi sulle ferite di Malfoy, sussurrando a bassa voce. Non appena Harry vide che le ferite si stavano cominciando a rimarginare, corse fuori dall'infermeria, dicendo a Ron "Vado a recuperare tua sorella." Ron annuì, non staccando gli occhi dal viso grigiastro di Hermione. Harry corse a perdifiato nei corridoi, seguendo la striscia di sangue che aveva lasciato al suo arrivo.
"Ginny!" urlò non appena la vide, fiondandosi incontro alla ragazza, che arrancava, stringendosi sulle spalle la sua giacca e rabbrividendo ad ogni passo. Harry le corse incontro e la strinse con tutte le sue forze. Ginny lanciò un piccolo gemito dovuto alla ferita ed Harry allentò la stretta.
Ginny sentì le gambe cederle e si accasciò per terra. Harry la sostenne e si inginocchiò insieme a lei, senza lasciarla nemmeno un istante. La ragazza era abbandonata tra le sue braccia.
"Non provare mai più a metterti in simili situazioni" le sussurrò all'orecchio, con la voce strozzata, stringendole la testa con una mano tremante. Ginny, con il viso incassato nella sua spalla, si lasciò sfuggire un sorriso misto ad un sospiro.
"Sono le stesse in cui ti metti sempre anche tu" gli sussurrò di rimando.
Harry sollevò la testa e la guardò negli occhi, serio come non lo era mai stato prima. "Ho avuto il terrore di perderti" le disse, senza nascondere il vacillamento nella sua voce.
"Non accadrà mai" gli sorrise Ginny, accarezzandogli il viso.
Un guizzo di paura brillò negli occhi verdi di Harry, mentre avvicinava sempre di più il suo viso a quello della rossa. Ginny sentiva il cuore batterle come un tamburo. Non appena le labbra di Harry sfiorarono le sue cominciò a tremare e si abbandonò completamente a quel bacio. Prima fu solo un rapido scontro di labbra, poi si schiusero e i due ragazzi lasciarono che le lingue parlassero per loro, comunicandosi tutta la paura, l'ansia e l'attesa che non avevano mai manifestato. Ginny sentì un sapore salato. Si staccò dal ragazzo e vide che una lacrima solitaria gli attraversava il volto. Gli baciò l'occhio, poi la guancia e poi di nuovo le labbra.
Harry sorrise, stringendola più forte. "Scusami se ci ho messo così tanto." "Se avessi saputo che per farmi baciare da te mi sarebbe bastato farmi assalire da un lupo mannaro avrei chiesto a Lupin di farlo tempo fa!" esclamò lei ridendo e ricambiando l'abbraccio. Harry allora la sollevò al volo e lei gli cinse il collo con il braccio non ferito, appoggiando la testa alla sua spalla. "Per questa volta mi lascerò portare come una donzella indifesa, ma sappi che è la prima e l'ultima."
Harry rise. Era sempre la solita Ginny, fiera, coraggiosa e orgogliosa. "Non ho mai pensato, nemmeno per un attimo, che tu fossi solo una donzella indifesa" le rispose, posandole un altro bacio sulle labbra.
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