"Tu e Malfoy siete vittime di una maledizione" annunciò Harry con voce seria.
"Che genere di maledizione?" chiese Hermione, impallidendo di colpo.
"È tutto scritto qui dentro" disse, porgendole un libro "Nessuno entra nella Bolla Temporale da solo e nessuno ne esce senza il compagno. La bolla si crea quando due persone hanno lo stesso identico desiderio nello stesso momento e si scontrano. Ma non un desiderio banale, deve essere qualcosa di profondo, che sconvolga le vite di chi ha quel desiderio nel caso si realizzasse. Tu cosa hai desiderato?"
"Non ricordo, ero in corridoio, ho visto Malfoy e poi mi sono ritrovata al buio, non so bene cosa stessi pensando. Quale maledizione ci lega?"
"Provate gli stessi dolori, le vostri pelli sono collegate. Se si taglia uno il taglio apparirà anche all'altro. Se muore uno muore anche l'altro, nello stesso secondo" rispose Ron tetro.
Hermione boccheggiò, sconvolta. La sua vita ora era legata a quella di Draco, se lei fosse morta combattendo contro Voldemort anche lui sarebbe crollato.
"Si può fare qualcosa per spezzarla?"
"Su quel punto dobbiamo ancora lavorarci, non siamo riusciti a trovare una soluzione. Ma riusciremo a risolvere anche questo problema."
Hermione rimase paralizzata, le sembrò che il mondo le fosse crollato addosso. La sua vita e quella di Draco erano intrecciate, ora l'uno dipendeva dall'altro. Come avrebbe fatto a dirglielo? Dopo quel bacio non si erano nemmeno più guardati, nonostante lei avesse cercato più volte di incrociare il suo sguardo. La paura si impossessò di lei, quello che le stava accadendo era qualcosa che non si poteva controllare, non sapeva come poter fermare quello che le stava accadendo.
Ron ed Harry abbracciarono la loro amica che crollò, abbandonandosi alla loro forte stretta.
"Ti aiuteremo, ti staremo vicini qualunque cosa accada. Riusciremo a spezzare la maledizione Herm, te lo giuro" le sussurrò Harry in un orecchio, accarezzandole i capelli.
La ragazza, provata da tutte quelle emozioni cominciò a piangere, anche se non sapeva se lo stava facendo per paura o per la sensazione di sollievo che aveva provato quando Harry le aveva detto che l'avrebbero aiutata. Tra le braccia dei suoi due migliori amici si sentì protetta, sarebbe voluta rimanere lì per sempre. A fatica si staccò da loro e con un sorriso stanco li ringraziò nuovamente.
Quella notte rimasero a dormire nella sala comune, accoccolati su un tappeto vicino al fuoco, facendosi forza a vicenda.
Erano passate più di due settimane da quando aveva avuto l'incontro con Draco e da quel momento non si erano più parlati. Draco aveva cominciato anche a ignorare tutte le lezioni che frequentavano entrambi, inventando ogni volta una giustificazione diversa. Hermione aveva cercato di pensare il meno possibile a qual bacio, come se non fosse mai accaduto niente, ma non era riuscita a toglierselo dalla testa. Le labbra morbide del biondino che si erano appoggiate sulle sue erano impresse a fuoco nella sua mente e non poteva fare nulla per dimenticarle. Erano due settimane che si rigirava nel letto pensando a quel bacio, pensando a come fosse possibile che Draco Malfoy l'avesse baciata di sua spontanea volontà. Ma c'era anche un altra questione in ballo, ben più grave. Lei non si era sottratta a quel bacio. Non aveva indietreggiato di nemmeno un passo, ed, anzi, si era abandonata a lui. Questo, per quanto potesse continuare a negarlo a se stessa, voleva dire solo una cosa: lei aveva voluto quel bacio.
In ogni caso quella terribile situazione sarebbe dovuta finire, soprattutto ora che aveva scoperto che le loro vite erano collegate.
Così, raccogliendo tutto il suo coraggio, scrisse un biglietto in cui lo pregava di raggiungerla nella serra dopo cena. Lo incantò per far sì che nessuno, eccetto il ragazzo a cui era stato inviato, lo potesse leggere.
Dopo essersi tolta quel peso cominciò a fare i compiti, sia per lei che per Ron ed Harry. Generalmente non approvava che loro non li facessero, ma dato che i suoi amici usavano quasi tutto il loro tempo libero per fare ricerche su quello che le stava accadendo, missione assai ardua per dei ragazzi che solevano evitare i libri come la peste, le sembrava l'unico modo per sdebitarsi un po'.
A cena spiluccò qualche boccone di arrosto e, senza nemmeno aspettare che venisse servito il dolce, si diresse alla serra. Rimase quasi un'ora ad aspettare lì, divorata dall'ansia, temendo sempre di più, ogni minuto che passava, che Draco non si sarebbe mai presentato.
Dopo un tempo che le parve interminabile vide una figura sottile stagliarsi davanti a lei e il suo cuore fece una piccola capriola nel petto. Constatò con preoccupazione che si trattava di una capriola di gioia. Non era possibile. Lei era Hermione Granger, non poteva essere felice di vedere un Malfoy.
Solo quando il ragazzo si avvicinò ulteriormente poté distinguere altre sagome insieme a lui.
Hermione si sentì il mondo crollare addosso. Non sarebbe mai riuscita a parlare con lui se ci fossero stati anche Pansy Parkinson e Blaise Zabini.
"Cosa volevi Granger, perché mi hai fatto venire qui a quest'ora?". Aveva lo stesso tono che utilizzava sempre con lei, la solita aria di sufficienza e il viso privo di qualunque emozione.
"Pensavo che saresti venuto solo e che non avessi bisogno della balia, Malfoy. Ti facevo un po' più uomo, invece evidentemente sei solo un bambino" rispose Hermione, cercando di comportarsi come quando erano nemici.
"Guarda che qui la bambina sei solo tu!" si intromise subito Pansy, con la sua voce stridula a un tono esageratamente alto "Perché gli hai chiesto di vederti, su dillo! Sai perfettamente che lui è mio, non provare nemmeno a rubarmelo, ho sentito sai le voci che girano al castello..."
"Taci Pansy" la zittì Malfoy "sai benissimo che quelle sono solo voci e che non mi piace che si torni sull'argomento. Io e la mezzosangue non abbiamo proprio nessun legame". Mai vi furono parole più inesatte, nonostante lui non lo sapesse. Rimase in silenzio qualche secondo, cercando di evitare lo sguardo di Hermione, troppo carico di rabbia perché lui la potesse guardare in faccia.
"Che cosa volevi?"
Hermione non gli rispose, non fece nient'altro che tirare fuori la bacchetta e schiantarlo, cercando di mettere nell'incantesimo meno forza possibile. Il colpo le arrivò più forte di quello che aveva previsto e dovette appoggiarsi a un tavolo dietro di lei per non cadere a terra. Approfittò del lieve trambusto creato e se la diede a gambe, correndo nel suo dormitorio e gettandosi sul letto, dove cadde subito addormentata.
⭐Ciao a tutti!⭐
Vi ringrazio per star leggendo questa storia, se potete lasciate un commento o una stellina!
Vi volevo informare che i prossimi capitoli saranno nettamente migliori. Mentre quelli precedenti li ho scritti a 13 anni (e non li ho nemmeno ricontrollati) questi li ho scritti a un'età un po' più avanzata, perciò presumo li troverete migliori. Fatemi sapere che cosa ne pensate e se effettivamente trovate differenze. A presto🤍
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Ci odiamo? | Dramione
FanfictionDraco ed Hermione si sono sempre odiati ed insultati. Finché una punizione li porterà a scoprire che, alla fine, non sono poi così diversi. Il quinto anno sarà particolarmente turbolento quando si ritroveranno ad essere vittima di una maledizione...
