"Dove sei stato?" gli chiese Pansy con apprensione non appena ebbe messo piede nel dormitorio. Draco alzò gli occhi al cielo, cancellando in un istante la traccia di un sorriso che gli affiorava sulle labbra.
"Ho fatto due passi" rispose laconico, superandola. La ragazza lo afferrò per un braccio.
"Stavi con la mezzosangue?" gli chiese, con gli occhi bassi. Le parole sembrarono esserle quasi sfuggite e si tappò subito la bocca, ma era troppo tardi.
"Ti avevo detto di smetterla Pansy" le rispose, staccandole con malagrazia la mano che gli tratteneva il braccio. "Vai a stalkerare qualcun altro, io non ti devo niente."
Pansy cominciò a singhiozzare e Draco la lasciò in Sala Comune a piangere. Si sentiva un po' in colpa, ma l'unico modo che aveva per far farle passare quella folle ossessione era rimetterla al suo posto. Non gli era ancora chiaro perché, ma si ostinava a comportarsi come se stessero insieme.
Quando entrò in camera fu accolto dal sonoro russare di Zabini. Si chiese come fosse possibile che avesse un respiro così rumoroso. Si infilò il pigiama, senza preoccuparsi di fare piano. Fu sorpreso che il ragazzo moro con cui condivideva la stanza non dicesse niente. Di solito si lamentava quando qualcuno faceva troppo rumore e si metteva a bofonchiare senza sosta. La stanza quella sera era stranamente silenziosa. Buttò un'occhiata veloce al suo letto e fu estremamente sorpreso nel constatare che era vuoto. Dove poteva stare quel tipo alle due di notte passate?
Piegò con cura i vestiti e li ripose sulla sedia. La luce della luna era piuttosto vivida e rischiarava tutta la stanza con una sfumatura argentea. Draco si affacciò alla finestra e si fermò a contemplarla. Non riusciva a credere che fosse già passato un mese dal ballo. Il ricordo della danza con Hermione era ancora fisso nella sua testa, non riusciva a scacciarlo in alcun modo. Le ultime settimane erano state le più felici della sua vita. Non lo avrebbe mai ammesso a nessuno, ma aveva cominciato ad aspettare con ansia gli incontri serali, le chiacchierate e gli scherzi. Guardò di nuovo la luna. Era piena. E il letto di quel ragazzo era vuoto. Un lupo mannaro li aveva attaccati esattamente un mese prima, proprio durante la luna piena. Non gli ci volle molto per comprendere quello a cui sarebbe arrivato anche un bambino.
All'improvviso, una rabbia cieca lo assalì. Come aveva potuto fare una cosa simile, mettendo in un tale pericolo gli studenti? Aveva quasi ucciso Hermione il mese prima. Non gliel'avrebbe fatta passare liscia.
Passò la notte a rigirarsi nel letto, incapace di prendere sonno. Non sapeva come avrebbe agito quella mattina, ma era certo che non sarebbe stato con le mani in mano. Le ore passarono con una lentezza esasperante. Sentì Zabini svegliarsi e andare in bagno a prepararsi, per poi prendere pigramente i libri per le lezioni.
"Draco, hai intenzione di dormire tutto il giorno?" gli chiese, mentre si annodava la cravatta.
"Sì" bofonchiò Draco, tirandosi su la coperta fin sopra alla testa.
"Affari tuoi. Certo che però potresti anche dirmi che combini la notte per fare così tardi. Non è che per caso una ragazza ha sciolto il tuo cuoricino di ghiaccio?" lo canzonò.
"Vai al diavolo Blaise."
Zabini rise e lo lasciò da solo in camera.
-
Si era quasi assopito quando sentì la porta scricchiolare e un rumore di passi strascinati. Aspettò che la porta si chiudesse e si alzò di scatto.
"Dove sei stato tutta la notte?" gli chiese a bruciapelo.
Il ragazzo sussultò, non aspettandosi di trovare qualcuno in camera a quell'ora.
"Non sono affari tuoi."
"Dove sei stato?" ripeté Draco con tono tagliente.
"Non sei mia madre e non sono tenuto a dirtelo. E comunque non mi sembra di essere l'unico che non sta mai in stanza."
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Ci odiamo? | Dramione
FanfictionDraco ed Hermione si sono sempre odiati ed insultati. Finché una punizione li porterà a scoprire che, alla fine, non sono poi così diversi. Il quinto anno sarà particolarmente turbolento quando si ritroveranno ad essere vittima di una maledizione...
