La bolla temporale

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Hermione si svegliò, ma non seppe dire per quanto tempo aveva dormito. Si rese conto che c'era uno strano odore di muffa intorno a lei. Si alzò di scatto, dando un forte strattone al ragazzo che teneva per mano e facendolo svegliare di soprassalto.
"Che succede?" borbottò strofinandosi gli occhi.
"Non è più tutto buio! Guarda!" rispose lei indicando intorno a sé.
Intorno a loro il buio era quasi completamente scomparso. Si trovavano in biblioteca, ma c'era qualcosa di stranamente innaturale in quella sala. I libri erano sparpagliati un po' ovunque, solo pochi superstiti erano ancora al loro posto sugli scaffali. Inoltre dal pavimento spuntavano strane rocce appuntite, ricoperte di un fitto muschio, e alcuni alberi completamente spogli e anneriti dalla cenere, come se fossero stati bruciati.

Camminarono per i corridoi, ma questi non sembravano avere intenzione di finire. Continuarono a tenersi per mano, nonostante la luce avesse ormai sconfitto le tenebre, ma il loro fu principalmente un gesto involontario, tanto che Hermione sussultò quando si accorse che era dal giorno prima che non si erano mai lasciati. Guardò di soppiatto le loro mani intrecciate e stranamente non sentì una specie di ribrezzo come ogni volta che in passato avevano avuto un contatto fisico, ma piuttosto uno strano calore le invase il petto. Cercò di concentrarsi sul luogo in cui si trovavano, ma non ci riusciva, distratta dal calore della mano che la teneva stretta.

'Cosa mi sta succedendo?' si chiese, non capendo come mai Malfoy le facesse quello strano effetto. Era quasi simile a quando l'anno prima era stata presa sottobraccio da Krum, ma era molto più rassicurante. Si spaventò quasi subito di quei pensieri, non era possibile che aveva appena paragonato Malfoy a Krum. Non poteva averlo fatto. Si riconcentrò su tutto quello che la circondava, cercando di scacciare le stupide sensazioni che le affollavano la mente.
Aveva come l'impressione di sapere dov'erano, ma non era riuscita ad afferrare completamente quel pensiero che le si andava formulando nella testa. Eppure quel posto aveva qualcosa di famigliare.

"Dove siamo?" sussurrò Draco, stufo di quel continuo girovagare.
Hermione a quelle parole ebbe un piccolo scatto, come se fossero la chiave per accedere a una serie di ricordi confusi.
"Dammi un attimo di tempo e te lo dico" rispose sicura, raccogliendo da terra un libro dalla copertina consumata. Lo aprì e cominciò subito a leggere, ma quello che c'era scritto sopra non aveva senso. Le lettere cambiavano posizione continuamente, rendendo incomprensibile il contenuto del libro. La ragazza cominciò a raccogliere e ad aprire tutti i libri che trovava, seguita da Draco che la osservava preoccupato, ma in nessuno di essi trovò le lettere che rimanevano ferme al loro posto.

"Hai capito qualcosa?"
"Non ne sono sicura al cento per cento"
"Potresti almeno dirmi che cosa ti frulla in quel cervellino che ti ritrovi?" chiese, seccato per il fatto di essere stato messo da parte.
"Dammi due minuti e poi ti spiego tutto" rispose lei, troppo occupata in quello che stava facendo per dargli retta.
"Senti Granger, non so quello che pensi tu, ma a me non piace per niente questa situazione. Quindi ti sarei molto grato se mi spiegassi quello che stai facendo"
"In questo modo non mi aiuti Malfoy, statti zitto due minuti"
"Si può sapere perché non mi ascolti? Se hai scoperto qualcosa hai il dovere di dirmelo, non è possibile che..."

Hermione lo interruppe secca, poi si bloccò e si mise a girare intorno a una roccia piuttosto imponente e ricoperta di moltissimi segni e spaccature, come se molte battaglie fossero avvenute attorno ad essa.

"Granger, mi sa che il buio ti ha dato alla testa" commentò Draco, leggermente preoccupato a causa dei movimenti concentrici che la ragazza continuava a fare.
"Stai calmo, non sono impazzita"
"A me sembra di sì"
"Ma non lo sono. Quindi mi faresti un grande favore se tappassi quella boccaccia che ti ritrovi"

Finì l'ennesimo giro, poi si fermò e lo guardò dritto negli occhi "So dove siamo. E non credo che sarà facile uscire di qui"
Draco rimase paralizzato qualche secondo degli occhi magnetici della ragazza e dai capelli che sembravano aver acquistato vita propria. Era incredibile il modo in cui riusciva a metterlo in soggezione. Fece finta di nulla, ma non riuscì a mascherare una nota preoccupata nella sua voce "Cosa intendi?"

"Anni fa ho letto su un libro un brano molto interessante. Ora non ricordo perfettamente tutto quello che c'era scritto, ma grossomodo ho un'idea abbastanza precisa"
"Ti prego vai dritta al punto" chiese Draco, sperando di non doversi sorbire l'ennesima lezioncina.
"Siamo in una bolla temporale. Il tempo per noi si è fermato."
"Spiegati meglio" disse Draco, già sapendo che poi sarebbe stato difficile farla stare zitta.
"Non so come funziona, né come abbiamo fatto a finirci dentro. So solo che dobbiamo riuscire ad uscire di qui, perché le conseguenze potrebbero essere disastrose. Avevo qualche dubbio a riguardo, ma questa roccia mi ha confermato tutto"
"Ti prego, smettila di girare intorno all'argomento. Letteralmente."

"Dobbiamo trovare il centro di questo labirinto, solo allora potremo uscire. Abbiamo quarantotto ore di tempo, una volta scadute non si possono prevedere gli sviluppi della situazione. Potremmo rimanere intrappolati qui per sempre, oppure una volta usciti potremmo trovare i nostri amici ormai anziani o peggio, potremmo essere noi gli anziani"
"Quanto tempo abbiamo?" chiese Draco, sconvolto dalle notizie avute in qualche secondo.
"Non lo so. L'unica cosa di cui sono certa è che ci dobbiamo dare una mossa"
"Come riconosciamo il centro del labirinto?"
"Credo che dobbiamo avvicinarci alla parte più oscura, antica o distrutta. La roccia su cui ci sono le iscrizioni sta a simboleggiare l'inizio del labirinto, non possiamo far altro che proseguire" rispose risoluta. Poi guardò Draco molto attentamente. Indossava un maglioncino che sembrava perfetto.

"Togliti il maglione" ordinò.
"Che cosa? Ma ti sei bevuta il cervello? Non vorrai mica... noi due?" le rispose sbigottito, non capendo cosa fosse successo alla timida ragazza secchiona che credeva di conoscere.

"Scusa?" chiese Hermione, non capendo intendesse Draco. Poi improvvisamente capì e si infiammò subito, diventando completamente rossa "Ma che hai capito? No, no e poi no. Il maglione mi serve per non perderci nel labirinto. È un trucco usato anche nei miti babbani" poi lo guardò di sbieco e sussurrò "Ma guarda cosa vai a pensare..."

Draco si tolse il maglione e lo porse alla ragazza, continuando a non capire a cosa le servisse. Come poteva un maglione riuscire a non farli perdere?
Hermione si mise a trafficare intorno a quest'ultimo, poi trionfante esclamò "Perfetto" tendendo all'aria un filo del maglione.

"Che cosa intendi fare?" chiese Draco preoccupato, immaginando già il suo maglione ridotto a brandelli "Lo sai che mi è costato tantissimo?"
Hermione non parve dargli ascolto e lo legò un capo del filo intorno a uno scaffale, poi prese per mano Draco e insieme a lui cominciò ad esplorare quel posto che diventava di secondo in secondo più minaccioso agli occhi dei due ragazzi.


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