Hermione quella mattina si sedette in classe con dieci minuti di anticipo e due vistosissime occhiaie scure sul viso. Era stata tutta la notte sveglia a tormentarsi e a maledirsi per la sua stupidità, cercando di capire come si sarebbe dovuta comportare. Dopo essere stata ore a riflettere aveva deciso che all'uscita successiva avrebbe comprato qualcosa per lui, sperando di farsi perdonare. Aveva messo il tema di Malfoy sul suo banco ed ora stava aspettando che tutti entrassero nell'aula.
Il professore e il resto degli alunni entrarono nell'aula e si sedettero al loro posto, pronti per l'ennesima lezione uguale a tutte le altre. Hermione lanciò un'occhiata ansiosa verso il banco di Malfoy, ma non notò nessun comportamento anomalo in lui, se non un sopracciglio alzato nell'aver appena ritrovato il suo tema. Hermione lo giustificò subito, non si aspettava salti di gioia e in fondo non sapeva nemmeno chi glielo aveva riportato.
Per la prima volta nella sua vita Hermione Granger non prese appunti durante la lezione di Storia della Magia ma stette tutta l'ora a guardare fuori dalla finestra, pensando a quello che avrebbe potuto regalare a Malfoy per farsi perdonare. Di certo non sarebbe mai riuscita a comprargli un regalo bello come quello che aveva ricevuto lei, soprattutto perché non aveva tutti quei soldi da spendere, ma sperava che sarebbe riuscita a trovare qualcosa di carino.
Dopo una settimana passata a riflettere e a dormire molto poco arrivò la tanto attesa uscita ad Hodsmage. Hermione quella mattina non fece nemmeno colazione per quanto andava di fretta ed i suoi amici non capivano come mai aspettasse con tanta ansia di uscire dal castello. Di solito bisognava portarla fuori da quelle mura con la forza. Comunque, vedendo che il suo umore rispetto ai giorni passati era un po' migliorato, decisero di assecondarla e così i tre ragazzi furono i primi a mettere i piedi fuori dalla scuola.
"Voi dove volete andare?" chiese Hermione ai suoi amici, sperando vivamente che scegliessero un negozio che vendesse articoli maschili di buon gusto.
"Da Zonco, pare che ci siano dei nuovi calderoni finti" esclamò Ron con gli occhi che brillavano dalla gioia. Nel negozio trovarono i due gemelli Weasley che guardavano i nuovi scherzi parlottando tra i loro e che si zittirono appena i tre amici si avvicinarono a loro.
Hermione dopo aver girato un po' a vuoto tra gli scaffali capì che lì non sarebbe mai riuscita a trovare un regalo per Malfoy, così lasciò lì i suoi amici e tornò in strada.
Entrò nel negozio che vendeva tutto il necessario per il Quiddich, ma, oltre ad avere prezzi esorbitanti, non aveva nulla di speciale o di particolare.
Per un'oretta entrò in negozi a caso, sperando in un colpo di fortuna che non ebbe, finché non incontrò Luna che guardava la vetrina del negozio di animali.
"Ciao Luna, che ci fai qui?" chiese.
La ragazza sobbalzò, ma appena notò Hermione le sorrise "Oh ciao, non ti avevo vista"
"Perché non entri?" chiese ancora, non capendo perché Luna stava fuori a congelarsi.
"Oh, non è nulla di importante, stavo solo dando un'occhiata" sorrise ancora lei, giocando con gli orecchini che si era messa quel giorno. Erano lunghi pendenti ai quali alla fine era appeso uno strano corno. Luna vedendo che Hermione li osservava incuriosita ci tenne a spiegare "Sono ricciocorni schiattosi, me li ha regalati papà per Natale"
"Sono carini" commentò Hermione non sapendo che altro dire "Andiamo a prendere qualcosa di caldo da bere?" chiese poi, dato che nonostante i guanti non si sentiva più le mani.
"Oh volentieri, ti ringrazio" rispose Luna lanciando un'ultima occhiata al negozio e poi seguendola saltellando leggermente. Camminava sempre così, saltellando leggermente, come se si stesse preparando per spiccare il volo.
Appena entrarono ai Tre Manici di Scopa ebbero la possibilità di riscaldarsi. Hermione si tolse i miliardi di vestiti che aveva addosso e rimase con un semplice maglione bianco e dei jeans.
Ordinarono entrambe una cioccolata calda per riscaldarsi maggiormente. Dopo che la cameriera ebbe portato quanto richiesto Hermione si trovò in imbarazzo, perché non aveva la più pallida idea di cosa dire a Luna. Non ci aveva mai parlato faccia a faccia senza nessun altro intorno e in quel momento averla invitata a prendere le sembrò solo una grossa sciocchezza.
Luna invece non sembrava per niente imbarazzata, mentre mescolava la panna con un piccolo cucchiaino. Si sistemò i capelli biondi in modo che non le ricadessero in faccia e cominciò a sorseggiare la sua cioccolata, sorridendo felice ad Hermione "È la prima volta che usciamo insieme. Sai ero convinta che non mi sopportassi" commentò, con il candore che solo lei riusciva ad avere.
"Non è vero che non ti sopporto" rispose Hermione, arrossendo leggermente.
"Ora lo so, ma prima ero nel dubbio" sorrise ancora la biondina. Poi guardò Hermione "C'è qualcosa che non va?" chiese poi.
"Non lo so. Anzi, forse sì." Era la prima volta che si apriva con qualcuno, non aveva ancora mai raccontato a nessuno tutto quello che era successo.
"Se vuoi puoi parlarne, io non lo dirò a nessuno. Però aspettiamo che se ne vada il morlk che hai sulla testa, è un ottimo ascoltatore e temo possa riferire tutto a orecchie poco discrete. Tu comportati come se non ci fosse."
"Certamente" rispose Hermione. Non aveva capito cosa fosse un morlk, ma era sicura che fosse uno degli strani animali inesistenti che Luna vedeva ovunque, come i nargilli.
Bevve un paio di sorsi di cioccolata che le scottarono la lingua, poi finalmente Luna le diede il permesso di parlare. Non era sicura di voler veramente rivelare a qualcuno quello che provava, ma se si fosse tenuta tutto dentro sarebbe scoppiata.
"Questo periodo è tremendo. Va tutto a rotoli e non so più come comportarmi" sospirò Hermione, indecisa se continuare o meno a parlare. Vide Luna che la osservava, ma senza giudicare come facevano tutti gli altri. Di solito quando parlava con i suoi amici, o semplicemente qualche suo conoscente, questi chiedevano maggiori informazioni o la guardavano facendole capire quello che pensavano a riguardo. Con Luna era diverso. Lei era diversa. Sembrava nata per capire gli altri ed era sempre un passo avanti. Hermione per le decisioni che doveva prendere seguiva il cervello, Luna il cuore. Luna era speciale proprio perché non era come tutti gli altri ed Hermione solo in quel momento lo capì. Nel suo sguardo non vi lesse approvazione o disprezzo, ma solo una genuina curiosità. Così continuò a parlare e non si fermò più. Raccontò tutto, forse vagamente e senza scendere nei particolari, ma dopo aver finito si sentì meglio, finalmente in pace con sé stessa.
"Cosa devo fare?" chiese alla fine, sperando che Luna la aiutasse anche in quello.
"Oh beh, questo lo sai solo tu. Posso dirti quello che farei io, tutto qui."
"Allora dimmi cosa faresti tu per farti perdonare da un ragazzo per cui non sai nemmeno cosa provi."
"Ma tu lo sai cosa provi, solo che non vuoi ammetterlo" sorrise ancora Luna "Io gli chiederei semplicemente scusa."
Si girò verso la finestra che dava sulla strada e rimase a fissarla qualche minuto, dando il tempo ad Hermione di pensare un po' senza che nessuno la disturbasse. Poi di alzò e prese la giacca color canarino che si era messa per l'uscita ad Hodsmage. "Ora devo andare, ci vediamo a scuola" sorrise, lasciando Hermione sola al tavolo. Sulla soglia della porta si girò verso di lei e la salutò sventolando il paio di guanti a strisce colorate che stava per indossare.
Hermione guardò quella ragazza tutta colorata lasciare il locale e uscire nel freddo, poi anche lei si coprì per bene e decise di tornare verso Hogwarts, conscia di aver appena trovato una nuova amica.
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Ci odiamo? | Dramione
FanfictionDraco ed Hermione si sono sempre odiati ed insultati. Finché una punizione li porterà a scoprire che, alla fine, non sono poi così diversi. Il quinto anno sarà particolarmente turbolento quando si ritroveranno ad essere vittima di una maledizione...
