Martedì mattina Hermione si alzò dal letto di pessimo umore. Si era svegliata in ritardo e come se non bastasse era in punizione; si preparò in fretta e andò nella Sala Grande dove tutti gli studenti stavano facendo colazione. Individuò Harry e Ron in fondo al tavolo di Grifondoro e li raggiunse subito, per poi cominciare a mangiare insieme a loro.
"Secondo te domani giochiamo?" chiese Ron ad Harry, guardando preoccupato il temporale all'esterno.
"Cosa importa? Io in qualunque caso non ho la scopa" rispose Harry, cupo e inferocito.
Ron saggiamente decise che era meglio non parlare di Quiddich in presenza di Harry, così cambiò velocemente discorso, constatando quanto era buono il succo di zucca quella mattina.
Mentre faceva intelligenti apprezzamenti sulla qualità delle bevande di Hogwarts, di fronte a due ragazzi estremamente corrucciati, arrivarono Lavanda e Calì che si sedettero accanto a lui e si insinuarono nel suo monologo.
"Il succo di zucca è molto buono, ma io preferisco la cioccolata calda" cinguettò Lavanda stringendosi sempre di più a Ron, che si ritrovò stretto tra due ragazze che non sembravano avere intenzione di lasciarlo.
Harry ed Hermione si guardarono divertiti, ma continuarono a mangiare tentando di ignorare le disperate richieste di aiuto di Ron che, nel frattempo, era diventato rosso come un peperone.
"Che cosa fai questo Natale?" chiese con finta indifferenza Calì.
'Certo che hanno una bella faccia tosta' pensò Hermione guardando le sue compagne di stanza.
Ron balbettò "Ehm... credo che tornerò a casa come ogni anno"
"Noi invece mi sa che dovremo rimanere qui al castello" sospirò melodrammatica Lavanda.
Harry decise che era giunto il momento di dare sfogo a tutta la sua perfidia "Allora, noi andiamo" disse rivolgendosi al malcapitato amico "Ci raggiungi in classe?"
Ron guardò disperato il suo migliore amico, ma non riuscì a fermarlo in tempo. Solo dopo aver promesso alle due ventose che aveva attaccate al braccio che avrebbero fatto una partita di scacchi insieme nella serata, perché da quanto si diceva lui era il giocatore più bravo di tutta Hogwarts, riuscì a liberarsi dalla loro morsa.
"Si può sapere perché mi avete lasciato con quelle due?" chiese ai suoi amici appena arrivato in classe.
"Oh, mi sembrava che ti stessi divertendo. La prossima volta avvertici che non volevi rimanere da solo" rispose perfida Hermione.
Quella sera sembrò arrivare troppo velocemente. Ron guardava fuori dalla finestra, sperando che per il giorno seguente avrebbe smesso di piovere, odiava giocare con la pioggia, e contemporaneamente osservava il dormitorio femminile, terrorizzato all'idea che avrebbe dovuto passare la serata con due ragazze.
'Possibile che si sono prese una cotta per me? Poi lo chiederò a Hermione. Ma perché le ragazze sono così complicate?' si chiese, confuso come non mai.
Quando vide aprirsi la porta del dormitorio gli prese un colpo, ma appena vide la testa castana che poteva appartenere solo ad Hermione si rilassò un poco.
"Vado dalla McGranitt" gli disse funerea "Se non mi vedi tornare sono stata espulsa tentando di uccidere il furetto"
"Non sei troppo esagerata? Anche io ho passato diverse punizione con Malfoy, ma non c'è mai scappato il morto."
Hermione non diede segno di volersi fermare così Ron la bloccò per il braccio "Aspetta, ti devo chiedere una cosa"
"Me la chiedi dopo, ora non ho proprio tempo" rispose continuando a camminare, finché Ron non decise di lasciarla "E va bene" borbottò. Si girò ancora corrucciato quando vide due furie umane lanciarsi verso di lui e avvinghiarsi alle sue braccia.
"Ecco Ron, siamo pronte"
Lui si allargò con un gesto nervoso il colletto del maglione e balbettò "Ehm, allora vogliamo cominciare?"
"Oh certo, siamo così eccitate" disse Lavanda cominciando un monologo del quale Ron non afferrò nemmeno la prima parola, troppo preso com'era a chiedersi in che razza di guaio si era cacciato.
Fu trascinato verso la scacchiera e cominciò ad odiare quel gioco che gli piaceva tanto. Intanto Calì faceva diversi apprezzamenti sulla sua incredibile bravura negli scacchi e poi cominciò a parlare di come fosse stato bravo in quella partita avvenuta tanti anni prima, perché senza la sua bravura e scaltrezza Hogwarts sarebbe stata perduta. Ron cominciò a sentirsi lusingato da tutti i complimenti ricevuti e iniziò a spiegare alle due ragazze le regole principali del gioco, nonostante queste non sembrassero particolarmente interessate.
D'altra parte Hermione, secondo i suoi gusti, arrivò troppo velocemente davanti al luogo in cui si sarebbe svolta la sua probabile, anzi certa, condanna a morte. Girò un paio di volte intorno all'imponente porta di faggio, poi prese un grosso respiro e bussò, consapevole che non sarebbe sopravvissuta a quella serata, aspettando le parole che le avrebbero disgraziatamente permesso di entrare.
*angolo autrice
Salve bella gente :) Chiedo scusa per aver interrotto questo capitolo, ma mi sono resa conto che stava venendo decisamente troppo lungo. Per farmi perdonare lo continuerò molto molto presto!
Spero che la storia vi stia piacendo, lasciatemi una stellina se potete!
A presto ^^
STAI LEGGENDO
Ci odiamo? | Dramione
FanfictionDraco ed Hermione si sono sempre odiati ed insultati. Finché una punizione li porterà a scoprire che, alla fine, non sono poi così diversi. Il quinto anno sarà particolarmente turbolento quando si ritroveranno ad essere vittima di una maledizione...
