Il tempo di accettare

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“Tu lo sapevi?!” sbottò Harry quando si rese conto che la sua ragazza non era per niente sorpresa dalla notizia. “Da quanto tempo?”

“Dall’inizio della loro relazione o forse anche da prima. Si notava abbastanza che ci fosse del feeling” rispose Ginny pacata, rendendosi conto che doveva avere la forza di stare tranquilla e far ragionare Harry, che sembrava completamente fuori di sé.

“E non hai fatto nulla per fermarla? Ginny, ma sei fuori di testa? Non ti rendi conto che la nostra migliore amica si sta gettando in una relazione masochista? Non è possibile che si amino, non è possibile che il loro amore sia vero. Lui la deve aver abbindolata in qualche modo.”

“Anche io sono rimasta abbastanza sorpresa che lui si stia comportando bene, ma sembra essere davvero migliorato. Ad ogni modo reputo Hermione abbastanza intelligente da essere in grado di scegliere chi amare da sola” concluse convinta, guardando di sbieco Harry, che inorridiva sempre di più ad ogni sua parola.

“No, non è evidentemente in grado di farlo. Si sta comportando come una ragazzina che si prende la solita cotta per il cattivo ragazzo di turno. Non ne uscirà niente di buono.”

“Harry, nemmeno a me piace Malfoy, ma dobbiamo rispettare la scelta di Hermione e supportarla. Non dovresti considerarla una ragazzina, sai bene che è molto più matura di te e di me messi insieme.”

“Non riesco a capire come tu possa stare dalla sua parte? Siete impazziti tutti? Dovrebbe stare con qualcuno che la ami!” urlò Harry, con il volto paonazzo. Perché anche Ginny non riusciva a capire in che situazione pericolosa si stesse cacciando la loro migliore amica?

“Harry, non è detto che lui non la ami. Hanno spezzato la maledizione, sicuramente c’è qualcosa di profondo tra loro due.”

“Magari ha lanciato lui la maledizione. Per farglielo credere. Quale maledizione si spezzerebbe con la sola forza dell’amore? Non siamo in una favola per bambini, Ginny.”

“L’amore è molto più forte di quanto tu possa immaginare” rispose Ginny, piccata. “Ti stai davvero preoccupando troppo, lasciala in pace e abbi fiducia in lei” concluse alzandosi.

“Dove stai andando?” le chiese Harry, cercando di trattenerla.

“Vado da Hermione. Avrà sicuramente bisogno di conforto visto come vi siete comportati tu e mio fratello. Mio Dio, non credo di aver mai conosciuto qualcuno con meno tatto.”
 ***
“Che ti è successo?” chiese Hermione preoccupata, vedendo il livido sul volto di Draco.

“Il mio adorato Lenticchia ha tentato di marchiare il territorio, ma ha fallito miseramente.”

“Sei andato in infermeria? Ron come sta?” chiese Hermione, che non sapeva per chi doveva preoccuparsi di più. Conoscendo Draco, probabilmente aveva fatto a pezzi il suo amico.

“Tranquilla, non l’ho colpito nemmeno una volta, anche se mi sarebbe piaciuto terribilmente. Però non volevo farti stare ulteriormente male. Come ti senti?”

Hermione sentì il cuore stringersi. Draco aveva mostrato tutta la sua maturità nel non colpire Ron. Inoltre, nonostante avesse il volto pesto, si stava preoccupando di come stava lei. “Perché me lo chiedi?”

“Beh, considerando la rabbia che Weasley mi ha scaricato addosso, immagino non sia andata molto bene la rivelazione. E conoscendoti, so che tu ci sei rimasta male.”

Hermione annuì mogia. “Mi aspettavo un po’ più di comprensione, ma spero che capiranno con un po’ di tempo.”

“Potter non l’ha presa così male, no? Non è nemmeno venuto a picchiarmi.”

“Insomma, se ne è andato dalla stanza che era furente. Penso che se gli avessi confessato di aver ucciso un uomo sarebbe stato meno deluso.”

Draco piegò la bocca in un sorriso amaro. “Non puoi biasimarlo, probabilmente mi considera l’essere meno adatto allo stare in una relazione, soprattutto con una ragazza buona come te.”

Hermione sorrise, stringendosi a lui. “Mi preoccupa Ron. Sapevo che si sarebbe arrabbiato, ma la sua reazione è stata eccessiva.”

Draco scosse la testa. “Invece, secondo me, la sua reazione è stata più che normale, alla fine gli ho fregato la ragazza che gli piaceva” disse, accarezzandole con delicatezza i capelli crespi. “E non ho intenzione di lasciarla per nulla al mondo” concluse, posandole un bacio sulla fronte.

“Ma io non piaccio a Ron” esclamò Hermione, sgranando gli occhi. “Siamo solo buoni amici.”

“Sì, ed io sono un Tassorosso” rispose Draco, alzando gli occhi al cielo. “Non mi sorprende che ci hai messo un bel po’ di tempo a capire che mi piacessi.”

“Ma siamo amici da sempre… non è possibile che gli piaccia” continuò Hermione ostinata.

Draco decise sapientemente di cambiare discorso, non aveva affatto intenzione di parlare del suo rivale. “Domani mattina è domenica, vieni al solito posto subito dopo pranzo, ho una sorpresa per te che spero ti possa tirar su di morale.”
*** 
“Ron, non vieni a cena?” chiese Neville con dolcezza, rivolgendosi al ragazzo che stava seduto sul pavimento con la schiena appoggiata a una parete, fissando un punto invisibile di fronte a sé.

“Eh?” si chiese, guardandosi attorno.
“Non vieni a cena?” ripeté Neville, tendendogli una mano per farlo alzare.

“No, penso di no” rispose Ron, distogliendo lo sguardo.

Neville si sedette accanto a lui senza pensarci un attimo. “Che cosa è successo?”

“Niente.”

“So che forse non sono la persona migliore… ma, ecco, qualsiasi cosa sia ti farebbe bene parlarne. Quando qualcosa mi turba e ne parlo con Luna sto sempre meglio poi.”

“Non capiresti” rispose Ron brusco. “Tu piaci a Luna e lei piace a te. Per te è tutto facile.”

Neville arrossì di colpo, scuotendo con eccessivo vigore la testa. “No-no, siamo solo amici, ci vogliamo bene, ma siamo amici.”

“Ma smettila Neville, non ci crede nessuno, state sempre insieme.”

“Solo perché siamo simili sotto molti aspetti.”

“L’hai anche invitata al ballo.”

“Anche tu hai invitato Hermione. Ed Harry ha invitato Ginny.”

“Harry e Ginny stanno insieme” lo corresse Ron, lapidario.

“Oh, sì giusto. Beh, tu ed Hermione siete amici, però.”

“Già… amici” rispose Ron con freddezza, il volto raggelato in una maschera imperscrutabile. “Dubito che siamo mai stati realmente amici. Non è la persona che pensi, sembra intelligente, ma quando meno te lo aspetti scopri che è solo una stupida ragazzina.”

Neville lo guardò stralunato. “Avete litigato?” chiese con candore. “Sono sicuro che farete pace, vi volete bene.”

“Non ho intenzione di avere più niente a che fare con una cretina che si innamora di idioti.” disse con rabbia gelida, alzandosi di colpo. “Grazie per la chiacchierata.”

Neville rimase seduto sul pavimento con la bocca aperta. Che cosa era successo nelle ultime ventiquattro ore? Ron non sembrava più il ragazzo che aveva conosciuto ed Harry era diventato estremamente irritabile. Inoltre, Hermione innamorata? Aveva sentito bene? Aveva bisogno di parlare con Luna, forse lei ci avrebbe capito qualcosa di più. Era stranamente brava a decifrare i comportamenti delle persone, per quanto potesse non sembrarlo.

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