Gossip e inquietudini

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Le vacanze di Natale proseguirono nel migliore dei modi: il signor Weasley si era perfettamente ripreso, la ferita che gli aveva inflitto il serpente erano ormai solo un ricordo ed erano riusciti a passare dei bellissimi momenti di armonia e gioia.
Una sola cosa guastava leggermente la felicità di Hermione ed era la lettura dell'antico libro che aveva trovato nella stanzetta segreta. Si era imposta di smettere di leggerlo, perché si era resa conto dell'effetto non propriamente positivo che stava avendo su di lei e, consapevole di non essere in grado di resistere a un libro intriso di una magia così antica e potente, aveva cercato di dimenticarlo.

Nonostante i suoi sforzi, però, non era riuscita a staccarsi dal pensiero fisso che la tormentava e aveva bisogno di solo una cosa: parlare a qualcuno di quello che le era successo. E quel qualcuno non poteva essere nessun altro se non Draco Malfoy.

Infatti sapeva benissimo che Harry era già carico di troppi problemi e non poteva prendersi sulle spalle anche i suoi, inoltre non era sicura che il fatto di avere un probabile destino in comune con Malfoy fosse un bene. Lei non credeva nel destino, era dell'idea che fosse solo un pretesto per motivare i propri insuccessi e così scaricarsi tutte le colpe. Aveva abbandonato Divinazione principalmente per questo motivo, stufa di essere circondata da gente che credeva nel fato, nel destino o come si chiamava.
Ma, nonostante fosse profondamente scettica a riguardo, non poteva ignorare le parole scritte in un libro così potente. Se quel libro parlava di destino allora poteva essere possibile che qualcosa del genere esistesse, ma era ancora tutto da appurare.

Gli studenti stavano nuovamente affollando i larghi corridoi, ricoprendoli con un motivo di deliziose impronte fangose che diedero a Gazza un pretesto per lamentarsi, ed Hermione si affrettò a portarli verso la loro Sala Comune, sperando che si sbrigassero. Purtroppo la velocità non è una delle caratteristiche degli studenti appena tornati dalle vacanze, magari anche con la pancia piena e un baule pieno di vestiti nuovi, così la ragazza passò tutta la mattinata a cercare di far spostare la gente che chiacchierava in mezzo al corridoio, intasando il traffico.

Quando finalmente si poté accasciare sul letto non ebbe ugualmente la pace desiderata, dato che Lavanda e Calì la dovevano assolutamente mettere a conoscenza degli ultimi pettegolezzi. Hermione acconsentì a malincuore, per poi scoprire che la faccenda dei pettegolezzi era solo un'infida trappola escogitata dalle due amiche per estorcerle un po' di informazioni.
"Dicci, sai com'è le voci girano, cosa c'è tra Harry e Cho?" chiese subito Calì, senza lasciarle un attimo di aria.

Hermione tentò con la tattica della rimbambita "Cho? È una Grifondoro? Non mi sembra di conoscerla" rispose, sperando che la sua faccia mostrasse abbastanza stupore.
"Non puoi non conoscerla. È quella Corvonero che l'anno passato è andata al ballo del Ceppo con Diggory" rispose, ma di certo non poteva lasciarsi sfuggire uno dei suoi soliti commenti "Mi chiedo come abbia fatto a conquistarlo, in effetti, non è che sia proprio una gran bellezza. Allora, c'è del tenero tra lei ed Harry?"
"Oh, non lo so" balbettò imbarazzata Hermione che non voleva spiattellare a tutti le cotte dell'amico "Harry non me ne ha mai parlato"

Quando Calì e Lavanda capirono che non c'era nessuno scoop decisero di parlare di vestiti, a quanto pareva Lavanda si era fatta regalare un vestito stre-pi-to-so che doveva assolutamente far vedere all'amica, ma proprio quando Hermione si sentì finalmente fuori pericolo fu nuovamente attaccata "A proposito, che ne pensi di Fred e George?" chiese Lavanda, cogliendola di sorpresa.
"In che senso?"
"Quale senso ci può essere, secondo te? Certo che a volte non ti capisco, sembri ritardata. Li trovi carini? Ti piacciono?"

Hermione decise che era meglio evitare di rispondere all'insulto –altrimenti non sarebbe riuscita ad uscire dalla stanza senza aver rivelato qualche succoso particolare- e si limitò a cercare di trovare qualcosa di decente da dire sui fratelli di Ron che non la mettesse nei pasticci
"Sono simpatici" si limitò a rispondere.
"Non ti piacciono?" chiese Lavanda inquisitoria.
"No, non direi" rispose Hermione, sperando che quella sottospecie di intervista finisse il prima possibile.
"Allora chi ti piace?"
"N-nessuno" rispose balbettando, chiedendosi come avevano fatto ad arrivare a quell'argomento.
"Non mi sembri molto convinta" disse Calì guardandola con occhio critico "Sono sicura che c'è qualcosa tra te e Malfoy. Oppure tra te ed Harry."

Ma perché tutti erano convinti che stesse con Malfoy?! Hermione era quasi disperata, non avrebbe dovuto commettere lo stupido errore di lasciarsi trasportare dalla gioia. Arrivò alla conclusione che quello non era certo il giorno più adatto per andare da lui, altrimenti con tutti i pettegoli che c'erano in quella scuola si sarebbero ritrovati sposati a loro insaputa.
Uscì in tutta fretta dalla stanza appena notò la distrazione delle ragazze che la stavano interrogando e si diresse in giro per la scuola senza una meta precisa. Odiava girare a vuoto per i corridoi stando con le mani in mano, ma non poteva fare nient'altro sapendo che due pazze assetate di notizie ridicole e imbarazzanti la stavano cercando. Si fermò nell'aula vuota di Trasfigurazione, dove cominciò ad esercitarsi negli incantesimi che avrebbero dovuto imparare il semestre successivo.

Più di una volta però le vennero in mente parole ed incantesimi che non avrebbe dovuto conoscere in quanto proibiti da moltissimi anni e questo la preoccupò non poco. Saltò perfino il pranzo per rimuginare su tutto ciò. Temeva che la lettura di quel libro le avesse in qualche modo intaccato l'anima e che si fosse legata all'oscura magia contenuta in esso. Rimuginò parecchio su quel pensiero, ma poi decise di ignorare tutto quanto, come se fosse stato solo un brutto sogno.
Lasciò le sue inquietudini dentro l'aula e si diresse verso la Sala Comune, sperando che le due ragazze non la riacchiappassero. Per sua fortuna era già caduto Ron nelle loro malefiche spire e quindi, almeno per quel pomeriggio, fu salva.

Si sentì tirare leggermente per il mantello "Prefetto Granger?"
A parlare era stata una microscopica bambina che doveva essere per forza del primo anno, con indosso due occhiali decisamente più grandi di lei e un cerotto azzurro sulla fronte. I capelli neri e ricci la facevano sembrare più alta di quello che era e le si tenevano gonfi in testa neanche fossero una mongolfiera.
"Dimmi, che succede?" chiese Hermione, premurosa.
"I- i miei capelli. È stato un incantesimo" rispose la bambina con le lacrime agli occhi. Hermione capì subito qual'era il problema e con un veloce incantesimo fece tornare lisci i capelli della bambina.
"Chi ti ha lanciato l'incantesimo?" le chiese, sperando che non fosse il solito Serpeverde pieno di boria.
"Oh, nessuno in particolare" rispose la bambina debolmente.
"In caso, se avrai qualche altro problema vieni pure da me" concluse Hermione, andando da Harry, seguita dallo sguardo adorante della bambina che aveva aiutato.

"Chi era quella?" le chiese appena gli si avvicinò.
"Aveva bisogno di una mano. Piuttosto, quelle due ci ridaranno mai il nostro migliore amico?" chiese, guardando di sbieco le due ragazze che non lasciavano Ron mai solo. Aveva sperato che dopo le vacanze Natalizie quella storia fosse finita, ma forse puntavano anche a quelle estive.
"Ne dubito fortemente" rispose Harry, guardando esasperato il libro che aveva davanti.
"Cosa stai facendo?"
"Durante le vacanze dovevamo prendere appunti sui sogni che facevamo ogni notte, ma io non l'ho fatto, intenzionato ad inventarmeli. Solo che ora non so che cosa scrivere e quindi sto cercando qualche idea" rispose sbuffando e girando pagina "Mi sa che dirò di essermi fatto il bagno in una vasca piena di girini, non potrà trarre conclusioni catastrofiche anche da questo, no?" chiese Harry, ma non si diede la briga di ascoltare la risposta "Perfetto, allora me ne manca solo uno, vediamo... ci sono! Sono andato al ristorante e ho mangiato un tacchino intero senza pagare. Perfetto, ho finito!" esclamò poi chiudendo il libro soddisfatto.

"Mi spieghi perché continui a seguire quella stupida materia?" chiese nuovamente, facendo finta di essersi dimenticata di avergli posto quella domanda circa un migliaio di volte.
"Te l'ho detto, fa numero. Noi dobbiamo seguire un determinato numero di corsi e Divinazione non è particolarmente difficile come magari potrebbe esserlo Rune Antiche. Andiamo a mangiare?" propose, dopo aver sentito brontolare il suo stomaco.

Hermione acconsentì ed insieme ad Harry andò a recuperare Ron, che li guardò riconoscente per il salvataggio, promettendogli che avrebbe fatto tutto quello che avessero desiderato. Hermione lo guardò sorridente e poi si sedette al suo tavolo. Mentre tutti erano occupati a mangiare diede uno sguardo al tavolo opposto della sala, dove un imbronciato Serpeverde giocava schizzinoso con il cibo.
Si ripromise che entro la fine di quella settimana ci avrebbe parlato, poi anche lei si dedicò alle pietanze apparse in tavola.

Ci odiamo? | DramioneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora