3.
Ta-hèr lo raggiunse, ombrosa. Entrarono nella locanda. Mangiarono in silenzio.
A tavola lei lo osservò, mentre lui era soprappensiero.
'Bello e affettuoso come un tempo, apparentemente.. Ma sei tanto cambiato..Ora sei la grande mente profonda..per tutti i tuoi sottoposti..Non per me.
Io abbracciavo Riddàr...Chi sono io adesso, per te?
Una ragazzina, una scocciatura, una ribelle.
L'onda della bellezza del tuo animo, ha preso forza e irradia il tuo viso, gli dà un'armonia insolita, misteriosa, molto, molto maschile..mi confondi..
Ma so che ormai, sono solo una scocciatura. Meglio così.
..Così intrigante, diverso..le tue corde, sono ricche di tenerezza per tutto l'universo...
Ma non più per me.
Non esisto io..ora, nel tuo universo..quello del grande Ho Lon, che ho sfidato e offeso..e lo farei di nuovo.
Di troppo 'niente' mi avete riempito.
Sono..ormai niente..per te..e per tutti.
Meglio rimanere quello che sono diventata, così come mi ha plasmato l'indifferenza e il caos.
La speranza di ritrovare affetto e casa, ora fallita, mi ha quasi annientata.
E non ne vale la pena. Posso volermi bene, sono in gamba'.
Lo guardò di nuovo, usando stavolta la propria dote di assorbire l'espansione di sé, che è nelle posture, nella luce, nel profumo degli esseri. E nella voce, nel tocco delle mani, nei movimenti e in tutte le infinite sfumature di ognuno.
Lui era immerso in se stesso, nei suoi pensieri, non la sentì sfiorargli l'essenza intima più nascosta.
'...Riddàr mio..la tua tenerezza protettiva per tutto l'universo..sì, la sento..è vera, immensa in te.
In un'onda così intensa che fa mancare il fiato. Che strano..
..Mi fa male..mi sento piccola, insulsa.. troppo poco, ora..per te'.
Troppo poco, adesso che sono finalmente grande, dopo tanto aspettare'.
Un pugno di nostalgia dolorosa le compresse il respiro, le offuscò la mente.
Lui sollevò lo sguardo, si accorse della leggera intrusione, delicata, su di sé. E del dolore che le passava dentro. Ma non riuscì a leggerlo.
Le sorrise.
Lei girò il viso altrove.
'Questi tuoi occhi fiammanti fanno paura, ma sono il fuoco dove vorrei essere,' pensò sovrastata di tristezza.
Ma ormai accettò che la considerasse solo una ragazzina, un po' svitata.
Lui, percepì qualcosa dalle iridi di lei, ma non voleva scrutarla, mettendola sulla difensiva. Era già abbastanza scossa. Si alzò e andò a dare ordini agli uomini.
Tornò subito indietro, i capelli neri e lucenti, appena lunghi, dondolavano, all'unisono con i movimenti del corpo, insinuante.
Ta-hèr ne ricevette una frustata violenta di virilità e uno stimolo inaspettato, mai provato, le percorse le reni, l'inguine.
Era ancora giovane, fu la prima vera impronta maschile che la assalì, sconvolgente, magnifica.
La sbiancò.
Finse di essere concentrata sul cibo, mentre lui le passò vicino per sedersi, accarezzandole la guancia.
Lei sobbalzò al tocco della sua carica virile e scostò violentemente la testa, con uno sguardo aggressivo.
Lui si fermò, le sollevò il mento "Ti ho spaventato? Hai paura del solletico?" disse ridente.
Lei portò indietro la testa e spostò sgarbata la mano di lui dal proprio viso. Era in panico, ma fredda "Non amo essere toccata, grazie...Ero solo soprappensiero".
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Ta-hèr
RomanceTa-hèr è fondamentalmente una storia d'amore, e di lotta fra bene e male, ma in un mondo di fantasia, che si rigenera, dopo un collasso di parte dell'universo. Non è affatto fantascenza. Ma un mondo naturale, tipo il nostro, che però, in parte, si p...
